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Benito Mussolini
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mwogBenito Amilcare Andrea Mussolini (Predappio, 29 luglio 1883Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945) è stato un politico e giornalista italiano. Fu il fondatore del mwpafascismo e il primo tra i mwpqdittatori fascisti dell'Europa novecentesca.

Fu mwpwPresidente del Consiglio del mwqaRegno d'Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943; dal settembre 1943 al 25 aprile 1945 fu a capo della mwqqRepubblica Sociale Italiana.

Nato da una famiglia di umili origini, divenne esponente di spicco del mwqwPartito Socialista Italiano, e nel 1912 fu nominato direttore dellmwra'mwrqmwrgAvanti!, organo ufficiale del partito. Convinto anti-interventista negli anni della mwrwguerra italo-turca e in quelli precedenti la mwsaprima guerra mondiale, nell'ottobre del 1914 cambiò radicalmente opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. Trovatosi in netto contrasto con la linea neutralista del Partito socialista, si dimise dalla direzione dellmwsq'mwsgAvanti! e fondò mwswmwtaIl Popolo d'Italia,cite-ref-9[9] venendo quindi espulso dal PSI. Nel contesto di forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, fondò i mwuqFasci italiani di combattimento (1919), poi divenuti nel 1921 mwugPartito Nazionale Fascista, con cui si presentò al Paese con un programma politico mwuwnazionalista e radicale.

Forzando la mano alle istituzioni, con l'aiuto di atti di mwvqsquadrismo e d'intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 nella mwvgmarcia su Roma, il 30 ottobre Mussolini ottenne da re mwvwVittorio Emanuele III l'incarico di costituire il Governo (vedi mwwaGoverno Mussolini). Dopo il contestato successo alle mwwqelezioni politiche del 1924, reagì con decisione alla crisi provocata dall'mwwgassassinio di mwwwGiacomo Matteotti, e nel gennaio 1925 assunse poteri mwxadittatoriali. Dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di mwxqCapo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato. Negli anni successivi consolidò il regime, affermando la supremazia del potere esecutivo, trasformando il sistema amministrativo e inquadrando le masse nelle organizzazioni di partito. Nel febbraio del 1929 stipulò i mwxgPatti Lateranensi con la mwxwSanta Sede.

Riguardo alla politica coloniale, Mussolini portò a termine la cosiddetta mwyq"pacificazione" della Libia (1922-1932) e intraprese poi la mwygconquista dell'Etiopia (1935-1936), violando il diritto internazionale con l'utilizzo di mwywarmi chimiche, e spingendo la mwzaSocietà delle Nazioni a infliggere sanzioni economiche all'Italia. Dopo la guerra d'Etiopia, aggiunse al titolo di mwzqduce quello di "Fondatore dell'Impero"; il 30 marzo 1938 divenne mwzgPrimo maresciallo dell'Impero.

In politica estera appoggiò e finanziò i movimenti fascisti, sostenendo militarmente i mwaafranchisti nella mwaqguerra civile spagnola (1936-1939). Si avvicinò alla mwagGermania nazionalsocialista di mwawAdolf Hitler, con il quale stabilì l'mwbaAsse Roma-Berlino nel 1936 e firmò il mwbqPatto d'Acciaio del 1939. È in questo periodo che furono approvate in Italia le mwbgleggi razziali.

Nel 1940, ritenendo ormai prossima la vittoria della Germania, decise per l'ingresso dell'Italia nella mwcaseconda guerra mondiale. In seguito alle sconfitte subite dal mwcqRegio Esercito italiano e allo mwcgsbarco in Sicilia, Mussolini fu messo in minoranza durante il mwcwGran Consiglio del Fascismo (mwdaordine del giorno Grandi del 24 luglio 1943), arrestato per ordine del re (25 luglio), e successivamente tradotto a mwdqCampo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell'Italia settentrionale la mwdgRepubblica Sociale Italiana. Approssimandosi la vittoria alleata, dopo aver invano cercato di trattare la resa, abbandonò Milano tentando la fuga verso la mwdwSvizzera, venendo però catturato dai mweapartigiani a mweqDongo, sul mweglago di Como, il 27 aprile.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14] Fu mwjwfucilato il giorno seguente insieme all'amante mwkaClaretta Petacci.

Contents

Opere
Note

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Biografia

Le origini, la gioventù e la formazione

La nascita e la famiglia

Figlio del mwlgfabbro mwlwAlessandro Mussolini e della maestra elementare mwmaRosa Maltoni, nacque il 29 luglio 1883 a Dovia, frazione del comune di mwmqPredappio, in una casa tuttora esistente nell'attuale via Varano Costa Nuova, ormai inglobata nel paese.

Il nome "Benito Amilcare Andrea" fu deciso dal padre,cite-ref-15[15] socialista, desideroso di rendere omaggio alla memoria di mwnwBenito Juárez, leader rivoluzionario ed ex-presidente del mwoaMessico, di mwoqAmilcare Cipriani, patriota italiano e socialista, e di mwogAndrea Costa, imolese, leader del mwowsocialismo italiano (nell'agosto 1881 aveva fondato a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna»). Contrariamente al marito, la madre Rosa era credente e fece mwpabattezzare il figlio.cite-ref-16[16]

L'istruzione e l'adolescenza

Mussolini frequentò le prime due classi elementari prima a mwvwDovia e poi a Predappio (1889-1891); entrò quindi per volontà della madre nel collegio mwwasalesiano di mwwqFaenza (1892-ottobre 1894), ma venne trasferito in seguito a una punizione (comprensiva della retrocessione dalla classe quarta alla seconda) per una rissa nella quale ferì un suo compagno più grande con un coltello.cite-ref-17[17] A mwxgFaenza, Benito passò un periodo infelice: oltre alle punizioni corporali subite dai frati salesiani per la sua scarsa osservanza delle regole del collegio, visse con rabbia e frustrazione la sua condizione sociale.cite-ref-18[18] La famiglia era di modeste condizioni: il padre, pur avendo una propria attività, viveva ai margini della comunità locale a causa delle sue idee politiche; la madre, che insegnava ai bambini delle elementari presso mwywPalazzo Varano, guadagnava uno stipendio insufficiente a compensare le mancate entrate del marito.cite-ref-19[19]

Aiutato dalla madre, proseguì gli studi nella laica Regia Scuola Magistrale maschile Carducci di mw0qForlimpopoli, diretta da Valfredo Carducci, fratello di mw0gGiosuè Carducci, dove conseguì nel settembre mw0w1898 la licenza tecnica inferiore. A partire dall'ottobre di quell'anno, per via di uno scontro con un altro alunno, venne costretto a frequentare come esterno (solo nel 1901 fu riammesso come convittore).cite-ref-20[20] A Forlimpopoli, anche per l'influsso paterno, Mussolini si avvicinò al socialismo militante facendosi notare in comizi serali nei paesi limitrofi e nel mw2a1900 si iscrisse al mw2qPartito Socialista Italiano, dove fece amicizia con mw2gOlindo Vernocchi.cite-ref-21[21] L'8 luglio 1901 ottenne il diploma di Maestro elementare nello stesso istituto di Forlimpopoli. Successivamente avanzò domanda d'insegnamento, per concorso o per incarico, in diversi comuni (Predappio, mw3wLegnano, mw4aTolentino, mw4qAncona, e mw4gCastelnuovo Scrivia), senza riuscire a ottenere la cattedra. A Predappio si propose anche come "sostituto aiutante" del segretario comunale. La sua domanda fu respinta dal gruppo moderato con 10 voti su 14.cite-ref-22[22]

Cominciò a insegnare nella mw6ascuola elementare di Pieve Saliceto (frazione di mw6qGualtieri), il primo comune italiano amministrato da una giunta socialista.cite-ref-23[23] Dopo la fine dell'anno scolastico non rimase a Pieve Saliceto: il 9 luglio 1902 emigrò in mw7gSvizzera per sfuggire al mw7wservizio militare obbligatorio,cite-ref-24[24] stabilendosi a mw9aLosanna. Lì si iscrisse al mw9qsindacato muratori e manovali, di cui poi divenne segretario, e il 2 agosto 1902 pubblicò il suo primo articolo su mw9gL'Avvenire del lavoratore, il giornale dei socialisti svizzeri.cite-ref-25[25] L'attività giornalistica vera e propria di Mussolini cominciò nel 1904.

La Svizzera e la militanza socialista

Fino a novembre visse in mwaqiSvizzera, spostandosi di città in città e svolgendo lavori occasionali, tra cui il garzone di una bottega di vini a mwaqmLosanna. Venne espulso due volte dal paese: il 18 giugno 1903 fu arrestato a mwaqqBerna come agitatore socialista, trattenuto in carcere per 12 giorni e poi espulso il 30 giugno dal mwaquCanton Berna, mentre il 9 aprile 1904 venne incarcerato per 7 giorni a mwaqyGinevra a causa del permesso di soggiorno falsificato, per poi essere espulso una settimana dopo dal mwaqcCanton Ginevra.cite-ref-26[26] Nel frattempo ricevette anche una condanna a un anno di carcere per renitenza alla mwaqwleva militare. Venne protetto da alcuni socialisti e anarchici del mwaq0Canton Ticino, tra cui mwaq4Giacinto Menotti Serrati e mwaq8Angelica Balabanoff, con la quale avviò una relazione sentimentale.cite-ref-27[27] Nel periodo in cui Mussolini risiedette in Svizzera, abitò a mwarqSavosa, comune periferico a nord di mwaruLugano, e partecipò al consolidamento dei muri sulla strada di mwaryTrevano, sulla mwarcCassarate-mwargMonte Brè e soprattutto alla costruzione della mwarkferrovia Lugano-Tesserete.

In Svizzera Mussolini ebbe la possibilità di avvicinarsi a mwarsVilfredo Pareto, frequentandone le lezioni all'mwarwUniversità di Losanna, dove l'economista italo-francese insegnò per alcuni anni. Pareto (che definirà Mussolini "un grande statista")cite-ref-28[28] inciterà il suo allievo a prendere il potere e organizzare la mwaseMarcia su Roma (inviando un telegramma dalla Svizzera in cui si diceva «ora o mai più»).cite-ref-29[29]cite-ref-30[30] Mussolini utilizzò le idee di Pareto per rivedere la sua adesione al socialismo.

Sempre in Svizzera Mussolini collaborò con periodici locali d'ispirazione socialista (tra cui il mwassProletario) e inviò corrispondenze al giornale milanese lmwasw'mwas0Avanguardia socialista. L'attività di giornalista rese evidente sin dai suoi primi scritti l'avversione ideologica al mwas4positivismo, allora predominante nel socialismo italiano; Mussolini prese subito posizione contro questo orientamento e si schierò con l'ala rivoluzionaria del partito socialista, capeggiata da mwas8Arturo Labriola. Con il passare degli anni Mussolini sviluppa una sempre più aspra avversione verso i riformisti, tentando di diffondere e di imporre all'intero movimento socialista la propria concezione rivoluzionaria.cite-ref-31[31] È in questo periodo che mostrò le maggiori affinità ideologiche con il sindacalismo rivoluzionario. Dalle discussioni con il pastore mwatqevangelico Alfredo Taglialatela, Mussolini trasse una conclusione negativa sul problema dell'mwatuesistenza di Dio, sul quale tornò a riflettere molti anni dopo. Le sue opinioni saranno in seguito raccolte nell'opuscolo mwatyL'uomo e la divinità, una breve dissertazione sui motivi per i quali bisognerebbe negare l'esistenza di Dio.

Mussolini in questo periodo studiò assiduamente il mwatgfrancese e cercò di imparare il mwatktedesco, avvalendosi in quest'ultimo caso dell'aiuto della Balabanoff.cite-ref-32[32]

Mussolini giornalista e agitatore politico

Nel novembre 1904, caduta la condanna per renitenza alla leva in seguito all'mwauaamnistia concessa in occasione della nascita dell'erede al trono mwaueUmberto, Mussolini tornò in Italia. Dovette tuttavia presentarsi al Distretto militare di mwauiForlì e adempì ai suoi doveri di leva venendo assegnato il 30 dicembre al 10º Reggimento bersaglieri di mwaumVerona. Poté tornare a casa con una licenza per assistere la madre morente (19 gennaio 1905). Poi riprese il servizio militare, ottenendo al termine una dichiarazione di buona condotta per il contegno disciplinato.cite-ref-33[33] In Svizzera lasciò libero il posto di corrispondente del giornale italiano mwaugAvanguardia Socialista; tale incarico venne assegnato al giovane socialista mwaukLuigi Zappelli, che già aveva conosciuto.cite-ref-34[34]

Congedato, Mussolini rientrò a Dovia di Predappio il 4 settembre 1906. Poco dopo si recò a insegnare a mwau8Tolmezzo, dove ottenne un posto da supplente dal 15 novembre sino al termine dell'anno scolastico. Il periodo nel comune friulano fu difficile: con gli studenti si dimostrò incapace di mantenere l'ordine, mentre l'anticlericalismo e il linguaggio sboccato gli attirarono le antipatie della popolazione locale.cite-ref-35[35]cite-ref-36[36]

Nel novembre del 1907 ottenne l'abilitazione all'insegnamento della mwavklingua francese e nel marzo 1908 gli venne assegnato un incarico come professore di francese presso il Collegio Civico di mwavoOneglia, in mwavsLiguria, dove insegnò anche italiano, storia e geografia.cite-ref-37[37] A Oneglia ottenne la sua prima direzione di un giornale, il settimanale socialista mwawaLa Lima. Nei suoi articoli il neo-direttore attaccò le istituzioni sia politiche sia religiose, accusando il governo mwaweGiolitti e la Chiesa di difendere gli interessi del capitalismo ai danni del proletariato. Per evitare problemi si firmava con lo pseudonimo "Vero Eretico". Il giornale suscitò grande interesse e Mussolini comprese che il giornalismo dalla prosa incendiaria poteva essere uno strumento politico.cite-ref-38[38]

Tornato a Predappio, si mise a capo dello sciopero dei braccianti agricoli. Il 18 luglio 1908 fu arrestato per minacce a un dirigente delle organizzazioni padronali. Processato per direttissima, fu condannato a tre mesi di carcere, ma il 30 luglio venne rilasciato in libertà provvisoria su cauzione.cite-ref-39[39] Nel settembre dello stesso anno fu di nuovo incarcerato per dieci giorni per aver tenuto a mwawsMeldola un comizio non autorizzato.

In novembre si trasferì a Forlì, dove visse in una stanza affittata, assieme al padre vedovo, che nel frattempo aveva aperto la trattoria mwaw0Il bersagliere con la compagna Anna Lombardi. In questo periodo, Mussolini pubblicò su mwaw4Pagine libere (rivista del sindacalismo rivoluzionario edita a Lugano e diretta da mwaw8Angelo Oliviero Olivetti) l'articolo mwaxaLa filosofia della forza, in cui faceva riferimento al pensiero di mwaxeNietzsche. Il 6 febbraio 1909 si trasferì a mwaxiTrento, capitale dell'mwaxmirredentismo italiano,cite-ref-40[40] dove venne eletto segretario della Camera del Lavoro e diresse il suo primo quotidiano, mwaxgL'avvenire del lavoratore.

Il 7 marzo di quell'anno si rese protagonista di un breve scontro giornalistico con mwaxoAlcide De Gasperi, direttore del periodico cattolico mwaxsIl Trentino. Mussolini collaborò anche con il quotidiano mwaxwIl Popolo, diretto da mwax0Cesare Battisti, sulle cui pagine scrisse della "santa di Susà", una contadina di nome Rosa Broll che era stata adescata da un sacerdote del luogo. L'articolo ebbe un tale successo che la direzione del Partito Socialista trentino decise di farne una pubblicazione a sé stante, al prezzo di 6 centesimi.

Il 10 settembre dello stesso anno Mussolini venne incarcerato a mwax8Rovereto con l'accusa, da cui poi fu assolto, di diffusione di giornali già sequestrati e istigazione alla violenza verso l'mwayaImpero asburgico. Il giorno 26 fu comunque espulso dall'Austria e fece ritorno a Forlì.cite-ref-41[41] Il caso del "professor Mussolini" divenne di interesse nazionale tanto che durante un'interrogazione parlamentare alla Camera (presentata dal deputato socialista mwayuElia Musatti), fu interpellato il ministro degli Esteri mwayyFrancesco Guicciardini il quale rispose che "per quanto possa essere dispiacevole che l'espulsione di cittadini italiani dall'Austria si rinnovi con una certa frequenza, pure io non credo in nessun modo di intervenire nella faccenda trattandosi di questione interna dell'Austria".cite-ref-42[42] I fatti trentini comunque procurarono a Mussolini una notevole notorietà in Italia, lo spinsero ulteriormente verso l'azione politica e segnarono l'inizio del passaggio da una concezione socialista e internazionalista a posizioni marcatamente nazionaliste.cite-ref-43[43]

Segretario della sezione socialista di Forlì

A partire dal gennaio 1910, divenne segretario della mwazeFederazione socialista forlivese e diresse il suo periodico ufficiale mwaziL'idea socialista, settimanale di quattro pagine (ribattezzato da Mussolini stesso mwazmLotta di classe). Il 17 gennaio Mussolini iniziò a convivere con mwazqRachele Guidi, sua futura moglie, in un appartamento ammobiliato di Via Merenda nº 1. Cominciò inoltre a collaborare con la rivista socialista mwazuSoffitta. In questi anni forlivesi, decise anche di prendere lezioni di mwazyviolino dal Maestro Archimede Montanelli.cite-ref-44[44] Fra le opere preferite di Mussolini si ricordano: mwazsmwazwLa Follia di mwaz0Corelli, le sonate di mwaz4Beethoven, le composizioni di mwaz8Veracini, mwaaaVivaldi, mwaaeBach, mwaaiGranados, mwaamFauré e mwaaqRanzato.cite-ref-45[45]

Dal punto di vista giornalistico, continuò anche il rapporto con mwaaoIl popolo di Trento. mwaasCesare Battisti gli chiese di scrivere un romanzo a puntate. Il compenso era di 15 lire a puntata. Mussolini scelse uno dei suoi argomenti preferiti, la critica sociale anticlericale. Ispirandosi a una storia realmente avvenuta a Trento nel Seicento (lo scandaloso amore tra il vescovo-principe di Trento, mwaawCarlo Emanuele Madruzzo, e una cortigiana) scrisse mwaa0L'amante del cardinale. Claudia Particella.cite-ref-46[46] Il romanzo uscì a puntate, dal 20 gennaio all'11 maggio 1910. Come rappresentante della federazione di mwabiForlì, Mussolini partecipò all'XI congresso socialista di Milano (1910). Nello stesso anno visitò Roma per la prima volta.cite-ref-47[47]

L'11 aprile 1911 la sezione socialista di mwab4Forlì guidata da Mussolini votò l'autonomia dal mwab8PSI. Nel maggio dello stesso anno la prestigiosa rivista letteraria mwacamwaceLa Voce, diretta da mwaciGiuseppe Prezzolini, pubblicò il suo saggio mwacmIl Trentino veduto da un socialista, costituito dagli appunti stesi da Mussolini durante il 1909.cite-ref-48[48] A Forlì Mussolini conobbe mwacgPietro Nenni, all'epoca segretario della nuova Camera del Lavoro repubblicana, nata dopo la frattura tra mwackrepubblicani e mwacosocialisti. All'inizio prevalse la differenza ideologica: i due, pur essendo vicini di casa, furono avversari; in seguito divennero amici.cite-ref-1-49-0[49]

Il 27 settembre 1911, assieme all'amico repubblicano Pietro Nenni, Mussolini partecipò a una manifestazione contro la mwadaguerra con l'mwadeimpero ottomano per il possesso di mwadiCirenaica e mwadmTripolitania, che si concluse con scontri violenti con la mwadqpolizia. Mussolini aveva definito l'impresa coloniale africana di mwaduGiovanni Giolitti un «atto di brigantaggio internazionale»; aveva inoltre definito il tricolore «uno straccio da piantare su un mucchio di letame».cite-ref-50[50]cite-ref-51[51] Arrestato il 14 ottobre, venne processato e condannato a un anno di reclusione (23 novembre).

Nenni durante le manifestazioni a Forlì fu ferito da tre mwad8sciabolate; anch'egli il 14 ottobre fu arrestato e condannato a un anno e quindici giorni. Venne recluso nel carcere di mwaeaBologna, nella stessa cella di Mussolinicite-ref-autogenerato23-52-0[52].cite-ref-53[53] Questi in carcere terrà sulle ginocchia la piccola figlia di Mussolini, mwaekEdda, nata il 1º settembre 1910. Con gli anni, quando Mussolini e Nenni continueranno a vedersi a mwaeoMilano, lei lo chiamerà "zio".cite-ref-1-49-1[49] Il 19 febbraio 1912 la Corte d'Appello di mwae8Bologna ridusse la pena di Mussolini a cinque mesi e mezzo e il successivo 12 marzo venne rilasciato.cite-ref-54[54]

L'8 luglio 1912, al mwafuXIII Congresso del Partito Socialista Italiano di mwafyReggio Emilia, avanzò una mozione di espulsione (definita da lui anche mwafclista di proscrizione) nei confronti dei riformisti mwafgLeonida Bissolati, mwafkIvanoe Bonomi, mwafoAngiolo Cabrini e mwafsGuido Podrecca,cite-ref-55[55] che venne accolta. L'accusa era di "gravissima offesa allo spirito della dottrina e alla tradizione socialista".cite-ref-56[56] Quindi entrò nella direzione nazionale del partito. Collaborò poi con mwagqFolla, giornale di Paolo Valera, firmandosi con lo pseudonimo "mwaguL'homme qui cherche". Al congresso i mwagymassimalisti conquistarono la maggioranza del Partito sconfiggendo i riformisti di mwagcFilippo Turati.

Direttore dell ' Avanti!

In seguito al trionfo dei massimalisti al mwahqCongresso di Reggio Emilia, nel novembre 1912 Mussolini divenne uno degli esponenti di spicco del PSI e giunse alla direzione dellmwahu'mwahymwahcAvanti!, organo ufficiale del partito, succedendo a mwahgGiovanni Bacci (mwahkAngelica Balabanoff venne scelta per il ruolo di viceredattore capo).cite-ref-57[57]

Alle mwah8elezioni politiche del 1913 (il primo turno si svolse il 26 ottobre), Mussolini si presentò, nel collegio di mwaiaForlì, come candidato socialista per la Camera dei Deputati, ma venne sconfitto da mwaieGiuseppe Gaudenzi, mwaiirepubblicano (tradizionalmente, i repubblicani erano molto forti nel forlivese). Il mese successivo (novembre 1913) fondò un proprio giornale, mwaimUtopia,cite-ref-58[58] che diresse fino allo scoppio della mwaigprima guerra mondiale e sul quale poté esprimere tutte le proprie opinioni, anche quelle in contrasto con la linea ufficiale del PSI.

Al mwaioXIV Congresso del Partito Socialista Italiano di mwaisAncona del 26, 27 e 28 aprile 1914, presentò con mwaiwGiovanni Zibordi una mozione, che venne accolta, con la quale si stabilì esser incompatibile l'appartenenza alla mwai0massoneria per un socialista.cite-ref-59[59] Gli tenne testa un giovane delegato del mwajiPolesine, mwajmGiacomo Matteotti, quasi anticipando quella contrapposizione che, dieci anni dopo, avrebbe condotto all’assassinio del leader dei socialisti riformisti, con l’avallo del capo del mwajqfascismo.

Al Congresso di Ancona Mussolini colse inoltre un grande successo personale, con una mozione di plauso per i successi di diffusione e di vendite del giornale del Partito, tributatagli personalmente dai congressisti.cite-ref-60[60] Infatti, nel periodo di direzione Mussolini, lmwajo'mwajsAvanti! era salito da 30-mwajw45 000 copie nel 1913 a 60-mwaj075 000 copie nei primi mesi del 1914.cite-ref-61[61]

Il 9 giugno venne eletto consigliere comunale a mwakmMilano.

La Settimana Rossa

Fu protagonista della campagna politica e di stampa in sostegno dell'ondata rivoluzionaria della mwakgSettimana Rossa, insurrezione popolare spontanea a seguito dell'uccisione di tre manifestanti contro le mwakkCompagnie di Disciplina nell'Esercito, avvenuta ad mwakoAncona il 7 giugno 1914 a opera della forza pubblica. Dalle pagine dellmwaks'mwakwmwak0Avanti! infiammò gli animi con appelli alle masse popolari:

«Proletari d'Italia! Accogliete il nostro grido: W lo sciopero generale. Nelle città e nelle campagne verrà su spontanea la risposta alla provocazione. Noi non precorriamo gli avvenimenti, né ci sentiamo autorizzati a tracciarne il corso, ma certamente quali questi possano essere, noi avremo il dovere di secondarli e di fiancheggiarli. Speriamo che con la loro azione i lavoratori italiani sappiano dire che è veramente l'ora di farla finita.»

(Avanti! del 10 giugno 1914)

Con quest'articolo Mussolini, facendo leva sulla popolarità di cui godeva nel movimento socialista e sulla grande diffusione del giornale, di fatto costrinse la mwaleConfederazione Generale del Lavoro a dichiarare lo sciopero generale, strumento di lotta che determinava il blocco di ogni attività nel Paese, di cui il sindacato riteneva di dover fare uso solo in circostanze eccezionali.

Mussolini strumentalizzò i moti popolari anche a fini politici interni al mondo socialista: la direzione del mwalmPartito Socialista uscita dal XIV Congresso di Ancona era in mano ai massimalisti rivoluzionari, ma i riformisti erano ancora maggioritari nel gruppo parlamentare e nella CGdL.

Il 10 giugno si tenne un comizio all'mwaluArena di Milano di fronte a mwaly60 000 manifestanti, mentre il resto dell'Italia era in lotta e paralizzata, la Romagna e le Marche insorte e i ferrovieri avevano finalmente annunciato di aderire allo sciopero generale. Dopo che gli oratori riformisti di tutti i partiti avevano gettato acqua sul fuoco dicendo che questa non era la rivoluzione, ma solo protesta contro l'eccidio di Ancona, e che non ci si sarebbe fatti trascinare in un'inutile carneficina, intervennero mwalcCorridoni e Mussolini. Quest'ultimo esaltò la rivolta. Ecco il resoconto del suo infuocato discorso, pubblicato il giorno dopo sullmwalg'mwalkAvanti!:

«A Firenze, a Torino, a Fabriano vi sono altri morti e altri feriti, occorre lavorare nell'esercito perché non si spari sui lavoratori, occorre far sì che il soldo del soldato sia presto un fatto compiuto. .... Lo sciopero generale è stato dal 1870 ad oggi il moto più grave che abbia scosso la terza Italia .... Non è stato uno sciopero di difesa, ma di offesa. Lo sciopero ha avuto un carattere aggressivo. Le folle che un tempo non osavano nemmeno venire a contatto della forza pubblica, stavolta hanno saputo resistere e battersi con un impeto non sperato. Qua e là la moltitudine scioperante si è raccolta attorno a quelle barricate che i rimasticatori di una frase di Engels avevano, con una fretta che tradiva preoccupazioni oblique, se non la paura, relegato fra i cimeli delle romanticherie quarantottesche. Qua a là, sempre a denotare la tendenza del movimento, si sono assaltati i negozi dagli armaioli; qua e là hanno fiammeggiato degli incendi e non già delle gabelle come nelle prime rivolte del Mezzogiorno, qua e là sono state invase le chiese. ... Se – puta caso – invece dell’on. Salandra, ci fosse stato l’on. Bissolati alla Presidenza del Consiglio, noi avremmo cercato che lo sciopero generale di protesta fosse stato ancora più violento e decisamente insurrezionale. .... Soprattutto un grido è stato lanciato seguito da un tentativo, il grido di: "Al Quirinale".»

(Avanti! dell'11 giugno 1914)

Proprio per scongiurare il rischio che la mwal0monarchia potesse sentirsi minacciata e dichiarare lo stato d'assedio e il passaggio dei poteri pubblici ai militari, la Confederazione generale del lavoro dichiarò concluso lo sciopero dopo solo 48 ore, invitando i lavoratori a riprendere la loro attività.

Ciò frustrò gli intenti bellicosi e insurrezionali di Mussolini che, sullmwal8'mwamaAvanti! del 12 giugno 1914, non si paventò dall'accusare di fellonia i capi sindacali confederali, che facevano riferimento alla componente riformista del PSI, accusando: "La Confederazione del Lavoro, nel far cessare lo sciopero, ha tradito il movimento rivoluzionario".cite-ref-62[62]

Mussolini venne fermato insieme a Corridoni durante una manifestazione, duramente percosso dalla polizia, cui si unirono gli insulti e la gogna della folla borghese nei pressi della mwamyGalleria Vittorio Emanuele II. Saranno entrambi arrestaticite-ref-63[63].

La prima guerra mondiale e la svolta interventista

Il sostegno al neutralismo dell'Italia

Allo scoppio della mwam4prima guerra mondiale (28 luglio 1914) interpretò con fermezza la linea neutralista dell'mwam8Internazionale Socialista. Mussolini era del parere che il conflitto non potesse giovare agli interessi dei proletari italiani, bensì solo a quelli dei capitalisti.cite-ref-64[64] Nello stesso periodo, all'insaputa dell'opinione pubblica, il ministro degli Esteri mwanqAntonino Paternò Castello, marchese di San Giuliano avviò un'operazione di persuasione negli ambienti socialisti e cattolici per ottenere un atteggiamento favorevole verso un possibile intervento dell'Italia nella guerra.cite-ref-65[65]

Il 26 luglio, nell'imminenza dello scoppio del conflitto, Mussolini pubblicò sull'«Avanti!» un mwanoarticolo di fondo intitolato mwansAbbasso la guerra; tuttavia la scelta del Partito socialista non incontrò l'unanimità all'interno del gruppo dirigente. D'accordo con il segretario mwanwCostantino Lazzari e la direzione del partito, aprì sull'«Avanti!» un dibattito sul tema della neutralità.cite-ref-perlastoria-66-0[66] Già nei primi mesi del conflitto apparve quindi tutta l'incertezza del Partito Socialista, che non seppe risolversi tra la sua inclinazione antimilitarista e la propensione verso la guerra come mezzo per rinnovare la lotta politica e smuovere gli equilibri consolidati nel Paese.cite-ref-67[67]

Nel panorama politico italiano, tra i primi a porre dubbi sulla neutralità assoluta vi furono mwaoyLeonida Bissolati e mwaocGaetano Salvemini, cui seguirono i socialisti riformisti e i sindacalisti rivoluzionari.cite-ref-68[68] Da parte sua, Mussolini sentì che se il Partito avesse continuato sulla linea pacifista a oltranza, avrebbe finito per rimanere emarginato. In conversazioni private esternò queste incertezze e questi dubbi. Puntualmente, la stampa mise tutto in piazza: il 28 agosto 1914 il «mwaowGiornale d'Italia» scrisse che Mussolini riconosceva l'inevitabilità della guerra contro l’Austria, definendola «un compito di civiltà del proletariato italiano».cite-ref-perlastoria-66-1[66] All'assemblea della sezione socialista milanese del 9 settembre Mussolini definì impraticabile lo sciopero generale contro una guerra difensiva, concludendo che «se domani si verificherà l'evento nuovo, noi decideremo».cite-ref-69[69] Successivamente sollecitò la convocazione della direzione del partito, che si riunì insieme al gruppo parlamentare a mwapuRoma il 21 e 22 settembre. Mussolini presentò il testo di un nuovo appello alle masse socialiste, che ripropose la neutralità assoluta: nessuna concessione deve essere fatta alla guerra, solo «opposizione recisa ed implacabile». La mozione fu approvata dalla direzione.cite-ref-perlastoria-66-2[66]

Nello stesso periodo Mussolini proseguì i suoi contatti con intransigenti, moderati, filo-interventisti e interventisti decisi. Attraverso mwapsMassimo Rocca (interventista che aveva lasciato l'«Avanti!» e aveva costituito, con altri militanti, il mwapwFascio rivoluzionario d'azione internazionalista) aveva mantenuto i contatti con i gruppi più estremi. Fu proprio dagli ambienti interventisti che partirono in ottobre gli attacchi diretti contro il direttore dell'«Avanti!» volti a farlo uscire allo scoperto. Cominciò il 4 settembre [[Giuseppe Lombardo Radice]] sul «Giornale d’Italia»,Il 7 ottobre «mwap0Il Resto del Carlino» pubblicò un polemico articolo di Massimo Rocca che accusò Mussolini di doppiogiochismo (mwap4Il direttore dell'«Avanti!» smascherato. Un uomo di paglia. Lettera aperta Benito Mussolini). Altri articoli furono pubblicati tra il 10 e il 13 settembre su vari giornali (Il Resto del Carlino, Giornale d'Italia, mwap8Il Secolo di Milano, mwaqaIl Lavoro di Genova).

La svolta interventista e l'espulsione dal PSI

Per i giorni dal 18 al 21 ottobre 1914 il PSI convocò una riunione della direzione a mwaquBologna per discutere un eventuale aggiornamento della linea politica. Mussolini decise di prevenire l'assise facendo pubblicare il 18 un lungo articolo in mwaqyterza pagina chiaramente interventista (mwaqcDalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante): il suo obiettivo fu mettere il partito di fronte al fatto compiuto.cite-ref-perlastoria-66-3[66] In esso rivolgeva un appello ai socialisti sul pericolo che una neutralità avrebbe comportato per il partito, cioè la condanna all'isolamento politico. Secondo Mussolini, le organizzazioni socialiste avrebbero dovuto appoggiare la guerra fra le nazioni, con la conseguente distribuzione delle armi al popolo, per poi trasformarla in una mwaqwrivoluzione armata contro il potere borghese.cite-ref-70[70] La sua linea però non venne accettata dal partito: la proposta di Mussolini ottenne un solo voto - il suo; furono pronunciati durissimi interventi da parte di antichi compagni come mwareGiacinto Menotti Serrati e mwariAngelica Balabanoff. Le dimissioni dalla direzione dell'«Avanti!» furono inevitabili.

Pochi giorni dopo (tra il 24 e il 26 ottobre) Mussolini ricevette a Milano la visita di mwarqFilippo Naldi, mediatore d'affari nonché direttore del bolognese «Resto del Carlinocite-ref-71[71]. Naldi era noto soprattutto per i suoi complessi rapporti con il mondo della grande industria; nell'autunno-inverno 1914 fece da mediatore tra il ministro degli Esteri, marchese di San Giuliano, e i giornali neutralisti per convertirli all'interventismo. Grazie all'aiuto finanziario di alcuni gruppi industriali (con la mediazione di Naldi),cite-ref-72[72] Mussolini riuscì rapidamente a fondare un quotidiano, mwar0mwar4Il Popolo d'Italia, il cui primo numero uscì il 15 novembre 1914.cite-ref-73[73] Dalle colonne del suo giornale Mussolini attaccò senza remore i suoi vecchi compagni. Col partito era rottura: il 29 novembre Mussolini venne espulso dal PSI.

I tempi dell'operazione e la provenienza dei finanziamenti insospettirono gli ex compagni, che accusarono Mussolini di indegnità morale. Secondo il Partito Socialista, egli avrebbe ricevuto fondi occulti da agenti francesi in Italia, che lo avrebbero corrotto per farlo aderire alla causa dell'interventismo pro-Intesa. La questione finì davanti alla commissione d'inchiesta del collegio dei probiviri dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti, che escluse ogni ipotesi di corruzione giungendo alla conclusione che la nascita del giornale era da collegarsi esclusivamente al rapporto di simpatia personale fra Mussolini e il direttore del mwassCarlino Naldi.cite-ref-74[74]

Negli ultimi anni sono usciti documenti che proverebbero invece il diretto intervento del governo francese a favore di Mussolini, che in ogni caso incontrò in Svizzera rappresentanti dell'Intesa, i quali gli assicurano il loro appoggio.cite-ref-75[75] In particolare, secondo una nota scritta nel novembre 1922 dai servizi segreti francesi, Mussolini (indicato in un'altra nota degli stessi servizi come «un agente del Ministero francese a Roma») alla fine del 1914 avrebbe incassato dal deputato francese Charles Dumas – capo di gabinetto del ministro mwatuJules Guesde, socialista – dieci milioni di franchi "per caldeggiare sul suo Popolo d'Italia l'entrata in guerra dell'Italia al fianco delle potenze alleate".cite-ref-76[76]

Nel mese di dicembre prese parte a Milano alla fondazione dei mwatsFasci d'Azione Rivoluzionaria insieme a mwatwFilippo Corridoni e agli altri mwat0interventisti rivoluzionari, partecipando poi al congresso il 24 e il 25 gennaio 1915.

Il duello con Claudio Treves

Nel marzo 1915, dopo una lunga serie di reciproci articoli durissimi, giunti all'insulto personale, nonostante lo Statuto del mwaukPartito Socialista lo vietasse, mwauoClaudio Treves sfidò Mussolini a mwausduello.

La sfida venne accolta e il duello si svolse a mwau0Bicocca di Niguarda (nord di Milano) nel pomeriggio del 29 marzo 1915. Fu un combattimento alla mwau4sciabola tesissimo, durato 25 minuti, suddivisi in otto assalti consecutivi, nei quali i duellanti infersero, l'un l'altro, varie ferite e contusioni. Al termine dell'ottavo assalto, su consiglio dei medici, i padrini decisero di porre termine allo scontro, comunque constatando l'univoco rifiuto dei duellanti alla riconciliazione.

Pur restando ferito all'avambraccio, alla fronte e all'ascella, Treves riuscì a colpire all'orecchio il futuro mwavaDuce, che era uscito indenne da sei precedenti duelli.cite-ref-77[77]

Secondo il ricordo del figlio di Treves, mwavyPiero: "Non credo vi siano mai state due persone più antitetiche. Mio padre era fondamentalmente un uomo di cultura, odiava la demagogia, la retorica vana, il gonfiarsi le gote, insomma tutto ciò che caratterizza il cosiddetto 'villan rifatto'. Questo era precisamente Mussolini, il quale si faceva bello di una cultura che non aveva...".cite-ref-78[78]

L'antiparlamentarismo di Mussolini

L'interventismo di Mussolini si fece via via sempre più acceso, accompagnato dalla mwav0veemenza contro le istituzioni parlamentari, che nella sua idea di guerra come anticamera della rivoluzione avrebbero dovuto essere spazzate via dalla novità della guerra mondiale, grazie alla quale le masse rivoluzionarie si sarebbero affacciate armate sul palcoscenico della storia:cite-ref-79[79]

«Questi deputati che minacciano pronunciamenti alla maniera delle republichette sud-americane, questi deputati che diffondono – con le più inverosimili esagerazioni – il panico nella fedele mandria elettorale; questi deputati pusillanimi, ciarlatani… questi deputati andrebbero consegnati ai tribunali di guerra! La disciplina deve cominciare dall'alto se si vuole che sia rispettata in basso. Quanto a me, sono sempre più fermamente convinto che per la salute dell'Italia bisognerebbe fucilare, dico FUCILARE, nella schiena, qualche dozzina di deputati, e mandare all'ergastolo un paio almeno di ex ministri. Non solo, ma io credo con fede sempre più profonda, che il Parlamento in Italia sia un bubbone pestifero. Occorre estirparlo.»

(B. Mussolini, Abbasso il Parlamento, Il Popolo d'Italia, 11 maggio 1915, p. 1)

La partecipazione alla Grande Guerra

Alla dichiarazione di guerra all'mwawwAustria-Ungheria (23 maggio 1915), Mussolini fece domanda per arruolarsi volontario, e questa come nella maggioranza dei casi venne respinta dagli uffici di leva.cite-ref-80[80] Venne chiamato come coscritto il 31 agosto 1915, e fu assegnato come soldato semplice al mwaxe12º Reggimento bersaglieri; il 13 settembre partì per il fronte con l'mwaxi11º Reggimento bersaglieri. Tenne un diario di guerra, pubblicato sul mwaxmPopolo d'Italia (fine dicembre 1915 - 13 febbraio 1917), nel quale raccontò la vita in mwaxqtrincea e prefigurò se stesso come eroe carismatico di una comunità nazionale, socialmente gerarchica e obbediente.cite-ref-81[81]

Il 1º marzo 1916 fu promosso mwax4caporale per meriti di guerra. Nel "Rapporto Gasti" si legge, tra l'altro, «Attività esemplare, qualità battagliere, serenità di mente, incuranza ai disagi, zelo, regolarità nell'adempimento dei suoi doveri, primo in ogni impresa di lavoro e ardimento». Il 31 agosto successivo venne nominato mwax8caporal maggiore.

Il 23 febbraio 1917 fu ferito gravemente dallo scoppio di un lanciabombe durante un'esercitazione sul mwaycCarso nei pressi del mwaygLago di Doberdò.cite-ref-82[82] Colpito da una quarantina di schegge, fu operato nell'ospedaletto da campo di Ronchi di Soleschiano dal clinico chirurgo mway0Giuseppe Tusini, fondatore e preside dell'mway4Università Castrense di San Giorgio di Nogaro.cite-ref-83[83] Su questo periodo farà circolare due leggende: che aveva rifiutato l'anestetico mentre gli estraevano le schegge dal corpocite-ref-84[84] e che gli austriaci, considerandolo il nemico più potente, bombardarono l'ospedale in cui si trovava allo scopo di ucciderlo.cite-ref-85[85]cite-ref-86[86]cite-ref-87[87] I dottori prescrissero per Mussolini un anno di convalescenza, periodo che venne protratto di altri sei mesi, in modo che non tornasse più nelle trincee.cite-ref-88[88] L'ultimo periodo di convalescenza fu trascorso nell'ospedale territoriale della mwa0cCroce Rossa a Milano, dove Mussolini fu ricoverato dal 2 aprile 1918 a fine luglio. Otterrà il mwa0gcongedo illimitato nel 1919.cite-ref-89[89]

Il 1° agosto 1918 Mussolini tornò alla direzione del mwa04mwa08Popolo d'Italia. Da quel giorno il quotidiano uscì con un nuovo sottotitolo. Non più "Quotidiano socialista" ma "Quotidiano dei combattenti e dei produttori", a sottolineare chiaramente la strada da intraprendere.cite-ref-90[90] In dicembre pubblicò sul giornale l'articolo mwa1qTrincerocrazia, in cui rivendicò per i reduci dalle trincee il diritto di governare l'Italia post-bellica e prefigurò i combattenti della mwa1uGrande Guerra come l'aristocrazia di domani e il nucleo centrale di una nuova classe dirigente.cite-ref-91[91]

Stando a documenti resi pubblici nel 2009, fu in questo periodo che l'allora mwa1stenente colonnello del servizio segreto militare britannico mwa1wSamuel Hoare (futuro mwa10Segretario per gli affari esteri e successivamente mwa14Segretario degli Interni) prese accordi con Mussolini, fornendogli una retribuzione settimanale di 100 mwa18sterline in cambio dell'impegno a sostenere la linea bellica anche dopo la sconfitta di Caporetto.cite-ref-92[92]cite-ref-93[93] Mussolini in questo periodo ricevette per il suo giornale anche, secondo una relazione della Polizia del 10 aprile 1917, finanziamenti da parte di ricchi industriali milanesi, da Banche per la pubblicità dei prestiti di guerra, da singoli sovvenzionatori come mwa2gCesare Goldmann e probabilmente Filippo Naldi, dalla mwa2kBanca Italiana di Sconto e dalla mwa2omassoneria.cite-ref-94[94] Ci furono probabilmente anche legami con i gruppi industriali mwa28Ansaldo e mwa3aToeplitz (e legata a quest'ultimo la mwa3eBanca Commerciale Italiana).cite-ref-95[95]

La fondazione del fascismo e lo squadrismo

Il sansepolcismo

La mwa4ufondazione dei Fasci italiani di combattimento avvenne a mwa4yMilano il 23 marzo 1919 in mwa4cpiazza San Sepolcro; stando allo stesso Mussolini non erano presenti che una cinquantina di aderenti,cite-ref-smith63-96-0[96]cite-ref-97[97] ma negli anni successivi, quando la qualifica di sansepolcrista dava automaticamente diritto a vantaggi cospicui in termini economici e di prestigio sociale, furono centinaia coloro che riuscirono a far aggiungere alla lista il loro nome.cite-ref-smith63-96-1[96]

Tra marzo e giugno i mwa5ufuturisti di mwa5yFilippo Tommaso Marinetti (che si erano dati un programma politico anticlericale, socialista e nazionalista insieme) divennero la componente principale del Fascio milanese e fecero sentire la loro influenza ideologica;cite-ref-98[98] tuttavia Mussolini ebbe modo di affermare: "Noi siamo, soprattutto, dei libertari cioè della gente che ama la libertà per tutti, anche per avversari. (...) Faremo tutto il possibile per impedire la censura e preservare la libertà di pensiero di parola, la quale costituisce una delle più alte conquiste ed espressioni della civiltà umana".cite-ref-99[99]

Dall'esperienza dei mwa6aFreikorps tedeschi trasse la conclusione che squadre di uomini armati potevano essere utilissime per intimidire l'opposizione: il 15 aprile 1919, subito dopo un comizio della mwa6eCamera del Lavoro all'mwa6iArena Civica, fascisti, mwa6marditi, nazionalisti e allievi ufficiali, guidati da mwa6qMarinetti, mwa6uFerruccio Vecchi e mwa6yMario Chiesa, si lanciarono nell'mwa6cassalto all'Avanti!, attaccando e devastando la sede del giornale socialista. Dopo una serie di colluttazioni stradali con gruppi socialisti e dopo che dalla sede del giornale venne sparato un colpo di pistola che uccise un soldato, Martino Speroni.cite-ref-100[100] Mussolini si tenne in disparte, credendo che i suoi uomini non fossero ancora pronti per combattere una "battaglia di strada", ma difese il fatto compiuto.cite-ref-101[101] Procedette quindi a reclutare un esercito di arditi pronti a vari assalti frontali e trasportò nella sede del mwa7ePopolo d'Italia una grande quantità di materiali bellici, per prevenire un possibile "contrattacco rosso".cite-ref-102[102]

In giugno Mussolini si schierò contro il governo guidato da mwa7cFrancesco Saverio Nitti; per i fascisti il neopresidente del consiglio era il rappresentante di quella vecchia classe politica che essi intendevano soppiantare.cite-ref-103[103] Dalla debolezza dell'esecutivo Mussolini voleva trarre la forza per attuare una rivoluzione,cite-ref-104[104] e per tutta l'estate il suo nome fu associato a complotti volti a realizzare un colpo di Stato.cite-ref-105[105]

Il 12 settembre, Mussolini promosse davanti alla sede de mwa8uIl Popolo d'Italia una sottoscrizione a favore dell'mwa8yimpresa fiumana di mwa8cGabriele D'Annunzio, dopo aver incontrato quest'ultimo per la prima volta a mwa8gRoma il 23 giugno.cite-ref-106[106] Il 7 ottobre era a mwa80Fiume, dove ebbe colloqui con D'Annunzio. I rapporti con il Vate furono comunque estremamente fugaci, e condizionati da reciproca diffidenza e rivalità: Mussolini mal sopportava l'idea che D'Annunzio potesse relegarlo in secondo piano; D'Annunzio gli scrisse una lettera tacciandolo di codardia, ma quando la missiva venne pubblicata dal mwa84Popolo d'Italia questo passaggio fu censurato.cite-ref-107[107]

Il 9 ottobre si tenne a mwa9qFirenze il primo Congresso dei Fasci di Combattimento: venne deciso di presentarsi alle imminenti elezioni politiche senza aderire a nessuna alleanza. Alle elezioni politiche del 16 novembre 1919 i fascisti, nonostante le candidature "eccellenti" dello stesso Mussolini, di Filippo Tommaso Marinetti e di mwa9uArturo Toscanini, non ottennero neanche un seggio, e nella mwa9yprovincia di Milano presero soltanto 4675 voti.cite-ref-108[108] Inoltre, il 18 novembre Mussolini fu tratto in arresto per alcune ore con l'accusa di detenzione di armi ed esplosivi;cite-ref-109[109] venne rilasciato dopo che una delegazione capeggiata da Riccardo Luzzatto, esponente radicale e interventista, e dall'onorevole Candiani, si recò dal questore di Milano per protestare contro l'arresto e invocarne la liberazione, auspicata anche dal senatore liberale mwa98Luigi Albertini.cite-ref-110[110]

Dall'infelice esperienza Mussolini trasse la conclusione che il fascismo era guardato con diffidenza dall'elettorato conservatore ed era troppo simile ai socialisti per l'elettorato progressista; pertanto, avendo il fascismo fallito come movimento di sinistra, esso avrebbe potuto trovare un suo spazio come aggregazione di destra.cite-ref-111[111] All'inizio del 1920 Mussolini s'impegnò per aumentare i propri consensi nel nord-est, e in particolare a mwa-kTrieste, città di frontiera dove convivevano non senza attriti italiani e slavi.cite-ref-112[112]

L'ascesa dello squadrismo

Il 24 e il 25 maggio 1920 Mussolini partecipò al mwa-iII Congresso dei Fasci italiani di combattimento, che si teneva al mwa-mTeatro Lirico di Milano. I Fasci di combattimento, grazie alla svolta a destra sancita al congresso, iniziarono a ricevere finanziamenti da parte di industriali, i quali venivano in cambio protetti da squadre di arditi.cite-ref-113[113] In giugno si schierò a favore di mwa-gGiolitti, con il quale in ottobre s'incontrò per la risoluzione della questione di Fiume: pur biasimandolo per aver ritirato le truppe dall'Albania, gli fece capire che un accordo con i liberalconservatori era possibile. Il 12 novembre, con l'articolo di fondo mwa-sL'accordo di Rapallo, commentò abbastanza favorevolmente il mwa-wtrattato italo-jugoslavo firmato da Giolitti, con cui veniva creato lo mwa-0Stato Libero di Fiume e la città di mwa-4Zara veniva annessa all'Italia in cambio dell'abbandono di ogni rivendicazione sui territori dalmati.cite-ref-114[114] Successivamente a una discussione del Comitato Centrale dei Fasci del 15 novembre Mussolini modificò la propria opinione sulla bontà del trattatocite-ref-115[115] e successivamente solo a parole si pronunciò contro gli avvenimenti del mwbacNatale di sangue quando Giolitti pose fine all'impresa dannunziana a colpi di cannonecite-ref-116[116]; avendo promesso che i fascisti non sarebbero intervenuti.cite-ref-117[117]

Nel gennaio del 1921 la minoranza comunista usciva dal PSI per fondare il mwbbePartito Comunista d'Italia; ciò mise in allarme Mussolini perché i socialisti, ricollocatisi su posizioni più moderate, avrebbero potuto essere interpellati da Giolitti per una collaborazione governativa, escludendo in questo modo i fascisti dagli scenari politici principali. Il 2 aprile, dopo aver sfilato con gli squadristi in camicia nera in occasione dei solenni funerali delle vittime del terrorismo anarchico del teatro Diana, Mussolini accettò la richiesta di mwbbqGiovanni Giolitti di far parte dei mwbbuBlocchi Nazionali,cite-ref-118[118]: Giolitti credette di poter portare i fascisti sulle sue posizioni politiche e di utilizzarli per indebolire le opposizioni.

Il futuro Duce si presentò quindi come alleato dello mwbbsstatista di Mondovì, dei nazionalisti e di una serie di altre associazioni e partiti,cite-ref-119[119] alle elezioni del 15 maggio 1921, nelle liste dei "mwbcaBlocchi Nazionali" antisocialisti: la lista ottenne 105 seggi, di cui 35 per i fascisti e anche Mussolini fu eletto deputato. Grazie all'immunità parlamentare poté quindi evitare il processo relativo ai fatti del 1919 (cospirazione e detenzione illegale di armi).cite-ref-120[120] Le consultazioni si svolsero in un clima di violenza: i morti furono un centinaiocite-ref-121[121] e in molte zone, approfittando del tacito favore della Polizia, i fascisti impedirono ai partiti di sinistra di tenere comizi.cite-ref-122[122]

A partire da questo momento le camicie nere moltiplicarono i numerosi episodi di violenza e aggressione fisica e verbale contro gli avversari politici del fascismo; bersagli preferiti erano soprattutto socialisti, comunisti e popolari: il fenomeno prese il nome di mwbdasquadrismo. Secondo lo storico Renzo De Felice fra gennaio e maggio 1921 si ebbero 35 fascisti uccisi, 48 fra i socialisti e 21 fra le forze dell'ordine.cite-ref-123[123] Il 2 luglio, con un articolo (mwbduIn tema di pace) sul mwbdyPopolo d'Italia, invitò i socialisti e i popolari ad aderire a un patto di pacificazione per la cessazione delle violenze squadriste. L'mwbdcaccordo venne siglato il 2 agosto e firmato il giorno successivo grazie alla mediazione del presidente della Camera mwbdgEnrico De Nicola; tuttavia, le violenze non cessarono perché l'esecuzione dell'accordo venne contestata dai singoli mwbdkmwbdoras e perché ne vennero esclusi i comunisti, che non aderirono per estraneità del patto ai loro principii politici:cite-ref-124[124] fra costoro e gli squadristi le violenze continuarono rendendo vuoto di significato il patto; d'altro canto a Mussolini non conveniva recitare più di tanto la parte del pacificatore perché i mwbd8ras minacciavano di scavalcarlo e destituirne l'autorità sui Fasci.

A proposito della notevole autonomia di cui godevano i singoli gruppi squadristi, mwbeeRenzo De Felice riporta che il futuro duce entrò in contrasto con alcuni esponenti che mettevano in dubbio la sua posizione di guida del movimento (su tutti, mwbeiDino Grandi) e che non accettavano la volontà mussoliniana di presentare quest'ultimo come "normalizzatore" dell'ordine sociale. Emblematico da questo punto di vista, sempre secondo De Felice, quanto scrisse Mussolini: «Il fascismo può fare a meno di me? Certo, ma anch'io posso fare a meno del fascismo».cite-ref-125[125]

Tuttavia, le divergenze vennero superate, e il 7 novembre si tenne a Roma il mwbegIII Congresso dei Fasci italiani di combattimento, che vennero trasformati nel mwbekPartito Nazionale Fascista, con mwbeoMichele Bianchi primo segretario. Il 1º gennaio 1922 Mussolini fondò il mensile mwbesmwbewGerarchia, con cui collaborò l'intellettuale (e amante di Mussolini) mwbe0Margherita Sarfatti, ma già nell'agosto precedente si era affrettato a creare una scuola di cultura fascista che aveva il compito di esporre la dottrina.cite-ref-126[126]

Nel febbraio del 1922 divenne primo ministro mwbfmLuigi Facta, l'ultimo liberale prima di Mussolini, personaggio di modesto spessore. La sua nomina fece il gioco dei fascisti poiché dava l'ennesima dimostrazione dell'incapacità del sistema parlamentare democratico di produrre un governo stabile e di mantenere l'ordine. Sotto il suo governo le incursioni delle squadre fasciste si moltiplicarono, soprattutto nelle province di mwbfqFerrara e mwbfuRavenna (si distinse in questi attacchi mwbfyItalo Balbo).

Il 2 agosto le mwbfgsinistre indissero uno sciopero, definito da mwbfkTurati "mwbfolegalitario" e organizzato fin dal 28 luglio,cite-ref-127[127] contro le violenze delle camicie nere, che intervennero determinandone il fallimentocite-ref-128[128]: a Milano, per esempio, gli squadristi dispersero i picchetti degli scioperanti e conquistarono i depositi dei tram, facendo circolare regolarmente i mezzi pubblici con la scritta "gratis - offerto dal Fascio".cite-ref-129[129] Nel frattempo, tra il 31 agosto e il 5 settembre, le squadre fasciste occuparono i municipi di mwbgkAncona, Milano, mwbgoGenova, mwbgsLivorno, mwbgwParma, mwbg0Bolzano e mwbg4Trento, acquisendone il controllo, dopo violenti scontri armati.

Si trattava del mwbhacrescendo della "mwbherivoluzione fascista", con cui Mussolini tentò un ambizioso colpo di mano per impadronirsi del potere, sfruttando il consenso acquisito presso gli ambienti sociali più influenti del regno. Il 24 ottobre egli passò in rassegna a mwbhiNapoli le mwbhm40 000 camicie nere lì radunate, affermando il diritto del Fascismo a governare l'Italia.

La marcia su Roma

In molti si convinsero che ormai dialogare con Mussolini fosse diventato inevitabile: mwbiaGiovanni Amendola e mwbieVittorio Emanuele Orlando teorizzarono una coalizione di governo che includesse anche i fascisticite-ref-130[130] e Nitti, che sperava nella presidenza del Consiglio, riteneva ora un'alleanza con Mussolini il mezzo migliore per scalzare il suo avversario Giolitti.cite-ref-131[131]

Proprio Giolitti, secondo lo stesso Mussolini, era l'unico uomo che poteva evitare il successo del fascismo: Facta lo sollecitò più volte a intervenire ma il grande vecchio della politica italiana comunicò che non si sarebbe scomodato se non per prendere direttamente in mano le redini del governo (fu questo un errore di cui si sarebbe pentito).cite-ref-132[132] I fascisti lo blandirono promettendogli la presidenza del Consiglio ed egli li accreditò presso il mondo industriale milanese.cite-ref-133[133]

Tra il 27 e il 31 ottobre 1922, la "mwbjqrivoluzione fascista" ebbe il suo culmine con la "mwbjumarcia su Roma", opera di gruppi di camicie nere provenienti da diverse zone d'Italia e guidate dai "quadrumviri" (mwbjyItalo Balbo, mwbjcCesare Maria De Vecchi, mwbjgEmilio De Bono e mwbjkMichele Bianchi). Il loro numero non è mai stato stabilito con certezza; tuttavia, a seconda della fonte di riferimento, la cifra considerata oscilla tra le 30 000 e le 300 000 persone.cite-ref-134[134]

Mussolini non prese parte direttamente alla marcia, temendo un intervento repressivo dell'esercito che ne avrebbe determinato l'insuccesso.cite-ref-135[135] Rimase a Milano (dove una telefonata del mwbkuprefetto lo avrebbe informato dell'esito positivo) in attesa di sviluppi e si recò a Roma solo in seguito, quando venne a sapere del buon esito dell'azione. A Milano, la sera del 26 ottobre, Mussolini ostentò tranquillità nei confronti dell'mwbkyopinione pubblica assistendo al mwbkcCigno di mwbkgMolnár al Teatro Manzoni.cite-ref-136[136] In quei giorni, stava in realtà trattando direttamente col governo di Roma sulle concessioni che questo era disposto a fare al Fascismo, e il futuro Duce nutriva incertezza sul risultato che la manovra avrebbe avuto.

Il mwbk4re, per l'opposizione di Mussolini a qualsiasi compromesso (il 28 ottobre rifiutò il Ministero degli esteri) e per il sostegno di cui il fascismo godeva presso gli alti ufficiali e gli industriali, che vedevano in Mussolini l'uomo forte che poteva riportare ordine nel paese "normalizzando" la situazione sociale italiana, non proclamò lo Stato d'assedio proposto dal presidente del Consiglio Facta e dal generale mwbk8Pietro Badoglio, e diede invece l'incarico a Mussolini di formare un nuovo governo di coalizione (29 ottobre). Se il re avesse accettato il consiglio dei due uomini, non ci sarebbero state speranze per le camicie nere: lo stesso mwblaCesare Maria De Vecchi e la destra fascista di ispirazione monarchicacite-ref-137[137] avrebbero optato per la fedeltà al Re.cite-ref-138[138]

L'ascesa al potere e la fine della democrazia liberale

Il 16 novembre Mussolini si presentò alla mwblsCamera e tenne il suo primo discorso come mwblwpresidente del consiglio (il "mwbl0discorso del bivacco"), nel quale minacciò il parlamento, rivendicando l'ascesa al potere tramite la mwbl4marcia su Roma. L'intervento segnò una rottura drastica con la prassi parlamentare dell'epoca liberale. Mussolini utilizzò un linguaggio volutamente intimidatorio, affermando di aver rinunciato a "stravincere" nonostante la disponibilità di migliaia di mwbl8squadristi ai suoi ordini. Attraverso la metafora del "bivacco di manipoli", svilì il ruolo del Parlamento, riducendolo a una concessione temporanea del mwbmanuovo governo anziché riconoscerlo come fonte della legittimità politica.

Gli rispose il giorno dopo, unico in una platea di oppositori silenti, forse sbigottiti dalla violenza verbale del discorso del futuro duce, il leader socialista mwbmcFilippo Turati, che pronunciò un discorso altrettanto duro e veemente, di condanna del capo fascista e di denuncia dell'ignavia dei parlamentari delle altre forze politiche, poi divenuto noto con il titolo "mwbmgIl Parlamento è morto" o "mwbmkIl bivacco della Camera"cite-ref-139[139]cite-ref-140[140]

Nella Camera dei deputati Mussolini ottenne poi la fiducia con 306 voti a favore, 116 contrari (socialisti, comunisti e qualche isolato) e 7 astenuti (rappresentanti delle minoranze nazionali), nel mwbnmSenato con 196 voti favorevoli e 19 voti contrari.cite-ref-141[141] Tra i favorevoli risultarono mwbngGiovanni Giolitti, mwbnkVittorio Emanuele Orlando, mwbnoLuigi Facta e mwbnsAntonio Salandra, mentre mwbnwFrancesco Saverio Nitti abbandonò l'aula per protesta.cite-ref-142[142]

Il 25 novembre Mussolini ottenne dalla mwboiCamera i pieni poteri in ambito tributario e amministrativocite-ref-143[143] sino al 31 dicembre 1923, al fine di "ristabilire l'ordine".

Il 15 dicembre 1922 si istituì il mwbogGran Consiglio del Fascismo.

Il 14 gennaio 1923 le camicie nere vennero istituzionalizzate attraverso la creazione della mwbooMilizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

Il 9 giugno, dopo esser riuscito, con minacce, a far dimettere uno dei suoi principali antagonisti parlamentari, mwbowDon Sturzo, e a far frazionare il gruppo dei mwbo0popolari con il suo pacato discorso del 15 luglio,cite-ref-144[144] presentò alla Camera la nuova mwbpilegge Acerbo in materia elettorale, approvata dalla stessa il 21 luglio e il 13 novembre dal mwbpmSenato,cite-ref-145[145] divenendo poi la legge 18 novembre 1923, n. 2444.cite-ref-146[146] Mussolini ebbe un successivo voto di fiducia il 15 luglio con 303 voti a favore, 140 contro e 7 astensioni.cite-ref-147[147]

Sempre in luglio, grazie all'appoggio britannico, nella mwbqeconferenza di Losanna fu riconosciuto il dominio italiano sul mwbqiDodecaneso, occupato dal mwbqm1912.

Il 27 agosto si verificò l'mwbqueccidio di Giannina: la spedizione militare mwbqyTellini, col compito di definire la linea di confine tra mwbqcGrecia e mwbqgAlbania venne massacrata. Mussolini inviò un mwbqkultimatum alla Grecia per chiedere riparazioni, scuse e onori ai morti e, in seguito al parziale rifiuto del governo grecocite-ref-148[148], ordinò alla marina italiana di occupare mwbq4Corfù.cite-ref-149[149] Con questa azione, il nuovo presidente del consiglio voleva dimostrare di voler perseguire una politica estera forte e ottenne, grazie alla mwbrmSocietà delle Nazioni, le riparazioni richieste (dietro l'abbandono dell'isola occupata).

Il 19 dicembre presiedette alla firma dell'accordo tra mwbruConfindustria e la Confederazione delle mwbryCorporazioni fasciste (il cosiddetto "patto di mwbrcPalazzo Chigi").cite-ref-150[150] Il mwbrwregio decreto 30 dicembre 1923 n. 2841. URL consultato il 9 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).

Il 27 gennaio 1924 venne firmato il mwbr4trattato di Roma tra Italia e mwbr8Jugoslavia, col quale quest'ultima riconobbe all'Italia Fiume,cite-ref-151[151] annessa il 22 febbraio.cite-ref-152[152] In seguito a questo, il 26 marzo il re conferì a Mussolini l'onorificenza dell'mwbsgOrdine supremo della Santissima Annunziata.

A partire dalla marcia su Roma il governo italiano stabilì rapporti diplomatici con l'mwbsoUnione Sovietica, che vennero migliorati nel corso del febbraio 1923, giungendo al riconoscimento dell'URSS e alla stipulazione di un trattato di commercio e navigazione il 7 febbraio 1924.cite-ref-153[153]

Un accordo con il mwbtaRegno Unito permise all'Italia di acquisire l'mwbteOltregiuba, regione keniota che venne annessa alla mwbtiSomalia italiana.

Il 24 marzo si ebbe il primo tentativo di radiotrasmissione di un discorso politico.

Le elezioni politiche del 1924

Alle elezioni del 6 aprile 1924, la "mwbtgLista Nazionale" (nota con il nome di "Listone") ottenne il 60,1% dei voti e 356 deputati (poi ridotti a 355 per la morte di mwbtkGiuseppe de Nava, non sostituito); a essi si aggiunsero il 4,8% di voti e i 19 seggi conseguiti dalla "lista bis". Nel complesso le due liste governative raccolsero il 64,9% dei voti validi, eleggendo 375 parlamentari, di cui 275 iscritti al mwbtoPartito Nazionale Fascista. Oltre al PNF erano entrati nel "Listone" la maggioranza degli esponenti liberali e democratici (tra cui mwbtsVittorio Emanuele Orlando, mwbtwAntonio Salandra, ed mwbt0Enrico De Nicola, che però ritirò la sua candidatura prima delle elezioni), ex popolari espulsi dal mwbt4partito, demosociali e mwbt8sardisti filofascisti, e numerose personalità della destra italiana.

Le consultazioni si svolsero in un clima generale di violenza e intimidazioni,cite-ref-154[154]cite-ref-155[155] nonostante Mussolini avesse inviato reiterati appelli all'ordine ai fascisti e telegrammi ai prefetti affinché impedissero a chiunque intimidazioni, provocazioni e aggressioni,cite-ref-156[156] che avrebbero potuto portare le forze di minoranza a chiedere l'annullamento delle elezioni (che vedevano comunque favorito il "Listone").cite-ref-157[157] Allo stesso tempo, Mussolini aveva impegnato telegraficamente i prefetticite-ref-158[158] affinché ogni sforzo fosse effettuato per assicurare la vittoria alla Lista Nazionale, attraverso l'opera di convincimento degli incerti e la lotta all'astensionismo, l'opera di propaganda sulla corretta compilazione della scheda elettorale,cite-ref-159[159] e soprattutto attraverso manifestazioni e celebrazioni pubbliche patriottiche e religiose, nelle quali i Fasci locali avrebbero potuto presentarsi come gli unici detentori della legittimità a rappresentare la nazione.

Le elezioni si conclusero con una schiacciante vittoria della Lista Nazionale, tale da superare le aspettative dello stesso Mussolini, che sulla base delle informative ricevute dai prefetti si aspettava una percentuale di consensi di poco superiore al 50%.cite-ref-160[160] Il "Listone" ottenne invece il 64,9% su base nazionale, tale da raggiungere da solo il premio di maggioranza del 65% previsto dalla Legge Acerbo per il partito di maggioranza relativa.

La sconfitta delle opposizioni portò la stampa antifascista e anche quella afascista a un serrato attacco contro le violenze e le illegalità commesse dai fascisti e dagli organi dello Stato allineati al fascismo.cite-ref-161[161] Solo pochi giornali riconobbero la vittoria elettorale del blocco nazionale.

Il 30 maggio gli abusi, le violenze e i brogli perpetrati dai fascisti durante la campagna elettorale e nel corso delle votazioni vennero denunciate dal deputato mwbwqsocialista unitario mwbwuGiacomo Matteotti con un duro ma circostanziato discorso alla Camera, col quale chiese di annullare il risultato delle elezioni. L'intervento provocò una seduta concitata, in cui Matteotti venne interrotto a più riprese, in particolare da mwbwyFarinacci, il quale a sua volta rinfacciò all'opposizione le illegalità commesse dai movimenti antifascisti, mentre maggioranza e opposizione si scambiavano accuse reciproche. Alcuni esponenti della Lista Nazionale abbandonarono l'Aula per protesta contro le accuse lanciate da Matteotti.cite-ref-162[162]

Il delitto Matteotti e la svolta autoritaria

Il 10 giugno 1924 Matteotti venne sequestrato per mano di squadristi fascisti e di lui, per settimane, non ci fu più traccia. L'evento provocò grande turbamento in tutta la nazione e numerosi furono gli iscritti del partito nazionale fascista che stracciarono la tessera; la reazione più clamorosa fu tuttavia quella passata alla storia come «mwbxqsecessione dell'Aventino»,cite-ref-163[163] ovvero l'abbandono del parlamento da parte dei deputati d'opposizione per protesta nei confronti del rapimento. Indicato dalla stampa e dall'opposizione ma anche da alcuni suoi alleati come mandante,cite-ref-164[164] Mussolini non venne però imputato nel processo, che portò alla condanna a sei anni per mwbx0omicidio preterintenzionalecite-ref-165[165] di tre militanti fascisti (mwbyiAmerigo Dumini, Albino Volpi e Amleto Poveromo) che secondo la sentenza avrebbero agito di propria iniziativa nell'assassinare Matteotti (il quale risulterà essere stato accoltellato a morte pochi istanti dopo essere stato rapito).

Nonostante la responsabilità politica, se non fattiva, fosse con tutta evidenza di Mussolini e del PNF,cite-ref-166[166] anche il processo all'Alta Corte Senato del Regno contro mwbygEmilio De Bono non coinvolse Mussolini. La responsabilità di Mussolini come mandante dell'omicidio Matteotti è stata contestata da mwbykRenzo De Felice, che ha opinato come egli in quel periodo fosse il più danneggiato nella sua politica e nella sua persona da quel delitto.cite-ref-167[167] Lo mwby4stress dovuto ai fatti produsse in Mussolini i primi sintomi di un'mwby8ulcera duodenale che lo accompagnò per tutto il resto della sua vita.cite-ref-168[168]

L'autunno 1924 fu denso di tensioni per Mussolini: alcuni fascisti presero le distanze da lui, e molti chiesero le sue dimissioni, affinché il "fascismo" potesse "ritemprarsi libero dalle responsabilità dei supremi poteri" (così il ministro delle Finanze De Stefani, presentò il 5 gennaio 1925 le proprie dimissioni – respinte – a Mussolini).cite-ref-169[169] La pubblicazione del "mwbzkmemoriale Rossi"cite-ref-170[170] (forse voluta dallo stesso Mussolini)cite-ref-171[171] portò altre accuse, ma per le sue incoerenze interne Mussolini riuscì con un'abile campagna di stampa a ritorcerle a suo vantaggio. Mussolini si limitò a cedere l'interim degli Interni a Federzoni, il quale venne incaricato di reprimere innanzitutto ogni moto spontaneo sia delle opposizioni che degli squadristicite-ref-172[172] (i quali, soprattutto dopo l'assassinio come vendetta per Matteotti dell'onorevole mwbayArmando Casalini che tornava a casa con la figlia, il 12 settembre 1924 ricostituirono alcune "squadracce" e ripresero le violenze arbitrarie, anche verbali nei confronti di Federzoni stesso).cite-ref-173[173]

Mentre la situazione si faceva sempre più tesa si agitarono anche voci che sostennero che Mussolini pensasse a un colpo di Stato per risolvere la questione: una tesi che De Felice ha smentito:cite-ref-174[174] proprio l'iniziale volontà di Mussolini di risolvere politicamente e nei limiti della legalità costituzionale la crisicite-ref-175[175] spinse invece i ras a metterlo spalle al muro. Dopo una durissima campagna di stampa portata avanti dalle testate dell'estremismo fascista, la sera del 31 dicembre un gruppo di consoli della Milizia capitanato da mwbbqAldo Tarabella ed Enzo Galbiati si recò a Palazzo Chigi.cite-ref-176[176] Lo scontro verbale fu violentissimo: gli squadristi accusarono Mussolini di volersi disfare della Milizia e del partito e lo minacciarono di un "mwbbkpronunciamiento". A mwbboFirenze, nel frattempo, si erano radunati oltre diecimila squadristi, pronti all'azione violenta: fu incendiata la sede del mwbbsGiornale nuovo e altre sedi antifasciste, e dato l'assalto alle carceri delle Murate, dalle quali furono tratti i fascisti ivi detenuti.cite-ref-177[177] In tutta questa situazione, il re taceva e l'Esercito non si muoveva. Mussolini, a questo punto "decise di giocare grosso: approfittare dell'atteggiamento del re per mettere fuori giuoco le opposizioni, rassodando così il proprio traballante potere e dando soddisfazione agli intransigenti, ma al tempo stesso tirare anche a questi un colpo mortale".cite-ref-178[178] Una parte della destra che aveva votato a favore del governo Mussolini riteneva di sfiduciarlo e sostituirlo con un esponente moderato, ma nel settembre un militante comunista, mwbcqGiovanni Corvi, uccise un deputato fascista, mwbcuArmando Casalini, episodio che ricompattò la maggioranza parlamentare.cite-ref-179[179]

Forte dell'indecisione delle opposizioni e premuto dai suoi compagni più radicali (Balbo, Farinacci e Bianchi soprattutto), il 3 gennaio mwbc01925 Mussolini tenne alla mwbc4Camera dei deputati un discorso sul delitto Matteotticite-ref-180[180] col quale sfidò chiunque a trascinarlo davanti a una corte speciale per giudicarlo,cite-ref-181[181] se davvero lo si fosse ritenuto correo al crimine commesso contro Matteotti. Inoltre, dopo aver respinto ogni addebito e ogni accusa in merito all'omicidio di Matteotti, espose le vicende della rivoluzione fascista, delle lotte interne e dell'ascesa al potere del fascismo, arrivando a sfidare l'aula sostenendo che se il fascismo non fosse stato altro che "un'associazione a delinquere", si procedesse immediatamente a preparare "il palo e la corda" per impiccarlo seduta stante e quindi concludendo, per riaffermare il proprio potere anche sul fascismo, Mussolini proclamò di volersi assumere "la responsabilità politica, morale, storica" del clima nel quale l'assassinio si era verificato, e dunque anche il comando delle frange più estreme del movimento e del partito che proprio in quei giorni l'avevano brutalmente spinto verso la svolta dittatoriale.cite-ref-182[182]

Il consolidamento del regime fascista

Il giorno dopo il discorso Mussolini fece diramare a Federzoni una serie di telegrammi ai prefetti coi quali chiedeva la repressione più stringente di ogni sommossa o tumulto di ogni fazione in particolare però sui "comunisti e sovversivi", il controllo della stampa (quella dell'opposizione tramite la censura, quella fascista tramite un richiamo all'ordine perentorio) e poi - direttamente ai dirigenti delle federazioni fasciste un richiamo all'ordine con minaccia diretta nei confronti dei dirigenti che avessero permesso disordini da parte dei propri gregari.cite-ref-183[183]

Nel gennaio iniziarono le azioni poliziesche di sequestro di giornali (il primo dei quali fu mwbeimwbemLa conquista dello Stato, della sinistra fascista) di chiusura di sedi e circoli dell'opposizione (95 sedi e 150 esercizi pubblici di ritrovo, in particolare contro i comunisti e i circoli di "Italia libera") e di arresto di elementi "sospetti" (111 "pericolosi sovversivi" erano stati arrestati).cite-ref-184[184]

Alle dimissioni di alcuni elementi liberal moderati dal governo Mussolini, questi rispose con un rapido "giro di poltrone", portando all'interno dei ministeri personalità fondamentali per il fascismo come il giurista mwbekRocco e mwbeoGiovanni Giuriati. Questi uomini - diretti da Mussolini - avrebbero nel giro di un anno costruito l'intelaiatura giuridica e funzionale dello Stato dittatoriale fascista.cite-ref-185[185]

Attentati a Mussolini

Dopo essere divenuto capo del governo Mussolini divenne oggetto di una serie di attentati, dai quali uscì sempre illeso.

Il primo fu ideato il 4 novembre 1925 dal deputato socialista mwbfkTito Zaniboni, appostatosi con un fucile alla finestra di una stanza dell'albergo Dragoni, di fronte al balcone di mwbfopalazzo Chigi dove era previsto che Mussolini si affacciasse per il settimo anniversario della vittoria alle ore 10. La mwbfsPolizia, che lo sorvegliava da più di un anno, fece però irruzione nella stanza di Zaniboni, alle ore 9.cite-ref-186[186] Il processo fu celebrato nell'aprile 1927 e Zaniboni fu condannato a 30 anni di reclusione, che, grazie ad amnistie, scontò per minor tempo.cite-ref-187[187] L'attentato creò notevole agitazione nel Paese: molti deputati aventiniani tornarono filo-fascisti - anche opportunisticamente - in Parlamento e la stampa liberale e cattolica, così come la mwbgqConfindustria, iniziò a sostenere implicitamente o esplicitamente il Governo.cite-ref-188[188] Infine, oltre alle molte violenze fasciste vendicatrici,cite-ref-189[189] furono messe a soqquadro sedi di giornali e alcune testate furono soppresse.cite-ref-190[190]

La mattina del 7 aprile 1926 Mussolini uscì dal palazzo del Campidoglio, dove aveva inaugurato un congresso di chirurgia; mwbhiViolet Gibson, una mwbhmnobildonna inglese, gli sparò da distanza ravvicinata, ferendolo lievemente al naso. Non appena medicato Mussolini fu già in grado di presenziare alla cerimonia d'insediamento del nuovo direttorio fascista e, il giorno dopo, prima di recarsi in Libia, commentò: «Le pallottole passano e Mussolini resta»cite-ref-191[191].

Il terzo attentato fu opera di mwbhkGino Lucetti, un giovane marmista anarchico di mwbhoCarrara che aveva combattuto negli mwbhsArditi e che poi, aggredito dai fascisti, era emigrato a mwbhwMarsiglia. L'11 settembre 1926 egli attese che Mussolini uscisse dalla sua abitazione e gli lanciò una bomba a mano che colpì il tetto dell'auto del duce e scoppiò a terra ferendo otto persone. Nell'interrogatorio disse di aver voluto vendicare i massacri effettuati dagli squadristi a Torino nel dicembre del 1922.

Il quarto attentato è il più misterioso. La sera del 31 ottobre 1926, a mwbiaBologna, il "duce" aveva appena inaugurato il nuovo stadio sportivo mwbieil Littoriale nell'ambito della commemorazione della "marcia su Roma"; su una macchina scoperta stava andando alla stazione quando un colpo di pistola gli lacerò la sciarpa dell'ordine mauriziano. Dietro alla macchina di Mussolini, che proseguì, un gruppo di squadristi di mwbiiLeandro Arpinati (tra cui anche Balbo) si buttò sul presunto attentatore e lo linciò: il cadavere mostrerà 14 pugnalate, un colpo di rivoltella e tracce di strangolamento.cite-ref-192[192] Si trattava di mwbicAnteo Zamboni, un ragazzo quindicenne di famiglia anarchica. Secondo alcune recenti ricostruzioni, da alcuni storici ritenute poco documentate e probanti, l'attentato sarebbe stato il risultato di una cospirazione maturata all'interno degli ambienti fascisti emiliani (si sospettano a turno Farinacci, Balbo, Arpinati e Federzoni), contrari alla «normalizzazione» inaugurata da Mussolini, ostile a ulteriori eccessi rivoluzionari e allo strapotere delle formazioni squadriste.

I rapporti di polizia dell'epoca dimostrano come si svolsero inizialmente delle indagini negli ambienti squadristi bolognesi ipotizzando in un primo tempo un coinvolgimento di ras locali come Farinacci e Arpinati, ma che non diedero alcun risultato. A quel punto si concluse che l'attentato non poteva che essere opera di un elemento isolato.cite-ref-193[193] Un'ulteriore indagine sollecitata dal Ministero degli Interni fu svolta ancora dai magistrati del Tribunale Speciale ma anch'essa approdò alle medesime conclusioni conseguite dalla polizia.cite-ref-194[194]

L'attentato di Bologna fornì il pretesto per le mwbjileggi fascistissime del novembre 1926. Il 5 novembre si registrarono: l'annullamento dei passaporti; sanzioni contro gli espatri clandestini; soppressione dei giornali antifascisti; scioglimento dei partiti; istituzione del confino e la creazione di una polizia politica segreta (che affidata a mwbjqArturo Bocchini assumerà poi il nome di OVRA); il 9 vi fu la dichiarazione di decadenza dal mandato parlamentare di 120 deputati; il 25 venne istituita la pena di morte per chiunque avesse commesso un fatto diretto contro la vita, l'integrità o la libertà personale del re, della regina, del principe ereditario e del capo del governo, nonché per gli altri delitti contro lo Stato; nella stessa data venne inoltre creato il Tribunale speciale, che entrò subito in azione contro la "centrale comunista" (mwbjuGramsci, mwbjyTerracini e altri).cite-ref-195[195]

La fascistizzazione dello Stato

«Dopo la Roma dei Cesari, dopo quella dei Papi, c'è oggi una Roma, quella fascista, la quale con la simultaneità dell'antico e del moderno si impone all'ammirazione del mondo.»

(Dal discorso del 18 aprile 1934; citato in Francesco Saverio Nitti, La disgregazione dell'Europa, Faro, Roma 1946)

Con la legge 17 aprile 1925 n. 473 vennero sancite le nuove norme igieniche per le imprese, con l'obbligo di provvedere al servizio sanitario nell'azienda, di non gravare donne e minorenni con carichi eccessivi e di segnalare come tali e custodire le sostanze nocive. I contratti nazionali di lavoro assumevano forza di legge e i «padroni» («datori di lavoro») potevano stipulare contratti individuali difformi dai collettivi di categoria solo se erano previste condizioni migliori per i lavoratori. Sull'osservanza dell'atto vigilava il neo-costituito Ispettorato Corporativo. Col regio decreto 1º maggio 1925 n. 582 nacque l'mwbkmOpera Nazionale Dopolavoro ("OND") allo scopo di "promuovere il sano e proficuo impiego delle ore libere dei lavoratori intellettuali e manuali con istituzioni dirette a sviluppare le loro capacità fisiche, intellettuali e morali".

Il 14 giugno 1925 il Presidente del Consiglio annunciò l'inizio della mwbkubattaglia del grano. La campagna aveva lo scopo di far raggiungere l'autosufficienza dell'Italia dall'estero per quanto riguardava la produzione del frumento (la cui importazione era causa diretta del 50% del deficit della bilancia dei pagamenti) e, più in generale, di tutti i prodotti agricoli. Benché l'obiettivo della completa autosufficienza non venisse raggiunto, in termini d'incremento della produzione il successo fu cospicuo. L'agricoltura tuttavia perse redditività e si registrò una perdita di mercati d'esportazione per i prodotti agricoli più pregiati, dovuta al fatto che molte superfici destinate ad altre colture furono coltivate a cereali.cite-ref-196[196]

Maggior fortuna ebbe il progetto della bonifica dei territori paludosi ancora presenti nella penisola italiana (tra cui l'mwbksAgro Pontino) realizzato tra il 1928 e il 1932. I nuovi comuni nacquero spesso in connessione con una particolare destinazione economica prestabilita (mwbkwCarbonia, ad esempio, fu fondata per lo sfruttamento dei limitrofi giacimenti di carbone). Le bonifiche permisero anche l'attuazione di un efficace programma sanitario che consentì di debellare la mwbk0malaria, con risultati significativi anche contro la mwbk4tubercolosi, il mwbk8vaiolo, la mwblapellagra e la mwblerabbia.

Il 21 giugno del 1925 si tenne il mwblmIV Congresso del Partito Nazionale Fascista, l'ultimo, in cui Mussolini invitò le camicie nere ad abbandonare definitivamente la violenza.cite-ref-197[197] Molti elementi squadristi furono resi impotenti entro la fine dell'anno grazie alla riforma del sistema di polizia (e ciò permise il rafforzamento del potere dell'esecutivo) ma le vicende di Giovanni Amendola e mwblgPiero Gobetti, conclusesi tragicamente nel principio del 1926, dimostrarono che le squadracce erano ancora attive.cite-ref-198[198]cite-ref-199[199]

Il 18 luglio Italia e Jugoslavia firmarono il mwbmitrattato di Nettuno per la definizione dei rispettivi confini in area dalmata; nello stesso periodo, a seguito della decisione di "italianizzare" l'Alto Adige, attuata spesso in maniera brutale (lo stesso Mussolini parlò di deportazione di massa delle minoranze linguistiche),cite-ref-200[200] il governo italiano pregiudicò per qualche tempo i rapporti diplomatici con l'Austria. Dopo una serie di alti contrasti fra il sindacato fascista e gli industriali, Mussolini giunse il 2 ottobre 1925 al mwbmcPatto di Palazzo Vidoni, che rese la mwbmgConfederazione nazionale delle corporazioni sindacali l'unico organo riconosciuto dalla mwbmkConfindustria.cite-ref-201[201]

Il 20 ottobre Mussolini nominò mwbm8Cesare Mori prefetto di mwbnaPalermo, con poteri straordinari e con competenza estesa a tutta la mwbneSicilia, al fine di porre un freno al mwbnifenomeno mafioso nell'isola. Il «prefetto di ferro», anche attraverso metodi extralegali (fra cui la tortura, la cattura di ostaggi fra i civili e il ricatto), con l'esplicito appoggio di Mussolini, ottenne significativi risultati, continuando la sua azione per tutto il biennio 1926-27. Fra le "vittime eccellenti" iniziarono a figurare anche personalità del calibro del generale di corpo d'armata Antonio di Giorgio, il quale riuscì a ottenere un colloquio riservato con Mussolini, cosa che non impedì né il processo né il pensionamento anticipato dell'alto ufficiale.cite-ref-202[202] Ben presto però circoli politico-affaristici di area fascista collusi con la mafiacite-ref-203[203]cite-ref-204[204] riuscirono a indirizzare, tramite attività di dossieraggio, le indagini di Mori e del procuratore generale mwbn8Luigi Giampietro sull'ala radicale del fascismo siciliano, coinvolgendo anche il federale mwboaAlfredo Cucco, uno dei massimi esponenti del fascio dell'isola. Cucco nel 1927 venne espulso dal PNF "per indegnità morale" e sottoposto a processo con l'accusa di aver ricevuto denaro e favori dalla mafia,cite-ref-205[205]cite-ref-206[206] venendo assolto in appello quattro anni dopo,cite-ref-207[207] ma nel frattempo il fascio siciliano era stato decapitato dei suoi elementi radicali. L'eliminazione di Cucco dalla vita politica dell'isola favorì l'insediamento nel PNF siciliano dei latifondisti dell'Isola, essi stessi affiliati, collusi o quantomeno contigui alla mafia.

A questa azione si aggiunse quella delle "lettere anonime"cite-ref-208[208] le quali tempestarono le scrivanie di Mussolini e del ministro della Giustizia mwbpiAlfredo Rocco, avvisando dell'esasperazione dei palermitani e minacciando rivolte se l'operato eccessivamente moralistico di Giampietrocite-ref-209[209] non si fosse moderato. Contestualmente il processo a Cucco si rivelò uno scandalo, nel quale Mori veniva dipinto dagli avvocati di Cucco come un persecutore politicocite-ref-210[210] e nel 1929 Mussolini decise di porre a riposo il prefetto Mori facendolo cooptare dal Senato del Regno. La propaganda fascista dichiarò orgogliosa che la mafia era stata sconfitta: tuttavia l'attività di Mori e Giampietro aveva avuto drastici effetti soltanto su figure di secondo piano, lasciando in parte intatta la cosiddetta "cupola" (composta da notabili, latifondisti e politici), la quale riuscì a reagire attraverso l'eliminazione di Cucco, e così addirittura installarsi all'interno delle federazioni del fascio siciliane.

Alcuni autori sostengono che Mussolini avesse rimosso Mori perché nelle sue indagini si sarebbe spinto eccessivamente in alto, andando a colpire interessi e collusioni fra Stato e mafia.cite-ref-211[211] Questa tesi viene recisamente respinta da altri, come Alfio Caruso.cite-ref-212[212]

Tra il 1925 e il 1926 furono varate le mwbqsleggi fascistissime, ispirate dal giurista mwbqwAlfredo Rocco. La mwbq0legge 26 novembre 1925, n. 2029, sanciva che i corpi collettivi operanti in Italia (associazioni, istituti ed enti) erano tenuti, su richiesta dell'mwbq4autorità di pubblica sicurezza, a dichiarare statuti, atti costitutivi, regolamenti interni ed elenchi di soci e di dirigenti, pena, in caso di dichiarazione omessa o infedele, lo scioglimento del corpo medesimo, sanzioni detentive indeterminate e sanzioni pecuniarie da un minimo di mwbq82 000 a un massimo di mwbra30 000 lire. In tal modo, il governo arrivò a disporre di una chiara mappa del tipo e del numero di associazioni non governative presenti.

La legge 24 dicembre 1925, n. 2300, stabiliva che tutti i funzionari pubblici che avessero rifiutato di giurare fedeltà allo Stato italiano avrebbero dovuto essere mwbridestituiti. La legge 24 dicembre 1925, n. 2263, prevedeva che la dizione «presidente del consiglio» venisse mutata in «mwbrmCapo del governo primo ministro segretario di Stato»; il «capo del governo» era nominato e revocato solo dal re ed era responsabile solo nei suoi confronti. I ministri diventavano responsabili sia verso il monarca che Mussolini. La legge sulla stampa del 31 dicembre 1925 riconosceva come illegali tutti i giornali privi di un responsabile riconosciuto dal prefetto (e, quindi, indirettamente da Mussolini). La legge 31 gennaio 1926, n. 100, attribuiva a Mussolini, in quanto capo del governo, la facoltà di emanare norme giuridiche.

Con la legge 4 febbraio 1926, n. 237, vennero eliminati dall'ordinamento municipale il mwbruconsiglio comunale e il mwbrysindaco, quest'ultimo sostituito dalla figura del mwbrcpodestà, che esercitava le funzioni del sindaco, della giunta e del consiglio comunale ed era nominato con decreto reale dal potere esecutivo. Il 3 aprile 1926 venne abolito il diritto di mwbrgsciopero e si stabiliva che i contratti collettivi potessero essere stipulati solo dai mwbrksindacati legalmente riconosciuti dallo Stato; in tale contesto, l'8 luglio 1926 venne costituito il Ministero delle Corporazioni, di cui Mussolini assunse la direzione.

Nel frattempo, Mussolini impose all'mwbrsAlbania di mwbrwAhmet Zogu una forma non ufficiale di mwbr0protettorato. Inoltre, l'Italia aderì al mwbr4Patto di Locarno per la garanzia delle frontiere e la sicurezza generale. Nell'aprile 1926, con un discorso a mwbr8Tripoli, Mussolini avanzò l'idea del mwbsamwbsemare nostrum (ovvero di una mwbsitalassocrazia italiana sul mwbsmmar Mediterraneo) e contrappose, per la prima volta, fascismo e mwbsqdemocrazia. Sempre nel 1926, i confini della Libia vennero ridefiniti a favore dell'Italia, che acquistò, tra l'altro, il mwbsuFezzan.

Sempre il 3 aprile venne fondata l'mwbs0opera nazionale balilla (ONB), col compito di «riorganizzare la gioventù dal punto di vista morale e fisico», ovvero all'educazione spirituale e culturale e all'istruzione premilitare, ginnico-sportiva, professionale e tecnica dei giovani italiani tra gli 8 e i 18 anni. Nel 1927 tutte le altre organizzazioni giovanili furono sciolte per legge, a eccezione della Gioventù Italiana Cattolica. Nel 1937 la ONB sarà sostituita dalla mwbs4gioventù italiana del littorio (GIL).

Il 18 agosto il duce tenne a mwbtaPesaro un discorso in cui proclamò che, per combattere la mwbtesvalutazione, il cambio mwbtilira-mwbtmsterlina sarebbe stato fissato alla fatidica «mwbtqquota 90»: nel periodo conseguente a questa sua dichiarazione la lira continuò a cadere toccando quota 150 lire per una sterlina ma egli insisté che il cambio a 90 doveva essere conquistato a qualsiasi costo, per il prestigio personale e politico che ne avrebbero tratto lui, il fascismo e l'Italia; le conseguenze economiche per i cittadini non gli importavano.cite-ref-213[213]cite-ref-214[214] Il ministro delle Finanze mwbt0Giuseppe Volpi era conscio che ci si era spinti troppo in là (e in effetti i titoli borsistici caddero mentre i costi di produzione e i costi della vita aumentarono) ma Mussolini tenne duro e non volle ammettere di essersi sbagliato. Qualche anno dopo fu costretto ad accettare una massiccia svalutazione, ma a nessuno fu permesso di dire in pubblico che "quota 90" fu un errore.cite-ref-215[215] Intanto Mussolini rinunciò a qualsiasi forma di remunerazione pubblica per l'incarico di governo svolto. Giornali internazionali si contesero la sua firma e furono pronti a pagare in maniera rilevante i suoi articoli che, particolarmente negli Stati Uniti d'America, erano considerati di sommo interesse. Nel dopoguerra la vedova Mussolini provò a chiedere la reversibilità della pensione per l'attività svolta dal marito come capo del governo; gli enti previdenziali del dopoguerra risposero a Rachele Mussolini che non le spettava alcuna pensione di reversibilità: non a causa di un giudizio morale sull'azione dittatoriale svolta dal marito, ma per la semplice questione tecnica che Mussolini non aveva mai accettato alcuno stipendio pubblico.

L'8 ottobre il Gran Consiglio varò il nuovo statuto del PNF, col quale furono abolite le elezioni interne dei membri del partito. Inoltre, il 12 ottobre Mussolini assunse il comando della mwbumMVSN. Il 5 novembre furono sciolti tutti i partiti al di fuori del PNF e si stabilì che la stampa era sottoponibile a mwbuqcensura. Furono introdotti il mwbuuconfino di poliziacite-ref-216[216] e la mwbuopena di mortecite-ref-217[217] per attentati perpetrati od organizzati a danno delle massime figure dello Statocite-ref-218[218] e venne istituito il mwbvmTribunale speciale per la difesa dello Stato. Il 30 dicembre il fascio littorio venne dichiarato simbolo dello Stato.

Il 15 gennaio 1927 mwbvuWinston Churchill, allora mwbvyCancelliere dello Scacchiere, fu accolto a Roma da Mussolini, che nel frattempo lanciò la campagna a sostegno della crescita demografica: gli scapoli furono tenuti a pagare una tassa speciale, in occasione dei matrimoni lo Stato elargì un premio in danaro agli sposi, e furono previsti prestiti, agevolazioni economiche (anche nel campo dell'educazione scolastica dei figli) ed esenzioni dalle tasse per le famiglie numerose (premi di natalità).

Furono istituiti i mwbvggruppi universitari fascisti (GUF), per la formazione della futura classe dirigente. Il 21 aprile il Gran Consiglio approvò la mwbvkCarta del Lavoro per la riforma dell'economia italiana in senso corporativo. Il 5 giugno, parlando al mwbvoSenato, Mussolini affermò la linea del mwbvsrevisionismo in politica estera, dichiarando che i trattati stipulati dopo la mwbvwprima guerra mondiale rimanevano validi, ma non erano da considerarsi eterni e immutabili.

Con la legge 9 dicembre 1928, n. 2693, venne istituzionalizzato il Gran Consiglio del Fascismo, ovvero il massimo organo del PNF (presieduto dal duce in persona), che fu riconosciuto come organo costituzionale supremo dello Stato. Il 15 gennaio 1928 venne fondato l'mwbv4Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR) ente statale cui competeva in esclusiva la gestione del servizio pubblico radiofonico sul territorio nazionale. Nel 1944 verrà ribattezzato mwbv8RAI (Radio Audizioni Italiane).

Il 14 marzo Mussolini presentò alla Camera un disegno di legge di riforma (poi approvato), col quale propose la riduzione a 400 del numero complessivo dei deputati, i quali sarebbero stati eletti in un unico collegio nazionale; la confederazione nazionale dei sindacati fascisti e le associazioni culturali abilitate si sarebbero occupate della presentazione delle candidature.

L'11 febbraio 1929 Mussolini pose termine alla decennale mwbwyquestione romana, firmando col cardinale mwbwcPietro Gasparri i mwbwgpatti lateranensi, ratificati alla Camera in maggio.

Le mwbwoelezioni del 24 marzo 1929, per il rinnovo della Camera dei Deputati, si risolsero in un plebiscito a favore di Mussolini. Gli elettori vennero chiamati a votare "sì" o "no" per approvare un "listone" di deputati deciso dal mwbwsGran Consiglio del Fascismo. La consultazione si tenne in un clima intimidatorio; la scheda con il "sì" è tricolore, e quella con il "no" semplicemente bianca, rendendo così riconoscibile il voto espresso. La partecipazione al voto fu del 90% e i voti favorevoli al "listone" furono pari al 98,4%.

L'apogeo del fascismo e gli "anni del consenso"

Il 2 aprile il duce incontrò il ministro degli esteri inglese mwbw4Neville Chamberlain e, verso la fine dell'anno, la sede del Governo venne trasferita da mwbw8Palazzo Chigi a mwbxaPalazzo Venezia. Nel 1930 l'Italia siglò un mwbxetrattato di amicizia con l'mwbxiAustria. Nel gennaio 1931 Mussolini, in un'intervista al mwbxmmwbxqDaily Mail, affermò la necessità di una revisione dei trattati di pace della mwbxugrande guerra. Il 9 luglio ricevette il segretario di Stato statunitense mwbxyHenry Lewis Stimson, mentre in dicembre accolse il mwbxcMahatma Gandhi a Palazzo Venezia.cite-ref-219[219]

Tra il 23 marzo e il 4 aprile 1932, il duce incontrò più volte mwbx0Emil Ludwig, che ne scriverà in mwbx4Colloqui con Mussolini. Dopo tredici ore di faccia a faccia (un'ora per ogni sera) Ludwig, che l'anno precedente aveva intervistato mwbx8Stalin, definisce Mussolini «un grande uomo, molto più grande di Stalin».cite-ref-220[220]

In questo periodo iniziarono ad allentarsi i suoi rapporti amorosi con mwbyuMargherita Sarfatti, cui tuttavia continuò a essere legato. D'altra parte, agli inizi del 1932, aveva incontrato per la prima volta mwbyyClaretta Petacci.

Il 12 aprile venne presentata, al salone internazionale dell'automobile di Milano, la nuova mwbygFIAT Balilla, che nelle intenzioni di Mussolini avrebbe dovuto essere l'automobile di tutti gli Italiani; a partire da quell'anno ne fu infatti favorita la diffusione, che tuttavia non raggiunse mai i risultati sperati (una simile iniziativa venne poi adottata anche da mwbykAdolf Hitler con la mwbyoVolkswagen).

In giugno, sull'mwbywEnciclopedia Treccani venne pubblicata la voce mwby0Fascismo, firmata da Mussolini e scritta con la collaborazione di mwby4Giovanni Gentile; vi si spiegava la dottrina propria del partito fascista. In occasione del decennale della mwby8rivoluzione fascista, fu inaugurata il 28 ottobre la via dell'Impero (attuale via dei Fori Imperiali) e furono riaperte le iscrizioni al PNF, chiuse dal 1928. Il 18 dicembre Mussolini inaugurò Littoria (futura mwbzaLatina), la prima delle "città nuove" costruite nell'mwbzeAgro Pontino, bonificato negli anni precedenti.

Il 29 marzo 1933 Mussolini incontrò a Roma il Ministro della Propaganda tedesco mwbzmJoseph Goebbels. Per iniziativa di Mussolini il 7 giugno venne siglatocite-ref-221[221] a Roma il mwbzgpatto a quattro tra Italia, mwbzkFrancia, mwbzoRegno Unito e mwbzsGermania, col quale questi stati si assunsero la responsabilità del mantenimento della mwbzwpace e della riorganizzazione dell'mwbz0Europa nel rispetto dei principi e delle procedure previste dallo statuto della SdN. Il discorso pronunciato da Mussolini al senato subito dopo aver raggiunto un accordo per la sigla del patto (che sarà siglato a Palazzo Venezia subito dopo il discorso al senato) venne descritto dallo storico mwbz4Francesco Salata e da alcuni autorevoli diplomatici presenti in aula come il miglior discorso mai pronunciato da un capo di Stato o ministro italiano.cite-ref-222[222] Salata lo definì anche la migliore interpretazione del «sentimento e le ragioni di vita degli altri e dell'universalità» da parte di un uomo di stato; conscio com'era Mussolini del «sentimento e le ragioni di vita ideale e pratica del proprio paese».cite-ref-patto-223-0[223]

Sempre nel 1933 venne creato l'Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale (INFPS), che assunse dal mwb0g1943 la denominazione di mwb0kINPS, un ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e a gestione autonoma con lo scopo di garantire la previdenza sociale ai lavoratori. Con il mwb0oRegio decreto 30 dicembre 1923, n. 3184 era stata resa obbligatoria l'assicurazione pensionistica contro la vecchiaia, estesa dai soli dipendenti pubblici (per i quali aveva il nome di mwb0spensione) a quelli privaticite-ref-224[224] Le diverse Casse infortuni esistenti, cui era deputata la tutela dei lavoratori contro gli infortuni sul lavoro (obbligatoria a partire dal mwb1a1898, seppur limitatamente ad alcuni settori), vennero unificate nell'Istituto Nazionale Fascista per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro ("INFAIL"), ribattezzato mwb1eINAIL nel mwb1i1943. Scopo dell'ente statale era quello di «esercitare l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (parte delle quali vennero equiparate giuridicamente agli infortuni sul lavoro), la riassicurazione di altri Enti autorizzati e assumere particolari funzioni e servizi per conto di essi».

Il 5 febbraio 1934 vennero istituite le 22 corporazioni. Nel 1934 si tennero inoltre i primi mwb1olittoriali della cultura e dell'arte e venne istituita, nell'ambito della terza edizione della mwb1sMostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, la mwb1wCoppa Mussolini, premio antesignano del mwb10Leone d'oro.

Il 14 marzo Mussolini incontrò a Roma il cancelliere austriaco mwb18Dollfuß e il Capo del Governo ungherese mwb2aGyula Gömbös per discutere una revisione degli assetti territoriali nei mwb2eBalcani. Il 17 marzo venne concluso un "patto a tre" con Ungheria e Austria in funzione antitedesca e anti-francese (mwb2iProtocolli di Roma).

Le mwb2qelezioni del 25 marzo 1934, per il rinnovo della Camera dei Deputati – tenute con lo stesso schema del "listone" unico già adottato nel 1924, con scheda tricolore per il "sì" e bianca per il "no" – si risolsero in un nuovo plebiscito: aumentò il numero dei partecipanti e i voti contrari risultarono mwb2u15 201 (lo 0,15%).

La legge 22 marzo 1934 n.mwb2c 654 per la tutela della maternità delle lavoratrici e la legge 26 aprile 1934 n.mwb2g 653 per la tutela del lavoro della donna e del fanciullo stabilirono il diritto alla conservazione del posto di lavoro per le lavoratrici incinte, un periodo di licenza prima e dopo il parto, e permessi obbligatori per l'allattamento (per le aziende con più di 50 operaie vi era l'obbligo di predisporre un locale per tale scopo).

La legge 24 dicembre 1934 n. 2316 stabiliva la creazione dell'ONMI (Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e dell'Infanzia); l'ente poteva anche finanziare istituzioni private operanti nei medesimi campi. Nel 1935 si ha l'istituzione del mwb2osabato fascista.

Il 14 e 15 giugno Mussolini e Hitler si incontrarono a mwb2wStra e a mwb20Venezia, i colloqui verterono principalmente sulla questione austriaca (il cancelliere tedesco puntava all'mwb24annessione dell'Austria). Tuttavia, i rapporti tra i due restarono tesi, anche in seguito al fallito colpo di Stato in Austria (col quale la Germania nazionalsocialista intendeva procedere all'annessione del paese) che portò alla morte di Dollfuß.cite-ref-225[225] La situazione si risolse dopo che Hitler desistette dal suo proposito. Il 21 agosto Mussolini incontrò mwb3mKurt Alois von Schuschnigg, successore di Dollfuß. Il 6 settembre, a mwb3qBari, prese posizione nei confronti della politica estera nazionalsocialista e dalla dottrina razzista hitleriana, proclamando che «trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà a talune dottrine d'Oltralpe, sostenute da progenie di gente che ignorava la scrittura, con la quale tramandare i documenti della propria vita, nel tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto».

L'edificazione del consenso

La stabilità della dittatura fascista è in gran parte da ascriversi alla capacità di Mussolini di generare attorno alla propria figura un forte consenso. L'abilità mostrata nel rendere la sua personalità oggetto di vero e proprio culto si rifletté non solo nell'approvazione che la società italiana a lungo gli mostrò, ma anche nell'ammirazione che riuscì a guadagnarsi presso numerosi capi di Stato stranieri, intellettuali e, più in generale, presso l'opinione pubblica internazionale, soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Da questo punto di vista Mussolini divenne un modello di ispirazione per molti futuri dittatori, soprattutto mwb4eHitler, ma anche per molti politici di spicco di importanti stati democratici.

La popolarità di Mussolini trova probabilmente la sua origine nell'insoddisfazione del popolo italiano nei confronti delle classi dirigenti liberali per via dei trattati di pace, ritenute dai più sfavorevoli, che l'Italia aveva dovuto accettare alla fine della mwb4mprima guerra mondiale, nonostante gli oltre mwb4q650 000 morti e i sacrifici enormi sopportati dal Paese. Non a caso, Gabriele D'Annunzio parlò di «mwb4uvittoria mutilata». L'Italia guadagnò territorialmente solo parte di ciò che le era stato promesso col mwb4ypatto di Londra e ciò, unito al generale malcontento post-bellico e alla terribile crisi economica dell'immediato dopoguerra, fece crescere il desiderio di un governo forte.

Mussolini fu abile a sfruttare tale situazione nonché la paura del cosiddetto "pericolo rosso", accresciutasi durante il mwb4gbiennio rosso: si presentò come il restauratore dell'ordine e della pace sociale, teso alla «normalizzazione» della situazione politica. Da questo punto di vista, molti squadristi fascisti intransigenti criticarono la collaborazione (nel 1922-1924) del PNF a livello governativo con i vecchi partiti, nonché il fatto che fossero rimasti in carica molti dei questori e dei prefetti che erano stati estranei, se non ostili,cite-ref-226[226] al fascismo. A partire dal 1925, con la promulgazione delle cosiddette mwb40leggi fascistissime e l'inizio della dittatura, ogni forma di collaborazione coi vecchi partiti fu abbandonata e gli stessi sciolti.

Il consenso fu poi alimentato grazie al controllo sulla stampa e sul mondo culturale italiano. Mussolini, in quanto giornalista, conosceva bene il potere della stampa, e di conseguenza fece in modo di poterlo controllare. Nei suoi mwb48Colloqui con Emil Ludwig giustificò la censura imposta ai giornali con il fatto che nelle liberaldemocrazie i giornali non sarebbero più liberi, ma obbedirebbero solo a un'oligarchia di padroni, differenti dallo Stato: partiti e finanziatori plutocratici.

Inoltre, ogni forma di dissenso sgradita a Mussolini venne repressa attraverso l'OVRA, il mwb5eTribunale speciale per la sicurezza dello Stato, e l'uso massiccio del mwb5iconfino politico. Tuttavia, Mussolini tollerò – e costrinse i suoi a tollerare – alcune "voci fuori dal coro" (come ad esempio Salvemini, Croce, Bombacci) tanto per alimentare la propria immagine di uomo forte ma non di tiranno, quanto per mantenere aperti canali di dialogo anche con l'antifascismo militante.

Mussolini dimostrò di avere una personalità carismatica, come testimoniano i discorsi tenuti di fronte a «folle oceaniche», e una notevole abilità oratoria, che attinse in parte dall'esempio dannunziano. Egli incrementò la sua popolarità presentandosi come «il figlio del popolo», ricorrendo all'organizzazione e all'irreggimentazione delle masse, chiamate di continuo a partecipare a iniziative di varia natura, ma anche grazie all'appoggio di molteplici intellettuali di spiccocite-ref-227[227] (mwb5gGabriele D'Annunzio, mwb5kMario Sironi, mwb5oEzra Pound, i mwb5sfuturisti, Giuseppe Ungaretti,cite-ref-228[228] mwb6aGiovanni Gentile) e di uomini di grandi capacità di governo.

Mussolini seppe sfruttare abilmente, come mai prima era stato fatto in Italia, i nuovi mezzi di comunicazione (la radio, il cinema e i cinegiornali) nonché i successi sportivi conseguiti dall'Italia fascista (come i mwb6cMondiali di calcio del 1934 e del 1938, oltre al titolo mondiale dei pesi massimi conquistato da mwb6gPrimo Carnera), che furono entrambi ampiamente utilizzati in funzione propagandistica. A questi Mussolini unì i primati aeronautici conquistati dall'Italia (le mwb6ktrasvolate atlantiche, la conquista del Polo nord, i mwb6oprimati di velocità per idrocorsa) e quelli navali (il transatlantico mwb6sRex).

Occorre inoltre sottolineare come la mwb60politica di potenza inaugurata dall'Italia fascista fosse vista con favore da gran parte della popolazione. Mussolini mirava a fare dell'Italia un paese temuto e rispettato, restaurando i fasti dell'Impero romano, recuperando i territori irredenti e realizzando il controllo italiano sul mediterraneo (mwb64il mare nostro). Questa politica – troncata dallo scoppio della mwb68seconda guerra mondiale – non produsse i risultati sperati, e ottenne solo di isolare l'Italia dai suoi ex alleati dell'Intesa, spingendola a una sempre più stretta – e definitiva – alleanza con la Germania.

Hitler considerò Mussolini suo maestro:

«[...] concepii profonda ammirazione per il grand'uomo a sud delle Alpi che, pieno di fervido amore per il suo popolo, non venne a patti col nemico interno dell'Italia ma volle annientarlo con ogni mezzo. Ciò che farà annoverare Mussolini fra i grandi di questa Terra è la decisione di non spartirsi l'Italia col marxismo ma di salvare dal marxismo, distruggendolo, la sua patria. A petto di lui, quanto appaiono meschini i nostri statisti tedeschi! E da quale nausea si è colti al vedere queste nullità osar criticare chi è mille volte più grande di loro!»

(Adolf Hitler, Mein Kampf, cap. XV. trad. Andrea Irace)

Churchill, nel 1933, lo definì «il più grande legislatore vivente»cite-ref-laltraverita-it-229-0[229] (soprattutto in relazione alla promulgazione del nuovo mwb7gcodice penale, varato nel 1930 dal ministro mwb7kAlfredo Rocco e tuttora vigente) e «un grande uomo» ancora nel 1940.

Il 13 febbraio 1929, mwb7sPio XI, a due giorni dai mwb7wPatti Lateranensi, tenne un discorso a Milano a un'udienza concessa a professori e studenti dell'mwb70Università Cattolica del Sacro Cuore, che fece passare alla storia la definizione di Benito Mussolini come «uomo della Provvidenza» (mentre invece il Pontefice aveva indicato nel Capo del governo italiano un più neutrale "l'uomo che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare")mwb74 :

«Le condizioni dunque della religione in Italia non si potevano regolare senza un previo accordo dei due poteri, previo accordo a cui si opponeva la condizione della Chiesa in Italia. Dunque per far luogo al Trattato dovevano risanarsi le condizioni, mentre per risanare le condizioni stesse occorreva il Concordato. E allora? La soluzione non era facile, ma dobbiamo ringraziare il Signore di averCela fatta vedere e di aver potuto farla vedere anche agli altri. La soluzione era di far camminare le due cose di pari passo. E così, insieme al Trattato, si è studiato un Concordato propriamente detto e si è potuto rivedere e rimaneggiare e, fino ai limiti del possibile, riordinare e regolare tutta quella immensa farragine di leggi tutte direttamente o indirettamente contrarie ai diritti e alle prerogative della Chiesa, delle persone e delle cose della Chiesa; tutto un viluppo di cose, una massa veramente così vasta, così complicata, così difficile, da dare qualche volta addirittura le vertigini. E qualche volta siamo stati tentati di pensare, come lo diciamo con lieta confidenza a voi, sì buoni figliuoli, che forse a risolvere la questione ci voleva proprio un Papa alpinista, un alpinista immune da vertigini ed abituato ad affrontare le ascensioni più ardue; come qualche volta abbiamo pensato che forse ci voleva pure un Papa bibliotecario, abituato ad andare in fondo alle ricerche storiche e documentarie, perché di libri e documenti, è evidente, si è dovuto consultarne molti. Dobbiamo dire che siamo stati anche dall'altra parte nobilmente assecondati. E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, tutte quelle leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come i feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi. E con la grazia di Dio, con molta pazienza, con molto lavoro, con l'incontro di molti e nobili assecondamenti, siamo riusciti «

tamquam per medium profundam eundo

» a conchiudere un Concordato che, se non è il migliore di quanti se ne possono fare, è certo tra i migliori che si sono fin qua fatti; ed è con profonda compiacenza che crediamo di avere con esso ridato Dio all'Italia e l'Italia a Dio.»

(Pio XI, allocuzione Vogliamo anzituttocite-ref-230[230])

Pio XI gli conferì l'mwb8yOrdine dello Speron d'oro nel 1932;cite-ref-231[231]cite-ref-232[232] molti in Europa, nel 1933, lo chiamarono «il salvatore della pace»;cite-ref-233[233]cite-ref-234[234] lo stesso mwb9cFranklin Delano Roosevelt gli riservò commenti lusinghieri;cite-ref-laltraverita-it-229-1[229] Lo scrittore americano mwb9wEzra Pound, che incontrò di persona Mussolini nel 1933, lo celebrò nel libro "Jefferson and/or Mussolini".

»A proposito della capacità del duce di edificare attorno a sé un notevole consenso, significativa tra le altre è l'opinione espressa dal giornalista Enzo Biagi in "Lui, Mussolini": «Mussolini è stato un gigante; considero la sua carriera politica un capolavoro. Se non si fosse avventurato nella guerra al fianco di Hitler, sarebbe morto osannato nel suo letto. Il popolo italiano era soddisfatto di essere governato da lui: un consenso sincero.

L'avventura imperiale e l'avvicinamento alla Germania nazista

«L'Italia ha finalmente il suo impero!»

(dalla costituzione della colonia dell'Africa Orientale Italiana)

Il trattato tra mwb-sItalia ed mwb-wEtiopia del 1928, sottoscritto con il placet della Gran Bretagna, aveva fissato la frontiera tra la Somalia italiana e l'Etiopia lungo una linea distante 21 miglia dalla costa del mwb-0Benadir e parallela alla stessa. Pretendendo di agire sulla base di detto accordo (mentre gli etiopi ritenevano che nell'accordo si intendessero "miglia imperiali", più corte delle miglia nautiche),cite-ref-235[235] gli italiani costruirono nel 1930 un forte nell'mwb-ioasi di Ual-Ual, nel mwb-mdeserto di Ogaden, e lo fecero presidiare da truppe somale, comandate da ufficiali italiani. L'oasi fu scelta dai militari italiani quale luogo da presidiare in mancanza di altre posizioni idonee in pieno deserto. Nel novembre 1934 truppe regolari etiopi, di scorta a una commissione mista inglese-etiope per la delimitazione delle frontiere, contestarono alle truppe italiane lo sconfinamento. I britannici, per evitare incidenti internazionali, abbandonarono la commissione e le truppe italiane ed etiopi rimasero accampate a poca distanza le une dalle altre. Nei primi giorni di dicembre, in circostanze mai chiarite, mwb-qun combattimento tra italiani ed etiopi costò la vita a 150 soldati etiopi e a 50 soldati italiani (mwb-usomali).

Mussolini chiese delle scuse ufficiali nonché il pagamento di un'indennità da parte del governo etiope, conformemente a quanto stabilito in un trattato siglato tra Italia ed Etiopia nel 1928. Il mwb-cnegus mwb-gHailé Selassié, avendone la possibilità in virtù del medesimo accordo, decise di rimettersi alla mwb-kSocietà delle nazioni (2 gennaio). Per far luce sulla vicenda, questa si impegnò in un arbitrato, temporeggiando; tuttavia, i rapporti italo-etiopi ne risultarono irrimediabilmente compromessi e Mussolini si appellò all'episodio mwb-ocome motivo per minacciare la guerra e con questo far pressione su francesi e britannici.cite-ref-236[236] Sconfinamenti di reparti militari abissini si erano già verificati precedentemente: ad esempio, il 4 novembre 1934, quando il consolato italiano a mwb-8Gondar era stato attaccato da gruppi armati etiopici. Del pari erano stati frequenti i deliberati sconfinamenti di truppe italiane. Le tensioni italo-etiopiche erano dovute al disegno italiano di unificare territorialmente mwcaaEritrea e Somalia, a spese dell'Etiopia, e al desiderio etiopico di conquistare uno sbocco sul mare. Deve inoltre tenersi presente che l'Etiopia era uno dei pochissimi stati africani indipendenti, ossia non controllato da una delle potenze coloniali europee: uno Stato ideale per le mire espansionistiche di Mussolini.

Tra il 4 e il 7 gennaio 1935, Mussolini incontrò a Roma il ministro degli esteri francese mwcaiPierre Laval: vennero firmati accordi in virtù dei quali la Francia si impegnava a cedere all'Italia la mwcamSomalia francese (attuale mwcaqGibuti), a riconoscere le consistenti minoranze italiane presenti in Tunisia (che era stata oggetto di rivendicazione da parte italiana) e ad appoggiare diplomaticamente l'Italia in caso di una guerra contro l'Etiopia.cite-ref-237[237] Laval e Mussolini speravano così in un reciproco avvicinamento fra Italia e Francia, al fine di dar vita a un'alleanza in funzione anti-nazista.cite-ref-238[238]

Il 16 gennaio Mussolini assunse la direzione del Ministero delle Colonie. Il 19 gennaio la Società delle Nazioni riconobbe «la buona fede» di Italia ed Etiopia nell'incidente di Ual Ual e decise che il caso dovesse essere trattato tra le due parti interessate; tuttavia, il 17 marzo gli abissini presentarono un altro ricorso, appellandosi all'articolo XV dell'organizzazione. Nella conferenza di Stresa (vedi mwca4Fronte di Stresa), svoltasi tra l'11 e il 14 aprile, Italia, Regno Unito e Francia condannarono congiuntamente le violazioni del mwca8trattato di Versailles da parte della Germania. L'8 giugno a mwcbaCagliari, di fronte all'ostilità mostrata in tal senso dalla Gran Bretagna, Mussolini rivendicò il diritto dell'Italia ad attuare una propria politica coloniale. Il 18 settembre, in un articolo pubblicato sul mwcbeMorning Post, egli garantì che non sarebbero stati colpiti gli interessi francesi e inglesi nell'Africa orientale.

Il 2 ottobre annunciò la dichiarazione di guerra all'Etiopia dal balcone di mwcbkPalazzo Venezia. Attaccando il paese africano, membro della Società delle Nazioni, Mussolini aveva violato l'articolo XVI dell'organizzazione medesima: «se un membro della Lega ricorre alla guerra, infrangendo quanto stipulato negli articoli XII, XIII e XV, sarà giudicato ipso facto come se avesse commesso un atto di guerra contro tutti i membri della Lega, che qui prendono impegno di sottoporlo alla rottura immediata di tutte le relazioni commerciali e finanziarie, alle proibizioni di relazioni tra i cittadini propri e quelli della nazione che infrange il patto, e all'astensione di ogni relazione finanziaria, commerciale o personale tra i cittadini della nazione violatrice del patto e i cittadini di qualsiasi altro paese, membro della Lega o no». Per questo motivo, la Società delle Nazioni, espressione principalmente della volontà della Francia e del Regno Unito (i due stati più forti e influenti), condannò l'attacco italiano il 7 ottobre. Gli Stati Uniti d'America invece, pur condannando l'operazione italiana condannarono anche che le sanzioni imposte fossero state votate anche da Francia e Gran Bretagna, a loro volta possessori di imperi coloniali.

Il 31 ottobre 1937 inaugurò la nuova città di mwcbsGuidonia, importante polo strategico di ricerche aeronautiche con il mwcbwDSSE, e mwcb0Pontinia il 13 novembre.

Il 18 novembre l'Italia venne colpita dalle mwcb8sanzioni economiche (nonostante queste non fossero state applicate contro il Giappone nel 1931 in occasione dell'invasione della Manciuria e contro la Germania nel 1934 per la tentata annessione dell'Austria) imposte dalla Società delle Nazioni - approvate da 52 stati con i soli voti contrari di Austria, Ungheria e Albania - in risposta alle quali vennero promossi i programmi economici mwccaautarchici. Le sanzioni risultarono comunque inefficaci, poiché numerosi paesi, pur avendole votate ufficialmente, mantennero comunque buoni rapporti con l'Italia rifornendola di materie prime. La Germania nazista è uno di questi e la guerra d'Etiopia rappresenta l'inizio dell'avvicinamento tra Mussolini e Hitler. Già dal 1935 le sanzioni non vennero applicate completamente da tutti gli stati membri della società delle nazioni, il 15 luglio 1936 furono abolite.

La guerra in Etiopia sarebbe stata ostacolata nel caso in cui la Gran Bretagna avesse avuto un atteggiamento più risoluto, atteggiamento che non ebbe poiché consapevole di avere concesso all'Italia fascista, con l'mwcciAccordo navale anglo-tedesco, il pretesto per la guerra stessa, e perché forse avrebbe voluto salvaguardare il mwccmfronte di Stresa. Le linee di rifornimento italiane passavano infatti per Suez, e un blocco del Canale da parte britannica avrebbe reso proibitiva la logistica italiana attraverso il periplo dell'Africa.

La conduzione del conflitto e i crimini di guerra

Memore della bruciante sconfitta subita ad mwccgAdua dalle truppe italiane, e consapevole della forza e degli armamenti (forniti per anni anche dalla Germania) a disposizione degli abissini, Mussolini seguì in prima persona sia la preparazione, sia lo svolgimento delle operazioni militari, che in soli sette mesi condurranno alla distruzione delle forze armate di uno degli ultimi Stati indipendenti d'Africa, erede dell'antico Impero etiopico.cite-ref-239[239]

Per assicurarsi una rapida vittoria, Mussolini, esaminate le richieste dei vertici militari, arrivò a triplicare l'entità di uomini e mezzi: nel maggio del 1936 si trovarono così schierati sul teatro di guerra quasi mezzo milione di uomini (inclusi mwcc487 000 mwcc8àscari), 492 carri armati, mwcda18 932 automezzi e 350 aerei. Dell'arsenale a disposizione degli italiani facevano parte anche ingenti quantità di armi chimiche, proibite dalla mwcdeConvenzione di Ginevra e sbarcate in gran segreto a mwcdiMassaua: mwcdm60 000 granate all'mwcdqarsina per artiglieria, mwcdu1 000 tonnellate di bombe all'mwcdyiprite per aeronautica, e 270 tonnellate di aggressivi chimici per impiego tattico.cite-ref-240[240]

Sin dall'inizio dei combattimenti, il 3 ottobre, Mussolini assunse la direzione delle operazioni e inviò frequenti ordini radiotelegrafati ai suoi generali impegnati sul campo (mwcdwRodolfo Graziani sul fronte Sud, mwcd0Emilio De Bono e poi mwcd4Pietro Badoglio su quello Nord), dettando loro linee e ordini operativi, fra cui quelli relativi all'uso delle armi chimiche, sul cui impiego egli aveva avocato a sé ogni decisione.cite-ref-241[241]cite-ref-242[242]

Il primo ordine che contemplava l'impiego delle armi chimiche giunse da Mussolini a Graziani il 27 ottobre 1935, per preparare l'assalto alla piazzaforte abissina di Gorrahei, tuttavia furono sufficienti sei tonnellate di granate convenzionali per avere ragione dei suoi difensori il successivo 29. Graziani richiese poi a Mussolini l'autorizzazione all'uso delle armi chimiche per "operazioni difensive" (volte a fermare l'assalto dell'armata di ras mwcegDestà Damtù alle linee italiane a Dolo, a fine dicembre 1935) e l'ottenne prontamente e con ampio mandato, sino all'eliminazione dell'intera formazione nemica.cite-ref-243[243]

Nello stesso periodo (tra il 22 dicembre 1935 e i primi di gennaio 1936), Badoglio ricevette l'ordine di impiegare sul fronte Nord le bombe d'aviazione contro gli abissini, passati all'offensiva nello Scirè. L'ordine, già in corso d'esecuzione (furono sottoposti alla micidiale pioggia di gas vescicanti anche i civili, il bestiame e i raccolti), venne sospeso per motivi politici in vista di una riunione della Società delle Nazioni prevista a Ginevra il 5 gennaio. Badoglio tuttavia ignorò l'ordine di sospensione e proseguì nei bombardamenti chimici sino al 7, e poi nuovamente il 12 e 18 gennaio.cite-ref-244[244]

Il 19 gennaio Mussolini tornò ad autorizzare la guerra chimica, con queste parole:

«Autorizzo Vostra Eccellenza a impiegare tutti i mezzi di guerra, dico tutti, sia dall'alto, come da terra. Massima decisione.»

(Telegramma segreto di Benito Mussolini a Pietro Badogliocite-ref-245[245])

I bombardamenti chimici d'artiglieria e aerei proseguirono sia sul fronte Nord (sino al 29 marzo 1936) che su quello Sud (sino al 27 aprile), arrivando a impiegare in totale circa 350 tonnellate di armi chimiche. In questo contesto, a fine gennaio, quando nonostante il largo impiego di armi e mezzi le armate italiane del fronte Nord erano in grave difficoltà (tanto che Badoglio, premuto dalle forze di mwcgmras Cassa Darghiè era sul punto di ordinare l'evacuazione di mwcgqMacallè), Mussolini non esitò a prospettare al suo generale l'impiego di ulteriori armi chimiche. Badoglio espresse la propria netta contrarietà, facendo presente a Mussolini le reazioni internazionali che questa scelta avrebbe provocato e il proprio timore circa le conseguenze incontrollabili dell'uso di un'arma mai sperimentata prima; il "duce" recepì tali obiezioni e il 20 febbraio ritirò la proposta.cite-ref-246[246]

L'uso delle armi chimiche venne nascosto all'opinione pubblica italiana, e Mussolini ordinò di smentire come animate da sentimenti "anti-italiani" le poche denunce sul loro impiego che apparvero sulla stampa internazionale.cite-ref-247[247] Il crimine verrà a lungo negato con decisione, anche dopo la fine del fascismo, persino da partecipanti alla guerra come mwcg4Indro Montanelli, restando ai margini dell'immensa storiografia prodotta sulla figura di Mussolini. Nel 1979 mwcg8Angelo Del Boca fu il primo storico a denunciare pubblicamente i diversi crimini di guerra italiani e l'utilizzo di gas venefici durante la guerra d'Etiopia, ma solo il 7 febbraio 1996 l'allora Ministro della Difesa, generale mwchaDomenico Corcione, ammise davanti al Parlamento l'uso delle armi chimiche da parte italiana durante la guerra.cite-ref-248[248]

La conduzione della guerra nei confronti degli etiopici non si limitò all'impiego delle armi chimiche, ma fu condotta anche con altri strumenti, come l'ordine di non rispettare i contrassegni della mwchyCroce Rossa del nemico, fatto che portò alla distruzione di almeno 17 tra ospedali da campo (tra i quali uno mwchcsvedese, ciò che causò il disappunto del duce per il danno politico che ne conseguì) e installazioni mediche abissine, o l'impiego di truppe di ascari libici di fede musulmana contro le armate e la popolazione cristiano-copta abissina. Le truppe libiche - appartenenti a tribù memori delle violenze subite dagli mwchgÀscari eritrei utilizzate contro i ribelli libici durante la guerra di Libia - si resero colpevoli di massacri sia nei confronti dei civili, sia dei prigionieri, tanto da spingere il generale mwchkGuglielmo Nasi a istituire un premio di cento lire per ogni prigioniero vivo che gli fosse stato consegnato.cite-ref-249[249]

I crimini proseguirono anche a guerra finita e almeno sino al 1940 nei confronti dei ribelli, contro la popolazione e anche contro i monaci abissini nei santuari cristiano-copti, che mwch8furono trucidati a centinaia a mwciaDebre Libanos e altrove.cite-ref-250[250]

La proclamazione dell'Impero, l'apogeo di Mussolini e del fascismo

Il 7 maggio 1936 Mussolini ricevette da mwcjeVittorio Emanuele III la Gran Croce dell'mwcjiOrdine militare di Savoia. Il sovrano, nell'insignire il duce della massima decorazione militare del regno, riconobbe con parole altisonanti il ruolo diretto di guida svolto da Mussolini: «Ministro delle Forze armate, preparò, condusse e vinse la più grande guerra coloniale che la storia ricordi.».

Il 6 maggio, sempre dal balcone di Palazzo Venezia, annunciò la fine della guerra d'Etiopia e proclamò la nascita dell'mwcjqImpero italiano: il re d'Italia assunse contestualmente il titolo di imperatore d'Etiopia. Nel suo discorso proclamò: «il popolo italiano ha creato col suo sangue l'impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi».

La campagna abissina rappresentò il momento di massimo consenso del popolo italiano verso il fascismo. Mussolini stabilì che, nell'indicare la data sui documenti ufficiali e sui giornali, occorresse scrivere l'anno a cominciare dal 28 ottobre mwcjy1922 (tale disposizione era già in uso dal 31 dicembre mwcjc1926) affiancato da quello dalla fondazione dell'impero (ad esempio, il '36 era indicato come «anno 1936, XIV dell'Era Fascista, I dell'Impero»).

Il 4 luglio la Società delle Nazioni decretò terminata l'applicazione dell'articolo XVI e le sanzioni caddero il 15 dello stesso mese (l'unico stato che si oppose fu il mwcjkSudafrica); Mussolini si conferì il titolo di mwcjoPrimo maresciallo dell'Impero (30 marzo 1938).

Il 9 giugno affidò al genero mwcjwGaleazzo Ciano il Ministero degli esteri.

Il 24 luglio 1936 si accordò con Hitler per l'invio di contingenti militari in Spagna a sostegno di mwckuFrancisco Franco, il cui colpo di Stato del 18 luglio aveva scatenato la mwckyguerra civile spagnola. Il figlio di Mussolini, mwckcBruno, partecipò alla guerra come capo di una squadriglia aerea. Il 1º novembre annunciò con un discorso la creazione (sancita il 24 ottobre) dell'mwckgAsse Roma-Berlino (non si trattava ancora di una vera alleanza militare, che venne stipulata solo col patto d'acciaio).

Il 2 gennaio 1937 venne siglato il cosiddetto mwckogentlemen's agreement tra Italia e Regno Unito, col quale si definirono i diritti di entrata, uscita e transito nel Mediterraneo e si stabilì di evitare la modifica dello «status quo relativo alla sovranità nazionale dei territori del bacino del Mediterraneo», Spagna inclusa. Tale accordo fu confermato dal mwcksPatto di Pasqua del 16 aprile 1938.

Il 20 marzo, nell'oasi di Bugàra vicino a Tripoli, ricevette dal capo berbero Iusuf Kerbisc la "spada dell'islam", un manufatto dorato, simbolo dell'approvazione di una parte della società libica verso il regime mussoliniano. Il 21 aprile inaugurò mwck0Cinecittà, concepita come sede dell'industria cinematografica italiana, consistentemente finanziata dal governo in quegli anni (risale al 1937 il primo mwck4colossal italiano: mwck8mwclaScipione l'Africano).

Il 22 aprile incontrò a Venezia il cancelliere austriaco mwcliSchuschnigg e si dichiarò non contrario all'Anschluss dell'Austria con la Germania. Sempre in aprile incontrò il ministro dell'aeronautica tedesco mwclmHermann Göring e il ministro degli esteri tedesco mwclqVon Neurath. Il 25 e il 29 settembre incontrò Hitler, prima a Monaco e poi a Berlino.

Il 6 novembre l'Italia aderì al mwclyPatto Anticomintern, siglato precedentemente tra Germania e Giappone in funzione anti-sovietica. Il 3 dicembre 1937 venne stipulato a mwclcBangkok un trattato di amicizia, commercio e navigazione col mwclgSiam (attuale Thailandia). L'11 dicembre annunciò l'uscita dell'Italia dalla Società delle Nazioni. mwclkTra il 3 e il 9 maggio accolse Hitler, il quale era venuto in visita in Italia.cite-ref-251[251]

Grazie alla mediazione mussoliniana, di fronte all'eventualità dello scoppio di un conflitto tra il blocco anglo-francese e la Germania, il 29 e 30 settembre si tenne la mwcl8conferenza di Monaco. A essa erano presenti Mussolini, Hitler, mwcmaDaladier per la Francia e mwcmeChamberlain per la Gran Bretagna; venne riconosciuta alla Germania la legittimità della sua politica in mwcmiCecoslovacchia. Mussolini venne festeggiato come «il salvatore della pace» per aver scongiurato il conflitto.

Tra l'11 e il 14 gennaio 1939, a Roma, incontrò Chamberlain e il ministro degli esteri inglese Frederik Halifax. Il 19 gennaio 1939 la Camera dei deputati venne soppressa e sostituita dalla mwcmqCamera dei Fasci e delle Corporazioni. In aprile il duce ordinò l'occupazione e l'annessione dell'Albania; l'Italia già godeva di una forma non ufficiale di protettorato sul paese da molti anni, e l'«invasione» fu presumibilmente dovuta alla volontà mussoliniana di dimostrare all'alleato tedesco la propria forza.

Le leggi razziali

Mussolini inizialmente aveva espresso disapprovazione nei confronti della politica razzista espressa dal mwcmknazionalsocialismo. Tuttavia, a partire dal 1938, in concomitanza dell'alleanza con la mwcmoGermania, il regime fascista promulgò una serie di decreti il cui insieme è noto come mwcmsleggi razziali, che introducevano provvedimenti segregazionisti nei confronti degli mwcmwebrei italiani e dei sudditi di colore dell'Impero.

Furono letti per la prima volta il 18 settembre 1938 a mwcm4Trieste da Mussolini dal balcone del mwcm8Municipio in occasione della sua visita alla città.

Fra i diversi documenti e provvedimenti legislativi che costituiscono il mwcnecorpus delle cosiddette leggi razziali figura il mwcnimwcnmmanifesto della razza, o più esattamente il mwcnqmanifesto degli scienziati razzisti, pubblicato una prima volta in forma anonima sul mwcnumwcnyGiornale d'Italia il 15 luglio mwcnc1938 con il titolo mwcngIl Fascismo e i problemi della razza e ripubblicato sul numero 1 de mwcnkmwcnoLa difesa della razza il 5 agosto 1938.

Il 25 luglio, dopo un incontro tra i dieci redattori della tesi, il ministro della cultura popolare mwcnwDino Alfieri e il segretario del mwcn0PNF mwcn4Achille Starace - dalla segreteria politica del partito viene comunicato il testo definitivo del lavoro, completo dell'elenco dei firmatari e delle adesioni, aderenti e simpatizzanti del PNF.

Al regio decreto legge del 5 settembre 1938 – che fissava «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista» – e a quello del 7 settembre – che fissava «Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri» – fece seguito (6 ottobre) una «dichiarazione sulla razza» emessa dal mwcoaGran Consiglio del Fascismo; tale dichiarazione venne successivamente adottata dallo stato sempre con un regio decreto legge che porta la data del 17 novembre.

Fra il 1943 e il 1945, il governo della mwcoiRepubblica Sociale Italiana dichiarò gli ebrei «stranieri appartenenti per la durata della guerra a nazionalità ostile» e procedette al concentramento di numerose persone di religione ebraica, in particolare nel mwcomcampo di prigionia di Fossoli. In territorio italiano sotto controllo tedesco, nella mwcoqRisiera di San Sabba, vicino a Trieste, sorse un campo prigionia che funse anche da luogo di raccolta per il trasporto degli ebrei nei campi di concentramento tedeschi. Nel campo le autorità tedesche compirono uccisioni di antifascisti locali e al suo interno fu anche installato un forno crematorio per eliminare i corpi dei prigionieri deceduti o giustiziati.cite-ref-252[252]

La seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo

Dalla «non belligeranza» alla «guerra parallela»

«Combattenti di terra, di mare, e dell'aria! Camicie Nere della Rivoluzione e delle Legioni, uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del Regno di Albania. Ascoltate! [...] La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di

Gran Bretagna

e di

Francia

[...] La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo.»

(Dall'annuncio della dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940)

Il 22 maggio 1939 mwcpyGaleazzo Ciano, mwcpcministro degli esteri italiano, firmava il mwcpgPatto d'Acciaio con la Germania, che sancì ufficialmente la nascita di un'alleanza vincolante italo-tedesca.

In merito alla guerra scriveva, il 31 marzo 1940:

«... è solo l'alleanza colla Germania, cioè con uno Stato che non ha ancora bisogno del nostro concorso militare e si contenta dei nostri aiuti economici e della nostra solidarietà morale, che ci permette il nostro attuale stato di non-belligeranza.

... L'Italia non può rimanere neutrale per tutta la durata della guerra, senza dimissionare dal suo ruolo, senza squalificarsi, senza ridursi al livello di una Svizzera moltiplicata per dieci. Il problema non è quindi di sapere se l'Italia entrerà o non entrerà in guerra perché l'Italia non potrà fare a meno di entrare in guerra, si tratta soltanto di sapere quando e come: si tratta di ritardare il più a lungo possibile, compatibilmente con l'onore e la dignità, la nostra entrata in guerra...
Ma circa il quando, cioè la data, nel convegno del Brennero si è nettamente stabilito che ciò riguarda l'Italia e soltanto l'Italia.»

(Benito Mussolini, Roma, 31 marzo XVIIIcite-ref-urlmemoria-segreta-di-mussolini-sulla-condotta-della-guerra-schede-tecniche-aerei-militari-italiani-e-storia-degli-aviatori-253-0[253])

Il 30 maggio Mussolini incaricò il generale mwcqeUgo Cavallero di recapitare a Hitler un memoriale, in cui affermava che la guerra era inevitabile, ma che l'Italia non sarebbe stata pronta a intraprenderla prima di 3 anni. Nonostante le iniziali rassicurazioni in merito, la Germania invase la mwcqiPolonia il 1º settembre, determinando l'inizio del conflitto. Mussolini dichiarò la «non belligeranza», grazie alla quale lo Stato italiano si manterrà momentaneamente fuori dalla guerra.

Il 10 marzo 1940 Mussolini accolse a Roma il ministro degli esteri tedesco mwcqkJoachim von Ribbentrop e il successivo 18 marzo incontrò Hitler al mwcqoBrennero, ricevendo da entrambi forti pressioni a entrare in guerra al fianco della Germania. Il 16, il 22, il 24 e il 26 aprile ricevette messaggi da mwcqsWinston Churchill, da mwcqwPaul Reynaud, da mwcq0Pio XII e da mwcq4Roosevelt, i quali gli chiedevano di rimanere neutrale.

Di fronte agli straordinari e inaspettati successi della Germania nazista tra l'aprile e il maggio del 1940, Mussolini ritenne che gli esiti della guerra fossero oramai decisi, e, sia per poter ottenere eventuali compensi territoriali, sia per timore di un'eventuale invasione nazista dell'Italia se quest'ultima non si fosse schierata apertamente al fianco della Germania (come ebbe poi a spiegare lo stesso Mussolini),cite-ref-urlmemoria-segreta-di-mussolini-sulla-condotta-della-guerra-schede-tecniche-aerei-militari-italiani-e-storia-degli-aviatori-253-1[253] il 10 giugno mwcrqdichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Alla contrarietà e alle rimostranze di alcuni importanti collaboratori e militari (fra cui mwcruPietro Badoglio, mwcryDino Grandi, mwcrcGaleazzo Ciano e il generale mwcrgEnrico Caviglia) Mussolini avrebbe risposto:

«Mi serve qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo delle trattative.

»

Sul fronte con la Francia, le truppe italiane assunsero inizialmente un atteggiamento difensivo, sia per la mancanza di un'adeguata artiglieria e contraerea (non vi era stato il tempo di mobilitare tutti i reparti necessari all'avanzata), sia per la riluttanza ad attaccare i cugini d'oltralpe. Conseguentemente, i primi a prendere l'iniziativa furono gli avversari: aerei britannici, decollati da aeroporti francesi, bombardarono mwcsaTorino nella notte tra l'11 e il 12 giugno. Come ritorsione, aerei italiani bombardarono le basi militari francesi di mwcseHyères e mwcsiTolone. Il 14 la zona industriale di mwcsmGenova venne bombardata e, di conseguenza, l'esercito italiano ricevette l'ordine di passare decisamente alla contro-offensiva, programmata per il 18. Gli Italiani attaccarono quindi mwcsqBiserta, mwcsuBastia e mwcsyCalvi.

Il 22 giugno la Francia firmò l'mwcs8armistizio con la Germania. Il 18, dopo che in territorio alpino si erano avuti solo marginali scontri tra truppe anglo-francesi e italiane, Mussolini partecipò a un vertice a mwctaMonaco di Baviera con Hitler per discutere dell'inaspettata e improvvisa resa: le condizioni di pace richieste dal duce (ossia l'occupazione e amministrazione di mwcteCorsica, mwctiTunisia, Somalia francese e del territorio francese sino al mwctmRodano, la concessione di basi militari a mwctqOrano, mwctuAlgeri e mwctyCasablanca, la consegna della flotta e dell'armata aerea e la denuncia dell'alleanza col Regno Unito) vennero solo parzialmente accolte, in quanto furono riconosciute all'Italia solo le richieste di occupazione.

Il 24 giugno la Francia firmava l'armistizio con l'Italia, riconoscendole, oltre alla richiesta di occupazione, anche la cessione di una porzione di territorio francese di confine e la smilitarizzazione di una fascia larga 50 miglia lungo il confine franco-italiano e libico-tunisino.

Di fronte alla notizia di un imminente sbarco in Inghilterra dei tedeschi (mwctkOperazione Leone Marino), mwctoItalo Balbo, governatore della Libia, ricevette l'ordine di avanzare verso l'Egitto, protettorato inglese (25 giugno). Ma il 28, mentre sorvolava mwctsTobruch bombardata dagli inglesi, venne abbattuto dalle batterie antiaeree italiane, che lo avevano scambiato per un nemico.

Le iniziali parziali vittorie si rivelarono tuttavia effimere, poiché la guerra si prolungò oltre il previsto, rivelando l'impreparazione, la disorganizzazione e le deficienze dell'esercito italiano. In Africa, nel dicembre mwct01940 gli inglesi diedero vita a una vigorosa contro-offensiva che porterà, tra l'altro, alla conquista dell'Africa Orientale Italiana entro il giugno 1941. Le ultime truppe italiane si arresero a mwct4Gondar il 21 novembre. La superiorità numerica e tecnologica degli inglesicite-ref-255[255] e la progressiva perdita d'iniziativa della Marina italianacite-ref-256[256] non poterono che condurre alla disfatta.

In seguito, gli scontri tra le due marine nemiche si limiteranno, da parte italiana, alla guerra sottomarina, alla protezione delle rotte di rifornimento tra la mwcugSicilia e la mwcukLibia, a sporadici tentativi di intercettazione di convogli inglesi sulla rotta mwcuoGibilterra-mwcusAlessandria d'Egitto e a operazioni temerarie compiute da mezzi d'assalto (quali i mwcuwMAS, i «barchini» - piccole imbarcazioni dotate di siluri e mitragliatrice, che causarono l'affondamento di molte navi inglesi- e i «mwcu0maiali» ossia piccoli sommergibili).

Il 27 settembre 1940 Italia, Germania e mwcu8Giappone si unirono nel mwcvaPatto Tripartito, cui aderiranno anche nell'ordine, nel corso della guerra, mwcveUngheria (20 novembre 1940), mwcviRomania (23 novembre), mwcvmSlovacchia (24 novembre), mwcvqBulgaria (1º marzo 1941) e mwcvuJugoslavia (27 marzo).

Il 4 ottobre 1940 Mussolini incontrò Hitler al Brennero per stabilire di comune accordo una strategia militare; tuttavia, il 12 ottobre, i tedeschi presero il controllo della Romania, sita nella zona di influenza italiana e ricca di giacimenti petroliferi, senza avvisare gli Italiani. Conseguentemente, Mussolini decise d'imbarcarsi in una «guerra parallela» a fianco dell'alleato tedesco, al fine di non dipendere troppo dall'iniziativa militare e politica di Hitler; sempre convinto che la Gran Bretagna sarebbe scesa presto a patti col mwcvcFührer e che il principale fronte di guerra sarebbe così stato chiuso. Il 19 ottobre il duce gli inviò una lettera in cui comunicava la sua intenzione di attaccare la mwcvgGrecia. Hitler si recò a mwcvkFirenze il 28 ottobre, per dissuadere Mussolini dall'impresa, ma questi lo avvertì, assumendo un atteggiamento simile a quello avuto dall'alleato con l'aggressione alla Romania, che l'attacco era già iniziato da alcune ore.

L'attacco alla Grecia si concluse in un disastro: la stagione invernale e il territorio montuoso ostacolarono ogni tentativo d'avanzata, anche a causa dell'equipaggiamento in dotazione alle truppe italiane, che era del tutto inadeguato. L'esercito greco, rafforzato dall'arrivo di oltre mwcvs70 000 militari inglesi, si rivelò inoltre più agguerrito e organizzato del previsto; anche l'appoggio di numerose squadriglie aeree e navali britanniche risultò determinante. Gli Italiani furono costretti a ripiegare in territorio albanese, dove solo nel dicembre 1940 riuscirono a bloccare la contro-offensiva degli avversari, trasformando così il conflitto in una guerra di posizione.

La guerra «convergente» con la Germania

Il 19 e il 20 gennaio 1941, a mwcv4Berchtesgaden, Mussolini incontrò Hitler, il quale gli promise l'invio di risorse, mezzi, e di contingenti tedeschi in Grecia e in Africa del Nord a sostegno delle truppe italiane ivi presenti. Grazie agli aiuti della Germania e a una maggiore preparazione militare, l'Italia migliorò le proprie prestazioni belliche ma abbandonò la strategia della «guerra parallela» (rivelatasi insostenibile e fallimentare) e finì per condurre il conflitto sempre più conformemente alle direttive e agli interessi nazionalsocialisti, ovvero in un conflitto alla destra del più potente alleato dal quale dipendeva l'esito del conflitto, situazione che Bottai e Ciano avevano previsto e definito «guerra convergente».cite-ref-257[257] Sarà proprio per non essere in debito nei confronti di Hitler che Mussolini concepirà l'idea degli aiuti reciproci e trascinerà l'Italia in guerra anche contro l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti.

mwcwqUgo Cavallero venne chiamato a sostituire Badoglio e riorganizzò lo Stato Maggiore Generale nel mwcwuComando Supremo. Il 9 febbraio la mwcwyMarina britannica bombardò mwcwcGenova. L'11 febbraio il duce incontrò mwcwgFrancisco Franco a mwcwkBordighera, per convincerlo a entrare in guerra a fianco delle forze dell'Asse, ma fallì nel suo intento. A partire dal 12 febbraio giunsero in Libia gli aiuti militari promessi dal mwcwoFührer: i mwcwsDeutsche Afrikakorps, composti principalmente di mezzi corazzati (mwcwwpanzer) e da rinforzi aerei, sotto il comando di mwcw0Erwin Rommel.

Rivestendo mwcw8de facto il ruolo di comandante supremo delle truppe italiane nella regione (seppur ufficialmente fosse sottoposto del comandante superiore delle Forze Armate in Africa generale mwcxaItalo Gariboldi), la «volpe del deserto» riuscì rapidamente a riorganizzarle e a guidare un'efficace offensiva (cominciata il 24 marzo) contro le armate britanniche del generale maggiore mwcxeRichard O'Connor, che nel frattempo avevano conquistato la mwcxiCirenaica (Operazione Compass). Entro maggio le truppe dell'Asse riacquistarono il controllo della Libia (eccettuata mwcxmTobruch, che resistette al lungo assedio – cominciato il 10 aprile – grazie alla presenza di una forza di occupazione inglese), respinsero un tentativo di contro-offensiva (l'Operazione Brevity) e conquistarono una porzione di territorio egiziano di confine. In conseguenza delle sconfitte subite, il comando delle truppe del Regno Unito fu affidato al generale mwcxqClaude Auchinleck; questi comandò, nel novembre e nel dicembre, una grande offensiva (l'mwcxuOperazione Battleaxe) con lo scopo di alleviare l'assedio di Tobruch, ma fallì nel suo intento.

Il 27 marzo in mwcxcJugoslavia, che solo due giorni prima aveva aderito al Patto Tripartito, gli inglesi organizzarono con successo il mwcxgcolpo di Stato del generale nazionalista serbo mwcxkDušan Simović (il reggente Paolo fu esiliato e il Ministro degli esteri e il Primo Ministro vennero destituiti). Il nuovo governo jugoslavo firmò un trattato di amicizia con l'Unione Sovietica (5 aprile). Di fronte al rischio portato dall'eccessivo rafforzamento della presenza inglese nei mwcxoBalcani e da un'eventuale alleanza in funzione anti-Asse della Jugoslavia con l'mwcxsUnione Sovietica, la Germania, l'Ungheria e la Bulgaria attaccarono la Jugoslavia. Nel medesimo giorno anche l'Italia le dichiarò guerra. L'avanzata italiana si rivelò un successo in area slovena e in Dalmazia e la Jugoslavia capitolò rapidamente (17 aprile). mwcxwPietro II fuggì a Londra. L'Italia ottenne la maggior parte della costa dalmata e la mwcx0provincia di Lubiana, mentre il mwcx4Kosovo venne annesso all'Albania italiana.

Nel frattempo, le truppe italiane, dopo mesi di stallo, ripresero ad avanzare in Albania (13 aprile), che fu totalmente riconquistata in pochi giorni, e in mwcyaEpiro. Sempre nel mese di aprile, le armate italiane e tedesche sferrarono congiuntamente un nuovo attacco alla Grecia, che ben presto firmò la resa con la Germania (21 aprile). Mussolini, che si sentiva umiliato a causa dell'esclusione dell'Italia dal trattato di pace, pretese di essere rispettato. Per ordine di Hitler, la cerimonia della firma venne quindi ripetuta due giorni dopo anche in presenza di autorità italiane (23 aprile). Il 3 maggio, truppe italo-tedesche sfilarono ad mwcyeAtene e il 1º giugno cadde mwcyiCreta, ultimo avamposto nemico rimasto nella regione. Nonostante che la conquista dei Balcani fosse dovuta esclusivamente all'intervento delle forze germaniche, Mussolini ottenne il diritto di occupare le isole Ionie e la maggior parte della Grecia, che non rientravano nella zona d'influenza tedesca.

Il 2 giugno del 1941 Mussolini incontrò nuovamente Hitler, che il 22 ordinò l'attacco all'Unione Sovietica (mwcyqoperazione Barbarossa). In luglio venne inviato in Russia il mwcyuCSIR (composto di mwcyy58 800 soldati al comando del mwcycgenerale di corpo d'armata mwcygGiovanni Messe), come sostegno all'alleato tedesco. Il 25 agosto, nel Quartier generale tedesco a mwcykRastenburg, nella mwcyoPrussia orientale, il Duce passò in rassegna le truppe accanto a Hitler.

Il 7 dicembre la flotta giapponese attaccò mwcywPearl Harbor, base militare statunitense, determinando l'entrata in guerra degli mwcy0Stati Uniti. Il 12 dicembre l'Italia dichiarò guerra agli mwcy4Stati Uniti, seguendo l'iniziativa dell'alleato tedesco che aveva assunto lo stesso provvedimento il giorno precedente. Il 18 dicembre un'incursione italiana nel porto di mwcy8Alessandria d'Egitto causò ingenti danni alla marina britannica.

L'inversione di tendenza nella guerra: l'inizio della fine

A partire dal 15 febbraio 1942 giunsero in mwcziRussia numerosi rinforzi italiani a sostegno dell'avanzata tedesca: entro 5 mesi vennero inviati oltre mwczm160 000 soldati. Il 9 luglio il mwczqCSIR fu affidato alla guida del generale mwczuItalo Gariboldi (che sostituì il precedente comandante, il generale mwczyGiovanni Messe) e mutò il proprio nome in mwczcARMIR ("Armata Italiana in Russia"), che arriverà a contare più di mwczg200 000 uomini. L'esercito italiano si distinse per coraggio sul fronte sovietico, in particolar modo a mwczkStalino, tuttavia apparve in tutta la sua evidenza l'inadeguatezza e l'arretratezza dell'equipaggiamento in dotazione alle truppe. La mwczobattaglia di Stalingrado si rivelò decisiva per il destino della campagna di Russia e, più in generale, per le sorti della guerra: il 2 febbraio mwczs1943 le forze tedesche accerchiate nella città sul mwczwVolga si arresero. Il corpo di spedizione italiano fu sconfitto a partire dal 16 dicembre 1942 nella mwcz0seconda battaglia difensiva del Don; costretto a una sfibrante ritirata nella neve, subì perdite ingenti di uomini e materiali, costringendo i comandi italo-tedeschi a ordinarne il ritiro dal fronte. I superstiti fecero rientro in patria tra l'aprile e il maggio mwcz41943: oltre mwcz860 000 furono i soldati ufficialmente dispersi, in gran parte prigionieri che moriranno negli anni seguenti nei campi di detenzione sovietici.

Il 29 aprile 1942 Mussolini incontrò Hitler a mwcaeSalisburgo: durante questo colloquio i due capi di governo si accordarono per scatenare a breve una grande offensiva in Africa settentrionale. Tra il 26 maggio e il 21 giugno le truppe dell'Asse si resero protagoniste di una vittoriosa avanzata in Libia (mwcaibattaglia di Ain el-Gazala), che portò, tra l'altro, alla caduta di mwcamTobruch (20 giugno), assediata da oltre un anno. Le armate di mwcaqErwin Rommel si trovavano a soli 100 chilometri circa da mwcauAlessandria d'Egitto, che, secondo le previsioni dei plenipotenziari italiani e tedeschi, avrebbe dovuto esser raggiunta in poco tempo. Il 29 giugno Mussolini partì per la Libia, dove si trattenne sino al 20 luglio. Tra l'1 e il 29 luglio si combatté la mwcayPrima battaglia di El Alamein: le truppe italo-tedesche tentarono invano di sfondare le linee difensive inglesi. Fra il 31 agosto e il 5 settembre fallì, con la mwcacbattaglia di Alam Halfa, l'ultimo tentativo di sfondamento delle armate del Patto Tripartito. Nella mwcagseconda battaglia di El Alamein (combattuta tra il 23 ottobre e il 3 novembre) le truppe del Commonwealth del generale mwcakBernard Law Montgomery (che in agosto aveva sostituito al comando il generale mwcaoClaude Auchinleck) sconfissero gli avversari, costringendoli a un disastroso ripiegamento.

L'avanzata inglese si rivelò incontenibile: l'8 novembre 1942, con l'mwcawoperazione Torch, le truppe anglo-americane sbarcarono in Marocco e in Algeria (amministrate fino ad allora dalla mwca0Francia di Vichy, stato teoricamente neutrale), la Libia venne rapidamente perduta (il 23 gennaio mwca41943 cadde Tripoli), e le truppe italo-tedesche ripararono in mwca8Tunisia (che l'Asse aveva fatto occupare in gennaio). Il 13 maggio le ultime truppe dell'Asse, al comando del generale Messe, si arresero. Mussolini stesso diede l'ordine a Messe di accettare la resa e contestualmente lo nominò Maresciallo.

Nel novembre e nel dicembre 1942, Mussolini, abbattuto e depresso, si lasciò sostituire da mwcbeCiano in due colloqui con Hitler. Il 2 dicembre, dopo 18 mesi di silenzio e conscio dei recenti rivolgimenti, tornò a parlare al popolo italiano da mwcbiPalazzo Venezia.

Dal 7 al 10 aprile 1943 Mussolini incontrò Hitler a Klessheim (nei dintorni di Salisburgo). Sempre più pessimista sull'esito della guerra, gli propose di giungere a un armistizio coi sovietici, al fine di concentrare gli sforzi sugli altri fronti di guerra. Il Führer rimase irremovibile sulle sue posizioni. Hitler capì che Mussolini voleva tirare fuori l'Italia dal conflitto, ma se avesse acconsentito avrebbe creato un precedente cui si sarebbero poi appellate tutte le nazioni dell'Asse.cite-ref-258[258]

Intanto in Italia si diffusero pressioni sul re affinché licenziasse Mussolini e si rivolgesse agli anglo-americani, anche attraverso la mediazione della mwcbkSanta Sede. Tali richieste provenivano soprattutto da ambienti militari, per i quali la guerra era ormai perduta. Stava maturando anche nelle alte sfere del regime il convincimento che se il re avesse allontanato Mussolini dal governo, al popolo italiano sarebbe stata risparmiata una catastrofe maggiore. Berlino venne a conoscenza di questi tentativi di fronda dagli informatori dislocati sulla penisola.cite-ref-259[259]

La notte tra il 9 luglio e il 10 luglio gli anglo-americani sbarcarono in mwcb8Sicilia, avanzando nell'isola.cite-ref-260[260] Gli eserciti alleati svilupparono una doppia azione: cominciarono a risalire il Paese dal sud e lo bombardavano al nord.

Il 13 luglio un gruppo di gerarchi, guidato da mwccuRoberto Farinacci, si riunì per decidere il da farsi. In una seconda riunione il 16 luglio, essi chiesero la convocazione del Gran Consiglio del Fascismo, non più riunitosi dal 1939.cite-ref-261[261]

La sfiducia e la destituzione da parte del Re

La Sicilia era stata da poco invasa dalle truppe alleate e Mussolini decise di scrivere a Hitler per manifestare all'alleato l'impossibilità per l'Italia di continuare il conflitto. Ma il Führer lo prese in contropiede, annunciandogli la sua venuta in Italia per incontrarlo di persona.cite-ref-262[262] Il vertice era previsto dal 19 luglio al 21 luglio 1943 nella villa del senatore mwcdiAchille Gaggia a San Fermo, frazione di mwcdmBelluno, anche se l'incontro è comunemente noto come "incontro di mwcdqFeltre". Era intenzione di Mussolini dire a Hitler che l'Italia era «costretta a cercare una via d'uscita dall'alleanza e dalla guerra». I tedeschi, dal canto loro, avevano perduto fiducia negli italiani e volevano solamente occupare militarmente il più presto possibile l'Italia settentrionale e centrale, lasciando l'Esercito italiano solo a difendere il resto del Paese dagli Alleati. Per di più, essi proposero che il Comando Supremo dell'Asse nella Penisola fosse assunto da un generale tedesco, possibilmente mwcduErwin Rommel. Le prime due ore dell'incontro furono occupate dal consueto monologo di Hitler, che incolpava gli italiani per la loro fiacca mwcdyperformance militare, chiedendo di applicare misure draconiane: il Führer, mise chiaramente le carte in tavola e Mussolini, inchiodato alle sue responsabilità, fu perfino incapace di profferire parola, rimanendo in silenzio.

La riunione fu improvvisamente interrotta quando un consigliere italiano entrò nella sala e annunciò a Mussolini che in quel momento gli Alleati stavano per la prima volta mwcdgbombardando pesantemente Roma. La capitale era stata attaccata da una flotta statunitense di circa 200 aeroplani, che avevano colpito soprattutto la zona di mwcdkSan Lorenzo.

Durante la pausa per il pranzo, i generali Ambrosio e Bastianini (che facevano parte della delegazione italiana) pressarono il Duce affinché dicesse al Führer che una soluzione politica alla guerra era necessaria, ma Mussolini replicò che per mesi era stato tormentato dai dubbi circa l'abbandono dell'alleanza con la Germania o la continuazione della guerra: provava soggezione in presenza del cancelliere tedesco e, non potendo superare il proprio senso d'inferiorità, non ebbe il coraggio di parlare francamente con Hitler di persona.

Dopo il pranzo Mussolini interruppe l'incontro perché non riusciva più a trovare le forze - fisiche e psichiche - per proseguire i colloqui. Il vertice, che sarebbe dovuto durare tre giorni, si risolse in tre ore e mezzo.cite-ref-263[263] Le delegazioni tornarono a Belluno via treno; Mussolini, dopo aver salutato Hitler, tornò a Roma nel pomeriggio guidando l'aereo personale. Sorvolando il cielo di Roma egli potette vedere i quartieri orientali della città che ancora bruciavano.

Mussolini spiegò così il suo stato d'animo dopo il fallimento del vertice di Villa Gaggia, replicando alle voci che lo sollecitavano a portare l'Italia fuori dal conflitto:

«Credete forse che questo problema io non lo senta agitarsi da tempo nel mio spirito travagliato? Ammetto l'ipotesi di sganciarsi dalla Germania: la cosa è semplice, si lancia un [messaggio via] radio al nemico. Quali saranno le conseguenze? Eppoi, si fa presto a dire sganciarsi dalla Germania. Credete forse che Hitler ci lascerebbe libertà d'azione?

»

Il 21 luglio Mussolini concesse la convocazione del mwcegGran Consiglio del fascismo per sabato 24, ma ordinò di non divulgare la notizia agli organi di stampa. Il 22 (giovedì) si recò in mattinata dal Re per il consueto colloquio,cite-ref-265[265] durante il quale riferì al sovrano dell'incontro con Hitler e della convocazione del consiglio. Si esaminarono i pro e i contro di un eventuale mutamento di alleanze. Venne paventata l'ipotesi che la Germania volesse annettersi i territori conquistati dall'Italia in seguito alla mwce0prima guerra mondiale (mwce4Alto Adige, mwce8Istria, mwcfaFiume e mwcfeDalmazia).cite-ref-cita-ciabattini-266-0[266]

I due furono d'accordo sulla decisione di trarre l'Italia fuori dal conflitto, lasciando l'Asse alla sua sorte, ma il presupposto indispensabile era che il Duce lasciasse il potere. Il Re ricordò infatti a Mussolini che gli Alleati anglo-americani dopo la mwcfcconferenza di Casablanca consideravano la sua permanenza al governo come un ostacolo a qualsiasi trattativa.cite-ref-267[267] Nel primo pomeriggio dello stesso giorno Mussolini ricevette e prese in esame l'mwcfwordine del giorno (corredato dalle firme dei gerarchi che lo sostenevano) che mwcf0Dino Grandi intendeva presentare alla seduta del 24. Lo definì "inammissibile e vile".cite-ref-cita-ciabattini-266-1[266] Poi ricevette in udienza Grandi in persona. I due discussero gli ultimi avvenimenti politici, poi l'ordine del giorno. Grandi esortò Mussolini a rassegnare volontariamente le dimissioni. Il Duce lo ascoltò senza lasciar trasparire nessuna emozione.

Nel pomeriggio di sabato 24 luglio, a porte chiuse, iniziò la lunga seduta del Gran Consiglio che si concluse alle prime ore del giorno successivo (25 luglio), con l'approvazione dell'ordine del giorno presentato da Dino Grandi. Venne di fatto approvata l'esautorazione di Mussolini dai suoi incarichi di governo. La votazione, seppur significativa (in quanto votata dai massimi rappresentanti del Partito fascista), non aveva mwcgmde iure alcun valore, poiché per legge il Capo del Governo era responsabile del proprio operato solo dinanzi al Sovrano, il quale era l'unico a poterlo destituire.

La mattina di domenica 25 luglio, dopo essersi recato regolarmente nel suo studio di mwcguPalazzo Venezia per occuparsi degli affari correnti, Mussolini chiese al sovrano di poter anticipare l'abituale colloquio del lunedì. Si presentò alle 17 a Villa Savoia (oggi mwcgyVilla Ada) insieme al suo segretario mwcgcNicola De Cesare.

mwcgkVittorio Emanuele III comunicò a Mussolini la sua sostituzione come Capo del Governo con il maresciallo mwcgoPietro Badoglio, garantendogli l'incolumità. Il duce deposto non era però al corrente delle reali intenzioni del monarca, che aveva fatto circondare l'edificio da duecento mwcgscarabinieri, ordinando loro di porre sotto scorta Mussolini.

Il tenente colonnello mwcg0Giovanni Frignani,cite-ref-ardeatine-268-0[268] che coordinava l'operazione, espose telefonicamente ai capitani mwchiPaolo Vigneri e mwchmRaffaele Aversacite-ref-ardeatine-268-1[268] gli ordini del re. I carabinieri fecero salire Mussolini e De Cesare in un'autoambulanza della mwchgCroce Rossa Italiana, senza specificare loro la destinazione, ma rassicurandoli sulla necessità di tutelare l'incolumità dell'ex capo del governo (pomeriggio del 25 luglio).

In realtà, Vittorio Emanuele III aveva ordinato di arrestare Mussolini. Secondo alcuni autori il re fu spinto a questa decisione anche al fine di salvare il destino della propria dinastia, che rischiava di essere considerata definitivamente compromessa col fascismo.

L'mwch0armistizio fra l'Italia e gli Alleati, firmato il 3 settembre e reso noto la sera dell'8 mwch4senza precise istruzioni per le truppe italiane, lasciò nella confusione più totale un Paese già allo sbando. L'Italia si spaccò, in quella che è stata poi definita una mwch8guerra civile, tra coloro che si schierarono con gli Alleati (che controllavano parte del Meridione e la Sicilia), e coloro che invece accettarono di proseguire il conflitto a fianco dei tedeschi (che avevano intanto occupato gran parte della penisola, incontrando una debole resistenza da parte delle truppe italiane dislocate alle frontiere e nei pressi di Roma e di altre località).

Frattanto il re, con parte della famiglia, Badoglio e i suoi principali collaboratori, mwciefuggiva da Roma, ponendosi sotto la protezione degli ex nemici: in mwciiPuglia costituì un governo sotto supervisione alleata, che dichiarò guerra alla Germania il 13 ottobre.

La Repubblica Sociale Italiana e gli ultimi anni

L'arresto e la liberazione a opera dei tedeschi

Mussolini, subito dopo il suo arresto, fu dapprima trattenuto in una caserma dei carabinieri a Roma. Su sua richiesta, Badoglio pensava di trasferirlo alla mwcigRocca delle Caminate (residenza di Mussolini a Predappio, dal 1927), ma il prefetto di mwcikForlì, mwcioMarcello Bofondi, fascista della prima ora, sentito telegraficamente, si oppose recisamente, sostenendo, in un tal caso, di non poter garantire l'ordine pubblico.cite-ref-269[269]

Così Mussolini venne invece trasportato prima a mwcjaGaeta e da lì, venne imbarcato a bordo della corvetta mwcjePersefone della mwcjiRegia Marinamwcjm, intorno alle ore 22.00 del 27 luglio, alla volta dell'isola di mwcjqVentotene. Affidato da mwcjuPietro Badoglio alle cure dell'ammiraglio mwcjyFrancesco Maugeri, dei Servizi segreti della Regia Marina,cite-ref-270[270] dell'ispettore generale di Pubblica Sicurezza Saverio Polito, esponente dell'mwcjwOVRAcite-ref-271[271], e del colonnello dei mwckeCarabinieri Antonio Pelaghi,cite-ref-272[272] alla colonia penale di Ventotene Mussolini non giungerà mai per l'opposizione ferma del direttore della colonia, il commissario di p.s. mwckcMarcello Guida. Così Mussolini sarà sbarcato nell'mwckgisola di Ponza (dal 28 luglio al 7 agosto)cite-ref-273[273], dove lo vide il suo amico/avversario di sempre, mwck0Pietro Nenni, che scriverà nel suo diariocite-ref-274[274]:

«Ora vedo col cannocchiale Mussolini: è anch'egli alla finestra, in maniche di camicia e si passa nervosamente il fazzoletto sulla fronte. Scherzi del destino! Trenta anni fa eravamo in carcere assieme, legati da un'amicizia che paresse sfidare le tempeste della vita... Oggi eccoci entrambi confinati nella stessa isola: io per decisione sua, egli per decisione del re e delle camarille di corte, militari e finanziarie, che si sono servite di lui contro di noi e contro il popolo e che oggi di lui si disfano nella speranza di sopravvivere al crollo del fascismo.»

Anche Mussolini rievocherà l'episodio, attribuendosi il merito di aver salvato la vita del mwcluleader socialista:cite-ref-275[275]cite-ref-276[276]

«Quando dopo il 25 luglio mi tradussero a Ponza, vi era confinato anche Nenni. Oggi sarà un uomo libero. Ma se è ancora in vita, lo deve proprio a me. Sono molti anni che non lo vedo, ma non credo sia cambiato molto.»

Tuttavia a Ponza mancavano i requisiti minimi di sicurezza. Per depistare i tedeschi, Mussolini venne trasferito da Ponza a mwcmeLa Spezia, dove un incrociatore lo portò quindi sull'mwcmiisola della Maddalena, presso la costa nord-orientale della mwcmmSardegna (7 agosto-27 agosto 1943). Ma i tedeschi erano ormai sulle sue tracce: mwcmqOtto Skorzeny, comandante mwcmuSS di un corpo di Kommando, incaricato direttamente da Hitler di rintracciare e liberare l'ex-Duce, progettò un assalto della mwcmyKriegsmarine a villa Weber, dove il dittatore deposto era alloggiato. Tuttavia, il 27 agosto, proprio il giorno prima di quello previsto per l'attacco, un mwcmcidrovolante della mwcmgCroce Rossa lasciò le acque della Maddalena con a bordo il prigioniero: la destinazione era mwcmkCampo Imperatore, sul mwcmoGran Sasso in mwcmsAbruzzo, luogo ritenuto inattaccabile dall'esterno. Mussolini, che si sentiva ormai finito, si tagliò le arterie dei polsi in quello che apparve un tentativo di suicidio, ma si procurò solo ferite superficiali e venne medicato.cite-ref-277[277] Alfonso Nisi, inviato del tenente Faiola a Campo Imperatore, nella sua testimonianza notò che non ci fu un vero tentativo di suicidio, ma solo un momento di sconforto.cite-ref-278[278] Il 12 settembre scattò l'mwcnqOperazione Quercia: Mussolini venne liberato da un commando di paracadutisti tedeschi (mwcnuFallschirmjäger-Lehrbataillon) del generale mwcnyKurt Student, con la partecipazione del capitano delle SS mwcncOtto Skorzeny.

Mussolini venne subito tradotto in aereo in mwcn8Germania, dove il 14 settembre incontrò Hitler a mwcoaRastenburg. Questi lo invitò a formare una mwcoerepubblica protetta dai tedeschi.cite-ref-279[279] Il 18 settembre, da mwcoyMonaco Mussolini pronunciò alla radio il suo primo discorso dopo l'arresto del 25 luglio:

«... Dopo un lungo silenzio ecco che nuovamente vi giunge la mia voce e sono sicuro che voi la riconoscete...»

Dopo aver fatto un'ampia esposizione su ciò che stava avvenendo in Italia, addossò la responsabilità della sua destituzione al Re, ai generali e ai gerarchi fascisti, che accusò di alto tradimento. Alla fine del discorso annunciò la ricostituzione dello Stato, delle sue Forze armate e del partito fascista, con la nuova denominazione di mwcooPartito Fascista Repubblicano ("PFR").

Mussolini ritornò in Italia il 23 settembre e costituì un nuovo governo, che si riunì per la prima volta il 27 settembre alla Rocca delle Caminate.

La Repubblica Sociale Italiana

Di fatto, la neonata mwcpaRepubblica Sociale Italiana (RSI) era uno Stato controllato dai tedeschi e a Mussolini venne concessa poca libertà di azione. Solo sull'ambito economico e sull'organizzazione militare dei soldati italiani aderenti alla RSI, Mussolini e i suoi gerarchi avevano una certa autonomia. Hitler intanto aveva posto sotto il diretto controllo del mwcpeReich l'intera area nord-orientale dello Stato italiano (ovvero le province di mwcpiTrento, mwcpmBolzano, mwcpqBelluno, mwcpuUdine, mwcpyGorizia, mwcpcTrieste, mwcpgFiume, mwcpkLubianacite-ref-280[280] e mwcp4Zara), nonché i territori precedentemente italiani o sotto il controllo italiano al di fuori della penisola (le truppe tedesche, nei giorni immediatamente successivi all'mwcp8armistizio di Cassibile, occuparono l'mwcqaAlbania, che, essendo unita all'Italia tramite la corona dei Savoia, fu dichiarata "indipendente" e gli mwcqeustascia si annessero d'arbitrio alla mwcqiDalmazia, esclusa Zara).

Tra il 23 e il 27 settembre 1943 Mussolini si insediò a mwcqqGargnano, sul mwcqulago di Garda; tuttavia, la maggior parte degli uffici governativi era distribuita in località limitrofe, fino a mwcqyBrescia. L'agenzia di stampa ufficiale s'installò a mwcqcSalò, da cui il nome non ufficiale di "Repubblica di Salò", a causa dell'intestazione dei comunicati radiostampa.

Il 14 novembre si tenne a mwcqkVerona la prima assemblea nazionale del Partito Fascista Repubblicano, durante la quale venne redatto il mwcqomwcqsManifesto di Verona, ovvero il programma di governo del PFR. Mussolini (che ricopriva la carica di "duce, capo del governo" della repubblica mwcqwde facto, essendo tale carica prevista nel mwcq0Manifesto, ma non essendo stata da lui assunta in forza di elezioni) annunciò che sarebbe stata rimandata al termine del conflitto la convocazione di un'assemblea costituzionale per la redazione della Costituzione della RSI, della quale si era prefigurata la convocazione il 13 ottobre.

L'8 dicembre venne costituita con decreto la mwcq8Guardia Nazionale Repubblicana (GNR), posta al comando di mwcraRenato Ricci. In essa confluirono parte degli effettivi dei Reali Carabinieri (corpo che venne disciolto), della mwcrePolizia dell'Africa Italiana e della MSVN (mai ufficialmente disciolta sino a tale data). Inoltre, alcune migliaia di reclute italiane furono inviate in Germania per essere addestrate e formare quattro divisioni (mwcriDivisione Alpina Monterosa, San Marco, Littorio e Italia).

Tra l'8 e il 10 gennaio 1944 si tenne il mwcrqprocesso di Verona, nel quale vennero giudicati i gerarchi "traditori" che si erano schierati contro Mussolini il 25 luglio 1943: tra questi, fu condannato a morte il genero del duce, mwcruGaleazzo Ciano. Non è noto se Mussolini non avesse voluto salvare la vita al marito di sua figlia (nonché dei suoi ex collaboratori) oppure se non avesse effettivamente potuto influire sui verdetti del tribunale giudicante, data la pesante ingerenza tedesca. È invece quasi certo che le istanze di grazia presentate dai condannati non furono inoltrate direttamente a Mussolini per volontà di mwcryAlessandro Pavolini, il quale, da un lato, voleva impedire un eventuale "cedimento sentimentale" del duce e il conseguente mwcrcplacet alla grazia, dall'altro intendeva risparmiare al duce l'angoscia della scelta, per lui "obbligata".cite-ref-281[281]

Il 21 aprile il duce incontrò Hitler a Klessheim e il 15 luglio si recò in Germania per ispezionare le quattro divisioni italiane che gli ufficiali tedeschi stavano addestrando. Il 20, giorno dell'mwcr0attentato di von Stauffenberg, rivide Hitler per l'ultima volta.

Il 16 dicembre, al mwcsqTeatro Lirico di Milanocite-ref-282[282], pronunciò il suo primo e ultimo discorso pubblico dalla costituzione della RSI. Parlò delle mwcsk"armi segrete" tedesche, di cui Hitler gli avrebbe dato prova, e della possibilità di mantenere "la valle del Po" con le unghie e coi denti. Inoltre, affermò la volontà della RSI di procedere alla socializzazione dell'Italia.

Nell'aprile 1945, sempre più isolato e impotente, dopo che il fronte della mwcssLinea Gotica aveva ceduto e le forze tedesche in Italia erano ormai in rotta, Mussolini si trasferì a mwcswMilano. Tra il 20 e il 22 aprile rilasciò la sua ultima intervista, a Gian Gaetano Cabella, direttore de mwcs0Il Popolo di Alessandria. Il 25 aprile ottenne un incontro con il cardinale mwcs4Ildefonso Schuster, che stava tentando di mediare con il CLNAI (mwcs8Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) la resa delle forze fasciste, nella speranza di evitare ulteriori spargimenti di sangue. Tuttavia, l'indecisione di Mussolini e l'intransigenza delle parti resero impossibile qualsiasi accordo. I comandi delle SS tedesche (generale mwctaWolff), poco prima dell'arrivo del duce, fecero sapere al cardinale di non aver più bisogno di lui, avendo essi nel frattempo stretto un patto separato con gli Alleati (all'oscuro di Hitler) e con uomini vicini al CLN.cite-ref-283[283] Appresa da Schuster la notizia, Mussolini si sentì tradito e definitivamente abbandonato anche dai tedeschi, interruppe la discussione e lasciò precipitosamente l'arcivescovado.cite-ref-284[284]

Nonostante il parere contrario di parte del suo seguito, Mussolini decise quindi di lasciare Milano. I motivi della decisione non sono del tutto chiari (nei giorni precedenti si era parlato di un'ultima resistenza in un possibile "mwctoridotto della Valtellina"). Alcuni sostengono che se l'intento fosse stato solo quello della fuga, Mussolini avrebbe potuto utilizzare il trimotore mwctsSM79 pronto all'aeroporto di mwctwBresso, con il quale alcuni personaggi minori della RSI e parte della famiglia Petacci ripararono in Spagna il 26 aprile.cite-ref-285[285] Si è anche supposto che Mussolini, nell'improbabilità di uscirne indenne, volesse a tutti i costi evitare di cadere nelle mani degli Alleati,cite-ref-286[286] pur nella consapevolezza che, se fosse finito in mano ai partigiani, sarebbe stato certamente giustiziato.cite-ref-287[287]

Nel tardo pomeriggio del 25 aprile, la colonna di Mussolini partì dalla prefettura alla volta di mwcvmComo, per poi proseguire quasi subito verso mwcvqMenaggio, lungo la sponda occidentale del mwcvulago (anziché verso la più sicura sponda orientale, come proposto dal capo del Partito Fascista Repubblicano mwcvyAlessandro Pavolini).cite-ref-288[288] Mussolini trascorse l'ultima notte da uomo libero pernottando in un albergo del piccolo comune di mwcvsGrandola, a pochi chilometri dal confine svizzero. Il giorno dopo, Mussolini, insieme a pochi fedeli e a Claretta Petacci, che lo aveva frattanto raggiunto, ridiscese verso il lago. Sulla mwcvwstatale Regina si unì a una colonna della contraerea tedesca in ritirata e alla colonna di Pavolini, che, arrivato a Como in mattinata, aveva subito proseguito lungo il lago.

La colonna venne fermata a mwcv4Musso alle ore 6:30 dai mwcv8partigiani della mwcwa52ª Brigata Garibaldi "Luigi Clerici" al comando di mwcwePier Luigi Bellini delle Stelle (nome di battaglia "Pedro"). Dopo lunghe trattative, si giunse all'accordo che i tedeschi avrebbero potuto proseguire dopo una perquisizione, mentre gli italiani dovevano essere consegnati. Mussolini fu convinto dal tenente SS Birzer, incaricato di custodirlo dal suo comando poco prima della partenza da mwcwiGargnano, a nascondersi su un camion tedesco indossando un cappotto da sottufficiale e un elmetto. Dopo pochi chilometri la colonna venne fermata a mwcwmDongo e, durante l'ispezione, Mussolini fu riconosciuto dal partigiano Giuseppe Negri, detto "Biondino", e subito arrestato dal vice commissario mwcwqUrbano Lazzaro, detto "Bill".cite-ref-289[289]

Nel municipio di mwcwoDongo fu interrogato e in serata, per sicurezza, trasferito a mwcwsGermasino, nella caserma della Guardia di Finanza. Durante la notte, fu ricongiunto con mwcwwClaretta Petacci e insieme si pensava di trasferirli a mwcw0Brunate, per poi condurli in un secondo tempo a mwcw4Milano, ma, durante il percorso, numerosi posti di blocco convinsero gli accompagnatori mwcw8Luigi Canali ("Neri"), mwcxaMichele Moretti ("Pietro") e mwcxeGiuseppina Tuissi ("Gianna") a desistere e a trovare una diversa destinazione. Per questo vennero portati a mwcxiBonzanigo e ospitati presso amici.

La morte

«Qui Radio Milano liberata!»

(Comunicato di Radio Milano, che in seguito annuncerà la cattura e la successiva esecuzione di Benito Mussolini, Claretta Petacci e altri gerarchi fascisti.)

Pochi giorni prima era stato emesso un comunicato del mwcycCLNcite-ref-290[290] nel quale si esprimeva la necessità di una rinascita sociale e politica dell'Italia, attuabile solo attraverso l'uccisione di Mussolini e la distruzione di ogni simbolo del PNF. Il documento era firmato da tutti i componenti del CLN (mwcywPartito Comunista Italiano, mwcy0Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, mwcy4Democrazia del Lavoro, mwcy8Partito d'Azione, mwczaDemocrazia Cristiana, mwczePartito Liberale Italiano).

La decisione di dar corso pratico al comunicato fu presa da coloro che detenevano Mussolini nell'arco di poche ore, in un contesto in cui era molto difficile mettersi in contatto con Roma e far riunire il mwczmComitato di Liberazione Nazionale. I partigiani che lo avevano catturato informarono (usando il telefono di una centrale idroelettrica) il comando di Milano, che mandò subito un reparto di partigiani appena arrivati dall'Oltrepò Pavese e alcuni emissari politici (mwczqAldo Lampredi, mwczuPietro Vergani e mwczyWalter Audisio).

Secondo mwczgRaffaele Cadorna,cite-ref-291[291] nell'impossibilità di contattare il CLN, venne presa la decisione che facesse il miglior interesse dell'Italia. Cadorna sosteneva che se Mussolini fosse stato consegnato agli Alleati ne sarebbe scaturito un processo a un intero ventennio di politica italiana, nel quale sarebbe stato difficile separare le responsabilità di un popolo da quelle del suo condottiero. Nel conseguente discredito, l'eventuale sopravvivenza di Mussolini non avrebbe avuto alcuna utilità. La mattina del 28 aprile mwcz0Leo Valiani portò a Cadorna un ordine di esecuzione a firma del CLNAI, riferendogli che si trattava della decisione raggiunta da Valiani medesimo insieme a mwcz4Luigi Longo, mwcz8Emilio Sereni e mwc0aSandro Pertini la sera precedente: uccidere Mussolini senza processo, data l'urgenza.cite-ref-292[292]

L'esecuzione avvenne il 28 aprile 1945. Mussolini venne fucilato assieme a Claretta Petacci a mwc0wGiulino di Mezzegra in via XXIV maggio, in corrispondenza del muretto del cancello di Villa Belmonte, a 21mwc00 km da mwc04Dongo.cite-ref-293[293] I tempi e i modi dell'esecuzione furono dettati anche dalla volontà di evitare interferenze da parte degli Alleati, che avrebbero preferito catturare Mussolini e processarlo davanti a una corte internazionale.

Nel frattempo, a Dongo, un altro gruppo del reparto di partigiani delle mwc14Brigate Garibaldi sopraggiunti dall'Oltrepò Pavese fucilava i gerarchi del seguito di Mussolini, tra i quali il filologo mwc18Goffredo Coppola (allora rettore dell'mwc2aUniversità di Bologna), mwc2eAlessandro Pavolini (segretario del mwc2iPFR), mwc2mNicola Bombacci (che era stato uno dei fondatori del mwc2qPartito Comunista d'Italia e che aveva successivamente aderito alla mwc2uRSI), il ministro dell'economia mwc2yPaolo Zerbino, il ministro della cultura popolare mwc2cFerdinando Mezzasoma e mwc2gMarcello Petacci (fratello di Claretta), che si era unito alla colonna a Como nel tentativo di dissuadere la sorella dal seguire Mussolini.

I corpi di Mussolini e degli altri giustiziati furono poi trasportati a mwc2oMilano, dove arrivarono in serata. In via Fabio Filzi, quando da poco erano superate le 22:00, mwc2sWalter Audisio e i suoi uomini vennero fermati a un posto di blocco da mwc2wsappisti della mwc20Pirelli Brusada appartenenti alla 110ª mwc24Brigata Garibaldi che volevano ispezionare l'autofurgone in cui erano i corpi. Al rifiuto di mwc28Walter Audisio seguirono lunghi momenti di tensione, risolti solo con l'intervento del Comando generale.cite-ref-294[294] I corpi arrivarono così in mwc3qpiazzale Loreto verso le tre di notte.cite-ref-isec-295-0[295] Vennero scaricati nello stesso luogo in cui il 10 agosto 1944 erano stati mwc3kfucilati e lasciati esposti al pubblico quindici partigiani (come rappresaglia per un attentato non rivendicato).cite-ref-296[296] mwc34Sappisti della 110ª mwc38Brigata Garibaldi montarono la guardia fino alle 7 del mattino.cite-ref-isec-295-1[295]

La gente accorsa ben presto in piazza prese a insultare i cadaveri, infierendo su di loro con sputi, calci, spari e altri oltraggi, accanendosi in particolare sul corpo di Mussolini. Il servizio d'ordine, composto di pochi partigiani e vigili del fuoco, decise quindi di appendere i corpi a testa in giù alla pensilina di un distributore di benzina. Ai cadaveri si aggiunse poco dopo quello di mwc4uAchille Starace (già segretario del PNF ma caduto in disgrazia e privo di cariche nella RSI), fermato per le strade di Milano mentre faceva mwc4yjogging e fucilato alla schiena dopo un processo sommario.cite-ref-297[297]cite-ref-298[298] Passate alcune ore, su pressione delle autorità militari alleate, preoccupate per la tutela dell'ordine pubblico, i corpi furono trasportati all'obitorio.cite-ref-299[299] Il cadavere di Mussolini fu sottoposto a un'approfondita ricognizione; quello della Petacci fu solo composto in una bara.cite-ref-300[300]

L'uccisione di Mussolini e della Petacci e la decisione di esporre i corpi al pubblico ludibrio ricevettero successivamente numerose critiche, anche da parte di esponenti della Resistenza antifascista.cite-ref-301[301] Lo stesso mwc6eFerruccio Parri, capo del CLN, definì la vicenda "uno spettacolo da macelleria messicana" e mwc6iPertini dichiarò: «A Piazzale Loreto l'insurrezione si è disonorata». Ancora oggi alcuni si interrogano sulla legittimità dell'accaduto e sulle motivazioni che vi condussero. Non è tuttavia possibile esprimere una valutazione univoca e oggettiva, che non tenga conto delle circostanze e del contesto storico. Il solo dato di fatto che si può osservare è che in Italia non fu celebrato un processo giudiziario nei confronti dei gerarchi fascisti paragonabile a mwc6mquello tenutosi a Norimberga contro il nazismo.

Nell'aprile del 1946 la salma di Mussolini fu trafugata dal mwc6ucimitero di Musocco da un gruppo di fascisti del mwc6yPartito Democratico Fascista, capitanati da mwc6cDomenico Leccisi. Il corpo fu portato a mwc6gMadesimo e successivamente alla mwc6kCertosa di Pavia.cite-ref-302[302] Dopo la restituzione alla famiglia, nel mwc641956, la salma fu traslata nella cappella di mwc68Predappio.cite-ref-303[303]

La caduta di Mussolini e il timore del risorgere nell'immediato dopoguerra di tendenze neofasciste determinò l'introduzione del reato di mwc7uapologia del fascismo.

Il pensiero politico

«La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe.»

(Da un discorso pronunciato nell'atrio del municipio di Torino da Mussolini, 24 ottobre 1923)

Nel 1932, presumibilmente insieme a mwc7oGiovanni Gentile (o comunque sotto la sua influenza), Mussolini scrisse la voce "fascismo" per l'mwc7senciclopedia Treccani, in cui precisava la dottrina del suo partito.

L'ultima intervista

Il 20 aprile 1945, pochi giorni prima dell'ultimo disperato e vano tentativo di fuga verso la Germania, e tre giorni prima del suo ultimo discorso pubblico tenuto davanti ai fedelissimi raccolti nel cortile della Prefettura di Milano, Mussolini avrebbe concesso la sua ultima intervista. Il suo interlocutore fu il direttore del Popolo di Alessandria, Gian Gaetano Cabella. In realtà, più che di un'intervista si trattò di un monologo del Duce del fascismo, quasi un suo atto testamentario. Di questa intervista dà conto il libro Mussolini. Duce si diventa, pubblicato a cura di Remigio Zizzo nel 2003cite-ref-304[304]. Bisogna tenere conto che la maggior parte degli storici tende comunque a definire il "testamento" come un falso storico a opera del solo Cabella, già noto per precedenti casi di falsificazione di documenti.cite-ref-305[305]

L'esordio, lapidario, di Mussolini fu una Intervista o testamento?.
«Siamo stati i soli ad opporci ai primi conati espansionistici della Germania; mandai – affermava Mussolini – le divisioni al Brennero; ma nessun gabinetto europeo mi appoggiò. [...] Una caldaia non scoppia se si fa funzionare a tempo una valvola. Ma se invece la si chiude ermeticamente, esplode».

"Mussolini voleva la pace e questo gli fu impedito", è la conclusione a cui il capo del fascismo, ormai avviato al declino, giunse.

«Lasciate passare questi anni di bufera - proseguiva poi Mussolini - Un giovane sorgerà. Un puro. Un capo che dovrà immancabilmente agitare le idee del Fascismo. [...] Non so se Churchill è, come me, tranquillo e sereno. Ricordatevi bene: abbiamo spaventato il mondo dei grandi affaristi e degli speculatori. Essi non hanno voluto che ci fosse data la possibilità di vivere. Se le vicende di questa guerra fossero state favorevoli all'Asse, io avrei proposto al Führer, a vittoria ottenuta, la socializzazione mondiale [...] Mi hanno rinfacciato la forma tirannica di disciplina che imponevo agli Italiani. Come la rimpiangeranno. E dovrà tornare se gli Italiani vorranno essere ancora un popolo e non un agglomerato di schiavi».

Mussolini ammise che non vi fu un principio ispiratore preciso che portò alla nascita del movimento, che originò da un "bisogno d'azione e fu azione". Proprio per questo motivo, durante tutto il ventennio, il Fascismo si caratterizzò per la coesistenza al suo interno di istanze e correnti di pensiero minoritarie fortemente differenti e apparentemente poco conciliabili tra loro (come dimostrato, in particolare, durante lo mwc8yscandalo Belloni del 1928-1930).

Emblematico, da questo punto di vista, è il mwc8gprogramma di San Sepolcro, col quale il movimento dei Fasci di Combattimento si presentò alle elezioni del 1919. In esso erano espresse proposte fortemente progressiste, molte delle quali furono poi man mano abbandonate dal movimento entro l'ottobre 1922 (tra queste l'originale carattere antimonarchico e anticlericale del fascismo, che avrebbe pregiudicato ogni compromesso con la monarchia italiana e col clero), per essere poi riaffermate, anche se prevalentemente solo a livello propagandistico, dal mwc8kPartito Fascista Repubblicano. Il fascismo sansepolcrista chiese la concessione del mwc8osuffragio universale, una riforma elettorale in senso proporzionale, la riduzione dell'età di voto a 18 anni e dell'orario di lavoro a otto ore giornaliere, i salari minimi garantiti, la gestione statale (o meglio da parte di cooperative di lavoratori) dei servizi pubblici, la progressività della tassazione, la nazionalizzazione delle fabbriche d'armi, l'eliminazione della nomina regia del Senato e la convocazione di un'assemblea che permettesse ai cittadini di scegliere se l'Italia dovesse essere una mwc8smonarchia o una mwc8wrepubblica.

Riprendendo quanto accennato sopra, la nota dominante del pensiero mussoliniano fu l'attivismo (questo fu uno dei principali motivi per i quali il fascismo esaltò l'intraprendenza e la vitalità della gioventù - facendo di mwc84mwc88Giovinezza il proprio inno - e l'idea di un uomo agonisticamente attivo e preparato): non conta ciò che si è fatto, ma ciò che vi è ancora da fare.

A tal proposito, le principali ambizioni del fascismo furono:

• la rifondazione dell'mwc9mImpero romano, attraverso una politica aggressiva di potenza (la mwc9qguerra è «positiva» perché «imprime un sigillo di nobiltà al popolo che l'affronta»), per mezzo della quale l'Italia avrebbe dovuto assurgere al ruolo di guida e modello per le altre nazioni a livello politico, economico e spirituale. A tale scopo si insistette sulla necessità di un esercito forte e ben strutturato (pur non riuscendo a raggiungere in tal senso un risultato concreto). Emblematica, sotto questo punto di vista, è la volontà mussoliniana, ampiamente propagandata;cite-ref-306[306]cite-ref-307[307]
• la creazione di un «italiano nuovo», eroico, dotato di senso di appartenenza alla nazione, in grado con la propria azione di forgiare la storia, inserito in uno Stato che ne riassume le aspirazioni (fu Mussolini a definire gli italiani «un popolo di santi, di eroi e di navigatori»cite-ref-308[308]). Ciò si sarebbe dovuto realizzare attraverso il completo superamento dell'mwc-iindividualismo e della connessa concezione individualista della libertà: l'individuo deve esplicare la propria libertà non in modo egoistico, in una prospettiva concorrenziale con gli altri soggetti, ma in modo ordinato e disciplinato, concependosi come parte di una collettività (la nazione italiana incarnata dallo stato fascista) indirizzata verso un fine comune e non divisa dall'odio classista (fu abbandonato il concetto socialista di «lotta di classe»). A tal fine, si affermò la necessità di rinsaldare il sentimento di appartenenza nazionale attraverso l'esaltazione dello spirito patriottico italiano e della storia d'Italia. Dunque, l'interesse dello stato prevale su quello dei singoli in nome del raggiungimento del bene comune; esso ha una propria missione e consapevolezza: esaltare l'essenza nazionale. Il fascismo si doveva esaurire non nello Stato fascista, ma nello Stato di tutti gli italiani. "Il superuomo, ecco la grande creazione nietzscheana", scrisse Mussolini su mwc-mIl Pensiero Romagnolo nel 1905. mwc-qNietzsche fu l'unico filosofo che Mussolini studiò veramente. Ne fu ammaliato in gioventù e dalla sua dottrina del mwc-usuperuomo trasse il senso da dare alla rivoluzione fascista;cite-ref-309[309]

• l'unificazione di tutte le terre considerate "italiane" in un'unica nazione italiana, proponendo il movimento fascista come soluzione della questione dell'mwc-eIrredentismo e della mwc-iVittoria mutilata (mediante l'annessione anche violenta delle terre irredente) e conseguentemente (essendo l'obiettivo originario del mwc-mRisorgimento l'unificazione dei territori italiani in un unico stato) come il "coronamento del risorgimento".cite-ref-310[310]cite-ref-311[311]

Emerge quindi come il fascismo si sia caratterizzato, nella sua concreta realizzazione storica, come un movimento mwc-0autoritario, mwc-4nazionalista e antidemocratico. Nel mwc-81931 Mussolini esplicitò il proprio rifiuto della mwdaademocrazia, definendo la disuguaglianza come «feconda e benefica» e in mwdaeDottrina del Fascismo scrisse che «regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete».cite-ref-312[312]

Da ultimo, è importante sottolineare come il fascismo fu sempre considerato dai suoi aderenti un movimento mwdacrivoluzionario, trasgressivo e ribelle (emblematico in tal senso il motto «me ne frego») in radicale contrasto col mwdagliberalismo dell'Italia pre-fascista. Pur avendo all'inizio tutelato gli interessi della borghesia industriale, Mussolini respinse ogni ipotesi di collusione con essa.

I principali discorsi, nei quali esternò le sue idee furono:

• mwdawDiscorso di Udine (20 settembre 1922)
• mwda4Discorso del bivacco (16 novembre 1922)
• mwdbiDiscorso della riscossa (16 dicembre 1944)

Convinzioni religiose e il libro su Jan Hus (1913)

Mussolini, negli anni 1910, si dichiarava mwdbuateo, mwdbyanticlericale e mwdbcpagano.cite-ref-313[313] Nel 1913 scrisse un libretto, un saggio, titolato "mwdbwmwdb0Giovanni Huss. Il veridico"cite-ref-314[314] pubblicato a Roma (in origine col nome del riformatore scritto in copertina con due "s"). Lo scopo era di presentarlo tre anni dopo, nel 1915, a mwdciPragacite-ref-315[315] presso il "mwdccCongresso Internazionale del Libero pensiero" per celebrare i 500 anni dalla morte del riformatore Hus per denunciare gli orrori del mwdcgclericalismo e della chiesa. Il futuro mwdckDux mantenne contatti con il rappresentante della sezione ceca del congresso, František Loskot (1870-1932), di nazionalità ceca. Il caso mwdcoJan Hus (Huss) testimonia "mwdcsla perversione dell’autorità ecclesiastica". L'opera fu pubblicata nella collana de «mwdcwI martiri del libero pensiero» col dichiarato intento di suscitare nei lettori «mwdc0l'odio per qualunque forma di tirannia spirituale e profana», fu dall'autore censurato nel 1921 e, dopo la stipula del Concordato del 1929, scomparve dalle biblioteche e dalle librerie.cite-ref-316[316]

Nonostante ciò, nel 1920 disse: «Quanto al mwddmPapato bisogna intendersi: il mwddqVaticano rappresenta 400 milioni di uomini sparsi in tutto il mondo ed una politica intelligente dovrebbe usare ai fini dell’espansionismo proprio questa forza colossale. Io sono, oggi, completamente al di fuori di ogni religione, ma i problemi politici sono problemi politici. Nessuno in Italia, se non vuole scatenare la guerra religiosa, può attentare a questa comunità spirituale. Lo stesso mwdduLenin si è arrestato dinnanzi all’autorità del mwddySanto Sinodo e mwddcin Russia la religione è rispettata».

Nel settembre dello stesso anno annunciò di ripudiare l'anticlericalismo e l'anticattolicismo.cite-ref-317[317]cite-ref-318[318]

L'opera sul riformatore medievale mwdeiJan Hus, passato poi come "mwdemeretico“ e arso sul rogo, scritto dal futuro mwdeqDuce nel 1913 quand'era nella ligure mwdeuOneglia è stata oggetto di analisi da parte del docente mwdeyceco Pavel Helan,cite-ref-319[319] professore di Storia della facoltà "Husita" di Teologia dell’Università Carlo IV di mwdesPraga, autore del libro "mwdewDuce a kacíř. Literární mládí Benita Mussoliniho a jeho kniha Jan Hus, muž pravdy" ["L’attività letteraria del giovane Benito Mussolini e il suo libro Giovanni Huss, (con due "s") il veridico"]. Lo studioso ha confrontato Mussolini con il riformatore mwde0eretico medievale: da in lato un uomo che influenzò la prima parte del mwde4XX secolo con uno che segnò la storia della mwde8Cechia del mwdfasecolo XIV. Con la firma dei mwdfePatti Lateranensi Mussolini tolse dalla circolazione il suo vecchio testo. Riapparve improvvisamente nel 1948, edizione mwdfiEdinac con prefazione di mwdfmRenzo De Felice, Bonanno editore. In mwdfqUSA fu pubblicato due volte, tradotto ovviamente in inglese, negli anni 1929 e 1939.cite-ref-320[320].

Quando leggono a Hus i 30 capi d'accusa, Mussolini nel suo testo commenta: "mwdfoHus avrebbe preferito che gli fosse posta una mola di asino al collo e che il gittassero in mare"cite-ref-321[321] e ancora, circa l'mwdf8infallibilità papale: Proles priore agostiniano di mwdgaErfurt prima del mwdgeteologo von Staupitz citarono a Hus il capitolo XXXIV del mwdgilibro di Ezechiele: "mwdgmSono io al di sopra dei pastori, non il popolo".cite-ref-322[322] Allorché Hus negò l'autenticità del testo vi fu una risata generale (cronache dell'epoca). Mussolini commentò: "...peccato che nessuna Bibbia attuale la riporti più, in quanto reputata effettivamente falsa da tutti i successivi esegeti e studiosi dell'Antico Testamento.cite-ref-323[323]

Questo libro rappresenta, per il campo di interesse coltivato, un aspetto meno noto degli anni giovanili di Mussolini, conosciuto soprattutto per essere divorato dalla passione politica (allora socialista), sicuramente sarà stata proprio questa a spingerlo a cercare un personaggio "eretico" pronto a ribellarsi al clima oppressivo di un sistema di potere teocratico. Un personaggio storico che è vissuto in contrasto all'autorità e agli ingiusti usi del potere di quest'ultima scelto come un simbolo che il futuro Mussolini dovrà abbandonare molto presto per percorrere il suo contrario esatto.

La famiglia

Mussolini aveva due fratelli minori: mwdg8Arnaldo ed mwdhaEdvige.

Il 16 dicembre 1915, con rito civile, sposò a mwdhiTreviglio mwdhmRachele Guidi, figlia della nuova compagna di suo padre. Mussolini e Rachele si unirono successivamente con rito cattolico il 28 dicembre 1925 a Milano.

Rachele e Benito Mussolini ebbero cinque figli: mwdhuEdda (1910-1995), mwdhyVittorio (1916-1997), mwdhcBruno (1918-1941), ufficiale pilota, morto in un incidente aereo, mwdhgRomano (1927-2006) e mwdhkAnna Maria (1929-1968).

mwdhsAlessandra, figlia di Romano Mussolini e mwdhwAnna Maria Villani Scicolone, è una nipote di Benito Mussolini. Uno dei figli di Alessandra, mwdh0Romano Benito, è un calciatore professionista.cite-ref-324[324]

Tavola genealogica di sintesi

Le amanti e i figli illegittimi

A Mussolini vengono attribuite diverse amanti, particolarmente durante il periodo giovanile.cite-ref-325[325] Tra le amanti accertate, le più conosciute rimangono mwdjeMargherita Sarfatti, mwdjiscrittrice e intellettuale ebrea che nel 1925 pubblicò in Inghilterra una famosa biografia di Mussolini,cite-ref-326[326] e, per ultima, mwdjcClaretta Petacci, che volle condividere la sua sorte durante gli ultimi giorni della mwdjgRepubblica Sociale Italiana e che venne fucilata con lui.

Anche se il numero effettivo delle donne con cui intrattenne relazioni non è certo, si ipotizza che ebbe almeno quattro figli illegittimicite-ref-327[327].

Un maschio sarebbe nato a mwdj8Tolmezzo tra il 1907 e il 1908, dove Mussolini insegnava all'epoca come maestro elementare avuto da Gigia Pajetta Nigris, una donna sposata del posto. Del bambino, cui venne dato il nome di Candido, si perse ogni traccia negli anni successivi.

Un altro maschio sarebbe nato a mwdkeTrento nel 1909 da una giovane socialista, Fernanda Facchinelli, ma il bambino non sarebbe vissuto che pochi mesi. Di lui, col tempo, si sarebbe perso anche il nome.

Un terzo figlio illegittimo, di nome mwdkqBenito Albino, lo ebbe nel 1915 da un'altra donna trentina, mwdkuIda Dalser, che egli avrebbe sposato. Mussolini riconosce Benito Albino come figlio naturale dandogli il proprio cognome l'11 gennaio del 1916.cite-ref-2-328-0[328] Successivamente però Mussolini allontanò da sé la Dalser e il figlio; nel 1926 la donna che cercava di riprendere contatto con Mussolini fu rinchiusa in mwdkomanicomio per volere di alcuni gerarchi fascisti fino alla sua morte il 2 dicembre del 1937.cite-ref-329[329]cite-ref-330[330]cite-ref-331[331] Anche Benito Albino, come sua madre, tentò di mettersi in contatto col padre, ma verrà rinchiuso in un istituto psichiatrico, quello di Mombello di mwdlcLimbiate (l'allora grande manicomio mwdlgprovinciale di Milano) dove morì nel 1942, all'età di 26 anni in circostanze mai del tutto chiarite. Ufficialmente la morte del giovane, secondo le cartelle cliniche ritrovate, sarebbe da imputare alle continue mwdlkiniezioni di mwdloinsulina, che lo mandarono ripetutamente in mwdlscoma (all'epoca la cosiddetta "mwdlwterapia da shock da insulina" veniva usata per curare problemi psichiatrici veri o presunti), sino a provocarne il decesso.cite-ref-332[332] Nel 2006 il quotidiano mwdmemwdmiLa Repubblica ha definito la sua scomparsa, studiata dal giornalista Alfredo Pieroni del mwdmmmwdmqCorriere della Sera, "un delitto di regime".cite-ref-2-328-1[328]

Un quarto figlio illegittimo, Glauco Di Salle, successivamente divenuto autore amatoriale di commedie teatrali, nacque nel 1920 da una relazione di Mussolini con la veneziana Bianca Ceccato, allora minorennecite-ref-333[333] e segretaria del mwdm4mwdm8Popolo d'Italia, il quotidiano fondato e diretto da Mussolinicite-ref-334[334]. Il drammaturgo non venne mai riconosciuto dal padre ma, stando a una dichiarazione fatta a Claretta Petacci e riportata nei suoi diari, Mussolini era pressoché sicuro che Glauco fosse figlio suocite-ref-335[335].

Una quinta figlia, di nome Elena Curti, nata il 19 ottobre 1922 a mwdnoMilano e morta il 17 gennaio 2022 ad mwdnsAcquapendente, sarebbe nata da una relazione con Angela Cucciati, moglie del capo fascista Bruno Curti.cite-ref-336[336] Elena divenne la segretaria di mwdoaAlessandro Pavolini e assistette Mussolini mwdoefino alla sua cattura a Dongo.

Un sesto figlio, maschio, sarebbe nato nel 1929 da Romilda Ruspi, presunta rivale di Claretta Petacci nel ruolo di amante, ma di questo bambino non si sono mai avute notizie precise, così come lui stesso, se è vero che è stato concepito ed è nato, non ha forse mai saputo chi fosse suo padre. Romilda era già coniugata e sono invece note le vicende di suo marito, esiliato in mwdoqFrancia.cite-ref-337[337]cite-ref-338[338] I particolari della vicenda sono raccontati in una lunghissima lettera inviata nel 1958 a Rachele Mussolini da Rinardi durante il suo esilio. Secondo il racconto la donna sarebbe stata tacitata con un appartamento a Largo Ponchielli a Roma, un garage con annesso distributore di benzina a Latina e un sussidio mensile pagato puntualmentecite-ref-0-339-0[339].

Un'altra bambina, Vanna Borgo, nacque nel 1932 da Magda Brard, celebre pianista francese dell'epoca, che Mussolini aveva conosciuto alla fine degli anni 1920 e che frequentò sino all’inizio degli anni 1930, anche se i loro contatti continuarono fino alla vigilia della morte del duce. Vanna, secondogenita di Magda, venne disconosciuta dal primo marito della pianista, il piemontese Michele Borgo, e numerosi indizi convergono nel dimostrare la paternità di Mussolini.cite-ref-0-339-1[339]cite-ref-340[340]

A questi si aggiungono anche numerosi altri possibili casi mai accertati, spesso autodichiarati. Tra questi i più celebri sono: il giornalista mwdpsAsvero Gravelli, nato nel 1902; il futuro cofondatore del Movimento Sociale Italiano mwdpwPino Romualdi e il giornalista e scrittore mwdp0Yvon De Begnac, entrambi nati nel 1913.

Nella cultura di massa

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata


1924, radiato dall'Ordine l'8 settembre 1943

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro


1924

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia


1924

Cavaliere di gran croce dell'Ordine Militare di Savoia


7 maggio

1936

R.D. n. 177

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia


Regio Decreto 4 giugno 1923.

Cavaliere di Gran Croce con Placca dell'Ordine della Besa

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Scanderbeg

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Civile e Militare dell'Aquila Romana - classe militare (Regno d'Italia)

Medaglia Commemorativa della Guerra Italo-Austriaca 1915 – 18

Medaglia Commemorativa Italiana della Vittoria

Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia

Medaglia Commemorativa della Marcia su Roma in oro

Croce di Anzianità di Servizio nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (20 anni)

Capo e Gran Cancelliere dell'Ordine Civile e Militare dell'Aquila romana (RSI)


2 marzo 1944

Capo e Gran Cancelliere dell'Ordine dei Santi Patroni d'Italia (RSI)


11 febbraio 1945

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia)


1923

Cavaliere dell'Ordine dello Speron d'Oro (Vaticano)


9 gennaio 1932

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano (Vaticano)

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (sub-collazione Vaticana)

Balì Gran Croce di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta)


2 aprile 1923

Collare del Reale e Distinto Ordine spagnolo di Carlo III (Spagna)


25 febbraio 1924

Membro di I Classe (Supradipta-Manyabara-Nepal-Tara) dell'Ordine Fulgidissimo della Stella del Nepal (Nepal Taradisha)


17 luglio 1935

Cavaliere di Gran Croce in oro e diamanti dell'Ordine dell'Aquila Tedesca (Germania)


25 settembre 1937

Gran Croce della Croce Rossa Tedesca (Germania)


1934

Gran Croce della Croce Rossa Tedesca, Classe Speciale in oro e diamanti (Germania, unico insignito)


1937

Ordine di Lāčplēsis (Lettonia)

Cavaliere di Gran Croce del Molto Onorevole Ordine del Bagno (Gran Bretagna)


1923 (espulso nel 1940)

Croce della Libertà

(Estonia)

Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)


12 gennaio 1934

Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)

Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)

Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Sigillo di Salomone (Etiopia)

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine imperiale del giogo e delle frecce (Spagna)


1937

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone Bianco


20 luglio 1926

Gradi militari (onorifici)

Primo Maresciallo dell'impero


2 aprile 1938

Primo Caporale d'onore della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale


17 febbraio 1923

Opere

Tra gli scritti di Mussolini figurano, in ordine di pubblicazione:

• mwduqDio e patria nel pensiero dei rinnegati, New York, s.n., 1904.
• mwduyL'Uomo e la Divinità. Contraddittorio avuto col pastore evangelista Alfredo Taglialatela la sera del 26 marzo 1904 alla "Maison du peuple" di Losanna, Lugano, Cooperativa tipografica sociale, 1904. [Testo di una conferenza tenuta a Losanna per commemorare la mwducComune di Parigi, conosciuto anche col titolo di mwdugDio non esiste, col quale viene a volte ristampato]
• mwduoLa filosofia della forza. Postille alla conferenza dell'on. Treves, Predappio 1908.
• mwduwPio Battistini, 7 settembre 1891. Discorso commemorativo, pronunciato nel diciannovesimo anniversario dell'assassinio, Forlì, Lotta di Classe, 1910.
• mwdu4Claudia Particella. L'amante del cardinale, mwdu8romanzo d'appendice a tema mwdvaanticattolico e mwdveanticlericale inizialmente pubblicato a puntate su "Il Popolo" di Trento tra il gennaio e il maggio 1910. Negli anni successivi il romanzo ebbe anche edizioni in inglese, polacco, tedesco, spagnolo, bulgaro e russo ma in Italia non apparve mai in volume fino al dopoguerra a causa del contenuto e Mussolini tenterà di oscurarne la memoria dopo i Patti Lateranensi. Sempre nel 1910 probabilmente aveva scritto perlomeno i primi capitoli per un secondo romanzo intitolato mwdviLa tragedia di Mayerling, incentrato sui turpi mwdvmfatti di Mayerling ma non troverà mai pubblicazione. Il romanzo avrebbe dovuto essere il primo di una quadrilogia ambientata in Austria su altrettanti fatti storici raccontati in chiave scandalistica e antiasburgica dei quali si hanno solo i titoli delle altre opere progettate: mwdvqmwdvuIl fucilato di Queretaro, mwdvymwdvcL'Imperatrice Elisabetta, mwdvgmwdvkFranz Joseph intimo.
• mwdvsIl Trentino veduto da un socialista. Note e notizie, Firenze, La rinascita del libro, 1911.
• mwdv0La mia vita dal 29 luglio 1883 al 23 novembre 1911 (1911-12), Roma, Editrice Faro, 1947. Unica vera autobiografia scritta di proprio pugno da Mussolini e composta in una cella del carcere di Forlì dopo un arresto per aver guidato una manifestazione in opposizione all'intervento coloniale dell'Italia in Africa. Da non confondere col successivo mwdv4My Autobiography.
• mwdwamwdweGiovanni Huss. Il veridico, Roma, Podrecca e Galantara, 1913. [(In originale titolato con due "S"). L'anticlericalismo del futuro mwdwiDuce fu qui preso come occasione per la stesura del libretto da presentare poi a mwdwmPraga nel 1915 al "mwdwqCongresso Internazionale del Libero pensiero" per celebrare i 500 anni dalla morte del riformatore. Per tale scopo Mussolini mantenne contatti con il rappresentante della sezione ceca del congresso, František Loskot (1870-1932). L’opera mussoliniana non brilla di particolare valore letterario però risulta utile per carpire la mentalità del futuro mwdwuDux. Jan Hus (Huss) è - da come è trattato il caso dalla chiesa cattolica dell'epoca - la testimonianza chiara di come agisce "la perversione dell’autorità ecclesiastica" e conseguentemente "costituisce il modello ideale di leader a cui ispirarsi in quanto capace, grazie al suo forte istinto sociale e alla profonda fede in un’idea, di far presa sulle masse". L'opera fu pubblicata nella collana de «mwdwyI martiri del libero pensiero» col dichiarato intento di suscitare nei lettori «l'odio per qualunque forma di tirannia spirituale e profana», fu dall'autore censurato nel 1921 e, dopo la stipula del Concordato del 1929, scomparve dalle biblioteche e dalle librerie]
• mwdwgLa guerra per la libertà e per la fine della guerra. Lettera ai socialisti d'Italia di Benito Mussolini con l'aggiunta delle sue ultime dichiarazioni dopo le dimissioni da direttore dell'Avanti, Firenze, Nerbini, 1914.
• mwdwoIl mio diario di guerra (1915 - 1917), Milano, Imperia, 1923.
• mwdwwMy Autobiography, New York City, Charles Scribner's Sons, 1928 [pubblicato inizialmente a puntate sul mwdw0Saturday Evening Post e poi in volume nello stesso anno il libro, scritto come opera di propaganda per i lettori americani, è stato scritto in realtà dall'ambasciatore statunitense Richard Washburn Child, il quale viene riportato come "traduttore", insieme a mwdw8Luigi Barzini con materiale fornito da Margherita Sarfatti e con la possibile collaborazione di mwdxaArnaldo Mussolini. Il libro vide la sua prima traduzione italiana solo nel 1971 come mwdxeLa mia vita, da non confondersi con mwdxiLa mia vita dal 29 luglio 1883 al 23 novembre 1911 spesso ristampato e riportato abbreviato con lo stesso titolo]cite-ref-345[345]
• mwdxgLa dottrina del fascismo, probabilmente scritto insieme a Giovanni Gentile o dal solo filosofo nel 1932cite-ref-346[346]
• mwdx4Vita di Arnaldo, Milano, Il Popolo d'Italia, 1932.
• mwdyaScritti e discorsi di Benito Mussolini, 12 voll., Milano, Hoepli, 1934-1940.cite-ref-347[347]
• mwdyyParlo con mwdycBruno, Milano, Il Popolo d'Italia, 1941.
• mwdykStoria di un anno. Il tempo del bastone e della carota, Milano, Mondadori, 1944 (mwdyoversione digitalizzata.).
• mwdywmwdy0Memoriale del nord del duce, (scritto tra il 1944 e il 1945, mai pubblicato)
• mwdy8Opera omnia di Benito Mussolini, 44 voll., a cura di Edoardo e Duilio Susmel, La Fenice Firenze 1951-1963, poi Volpe Roma 1978-1980.

Note

cite-note-11. mwdzyPresidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia fino al 13 gennaio 1926
cite-note-33. Dal 9 maggio 1936, in seguito alla mwdz4conquista dell'Etiopia e alla proclamazion dell'mwdz8Impero fascista, venne chiamato anche con l'appellativo di Duce Fondatore dell'Impero.
cite-note-44. mwdamAd interim fino al 17 giugno 1924.
cite-note-referencea-55. mwdasAd interim fino al 3 gennaio 1926.
cite-note-66. Commissario dell'aeronautica dal 24 gennaio 1923 al 29 agosto 1925.
cite-note-77. mwdbiAd interim dal 17 giugno 1924 al 30 giugno 1924. Ministro dell'Africa Italiana dal 20 novembre 1937.
cite-note-99. mwdbsE. Bertoni, mwdbwAurelio Saffi. L'ultimo "vescovo" di Mazzini, Forlì, Cartacanta, 2010, pp.mwdb0 109-112, mwdb4ISBNmwdb8 88-96629-28-4.
cite-note-1010. Sulla questione della meta finale di Mussolini la comunità scientifica è tuttora divisa fra sostenitori di una possibile "fuga in Svizzera" e coloro che invece ritengono che Mussolini avesse altri scopi immediati.
cite-note-1111. Per la tesi a favore di una fuga, vedi, per esempio mwdccAurelio Lepre, mwdcgLa storia della repubblica di Mussolini; Salò: il tempo dell'odio e della violenza, 1ªmwdck ed., Mondadori, 1999, p.mwdco 300, mwdcsISBNmwdcw 88-04-45898-4. mwdc8«Svanita ogni speranza di trattare, cercò la salvezza personale nella fuga. In questo non si comportò diversamente da come si erano comportati Vittorio Emanuele III e Badoglio l'8 settembre, perché lasciò gli uomini che gli erano rimasti fedeli senza ordini e senza guida. Visto, infatti, dall'interno, con gli occhi degli uomini che gli erano più vicini, il comportamento di Mussolini non appare dissimile da quello di Vittorio Emanuele III così come è stato descritto da Paolo Puntoni»
cite-note-1212. Per la tesi a favore di una fuga, vedi anche mwddmFranco Bandini, mwddqVita e morte segreta di Mussolini, 3ª, 1981, Mondadori, 1978, p.mwddu 318. mwddc«(Dal capitolo "Il tiranno è morto", premettendo i seguenti fatti all'epilogo) Occorre cominciare appena un poco più indietro, nel momento in cui Mussolini – spinto da un cupo demone – si avvia con passi esitanti e già guidati da una sottile paura, a quella fuga che sarà, prima dell'altra, la sua vera morte. Dimentico di se stesso, di una vita pur sempre cominciata nelle battaglie e nel rischio, incurante dell'ancor possibile rispetto e dei suoi e della Storia, che non assolve, ma pesa ogni atto dell'uomo potente su bilance inesorabili, Mussolini sceglie di cadere da vile, ingannando, moralmente uccidendo coloro che gli sono ancora rimasti fedeli, pur nella certezza della fine imminente. Va stancamente, miserabilmente verso il nord, mezzo inclinato alla fuga in Svizzera, mezzo turbato dai fieri propositi che ode attorno a sé, per "l'ultima battaglia" in Valtellina: e rivolge nel pensiero non la forte accettazione del fato che si compie, ma i cavillosi punti della sua difesa di domani, quando – come spera – potrà ancora allineare fiumi di logore parole e giocare su vecchi e nuovi equivoci e forse galleggiare indefinitamente sullo scontro degli opposti giudizi, come il sargasso immobile tra il turbinare delle correnti. È disposto a tutto, anche al cappotto tedesco, anche a tradire chi vorrebbe ancora morire per lui, i vecchi fascisti, i suoi ministri, persino Claretta: e finge irresolutezza fin dal momento della Prefettura di Milano, la sera del 25 aprile, non perché sia davvero incerto tra la morte e la vita, ma perché – ancora una volta – è incapace di dire "andiamo" e preferisce che lo dicano altri, che la cosa "nasca da sola", perché ha forse già in mente altri articoli "del tempo del bastone e della carota", destinati a illustrare come questi nuovi passi che sta facendo siano colpa di questo e di quello, di cardinali e militari, di traditori e servizi segreti, di tutti, meno che sua»
cite-note-1313. Il colonnello statunitense Lada Mocarski, in un rapporto scritto per conto dellmwdds'mwddwmwdd0Office of Strategic Services riguardo un'inchiesta da lui condotta sugli ultimi giorni del dittatore, afferma invece che «nessuna prova circa le intenzioni e i piani di Mussolini è stata raggiunta durante l'indagine e forse non esisteva alcun piano definito. È infatti ovvio che i movimenti del Duce fossero il risultato di improvvisazioni non appena le condizioni di fatto cambiavano». mwdd4Dino Messina, mwdd8mwdeaOrdine da Milano: eliminate il Duce, in mwdeeCorriere della Sera, 23 febbraio 2009. mwdeiURL consultato il 20 ottobre 2011.
cite-note-1414. mwdeymwdecAntonio Spinosa, mwdegmwdek"Parte quarta: Il cappotto tedesco. Infauste sponde", in mwdeoMussolini. Il fascino di un dittatore, Milano, Mondadori, 1989, p.mwdes mwdew367. mwde4«Imbruniva quando una colonna di automobili lasciava la prefettura e usciva da Milano, la città in cui ormai tutti gli tendevano una trappola, i partigiani, i tedeschi, gli alleati. Doveva fuggirne per evitare il peggio. [...] Già quella sera, a tarda ora, si apprese che le auto fuggitive avevano raggiunto Como [...]»
cite-note-1515. Fra i molti, da mwdfiRenzo De Felice, in diverse opere, e mwdfmDenis Mack Smith in mwdfqMussolini.
cite-note-1616. mwdfgmwdfkPalla,mwdfo p. 15.
cite-note-1717. cit. D. Mack Smith, mwdf4Storia d'Italia, Laterza, 1973, mwdf8rectius Renzo De Felice, mwdgaMussolini il rivoluzionario, Einaudi, pp. 12 e 13.
cite-note-1818. mwdgqmwdguDe Giorgi,mwdgy p. 22.
cite-note-1919. mwdgomwdgsDe Giorgi,mwdgw p. 21.
cite-note-2020. mwdhamwdheDe Giorgi,mwdhi p. 24.
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cite-note-2222. U. Alfassio Grimaldi, mwdhwLa cattedra che Mussolini non ebbe, in «Storia Illustrata» n. 271, giugno 1980, p. 6.
cite-note-2323. Pier Mario Fasanotti, mwdiaTra il Po, il monte e la marina. I romagnoli da Artusi a Fellini, Neri Pozza, Vicenza 2017, p. 139.
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cite-note-2626. R. De Felice, mwdi0Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 31 e 36.
cite-note-2727. L'esistenza di una relazione sentimentale non trova riscontri univoci. È invece accertata presso la maggior parte delle fonti la sua influenza nell'avvicinamento di Mussolini al mwdjemarxismo.
cite-note-2828. mwdjumwdjymwdjcLa teoria dell'equilibrio economico in Vilfredo Pareto, in mwdjgZtl Macerata. mwdjkURL consultato il 19 luglio 2013 mwdjo(archiviato dall'mwdjsurl originale il 19 luglio 2013).
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cite-note-3030. mwdkkMussolini più tardi dirà di essersi iscritto alla Facoltà di Scienze sociali di Losanna, ma non vi è riscontro documentale.
cite-note-3131. mwdlqEmilio Gentile, mwdluLe origini dell'ideologia fascista 1918-1925, Bologna, Il Mulino, 1996, p.mwdly 67, mwdlcISBNmwdlg 88-15-08365-0.
cite-note-3232. Furono diffuse notizie inattendibili sul suo frequentare le mwdl0università di Zurigo e di Ginevra (quest'ultima falsa notizia è riportata nella biografia ufficiale della Sarfatti), mentre è vero che nell'estate trascorse due mesi all'università di Losanna.
cite-note-3333. mwdmemwdmiMack Smith, 1981,mwdmm p. 23.
cite-note-3434. mwdmcmwdmgmwdmkMonografie verbanensi, su mwdmoverbanensia.org. mwdmsURL consultato il 20 aprile 2016 mwdmw(archiviato dall'mwdm0url originale il 12 maggio 2016). mwdm8«Nel giugno del 1904 ottiene il permesso di lavoro annuale, e in quello stesso anno succede a Mussolini come corrispondente dalla Svizzera del giornale italiano «Avanguardia Socialista»»
cite-note-3535. mwdnmmwdnqMack Smith, 1981,mwdnu p. 24.
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cite-note-3939. R. De Felice, mwdokMussolini il rivoluzionario, cit., pag. 57.
cite-note-4040. Trento, italiana, si trovava nel territorio dell'mwdo0Impero austro-ungarico.
cite-note-4141. R. De Felice, mwdpeMussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 74-5.
cite-note-4242. mwdpumwdpymwdpcLo sfratto di un italiano dall'Austria, in mwdpgLa Stampa, 3 marzo 1910. mwdpkURL consultato il 27 dicembre 2012.
cite-note-4343. Questa l'interpretazione di mwdp0(mwdp4mwdp8DEmwdqa) Hans Woller, mwdqeAnte portas. Mussolini in Trient 1909, in mwdqiRegionale Zivilgeselllschaft in Bewegung - Cittadini innanzi tutto. Scritti in onore di Hans Heiss, a cura di mwdqmHannes Obermair, Stephanie Risse, mwdqqCarlo Romeo, Vienna-Bolzano, Folio 2012, pp. 483-500, cfr. soprattutto p. 497. ISBN 978-3-85256-618-4.
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cite-note-1-4949. Sul rapporto Nenni-Mussolini si veda: Duilio Susmel, mwds0Nenni e Mussolini mezzo secolo di fronte, Rizzoli, Milano, 1969; Nicholas Farrell, Giancarlo Mazzuca, mwds4Il compagno Mussolini, Rubbettino, Catanzaro, 2013; Alberto Mazzuca, Luciano Foglietta, mwds8Mussolini e Nenni amici nemici, Minerva Edizioni, Bologna, 2015.
cite-note-5050. A. Spinosa, mwdtmMussolini. Il fascino di un dittatore, Mondadori, Milano, 1989, pag. 33.
cite-note-5151. cit. D. Mack Smith, mwdtcStoria d'Italia, Laterza, 1973 [manca numero pag].
cite-note-autogenerato23-5252. mwdtsmwdtwmwdt0Quello scatolone di sabbia che unì Mussolini e Nenni.
cite-note-5353. mwdueRenzo De Felice, mwduiMussolini il rivoluzionario, 1883-1920, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1965. Sull'argomento vedasi anche: Maurizio Degl'Innocenti, mwdumIl socialismo italiano e la guerra di Libia, Roma, Editori Riuniti, 1976.
cite-note-5454. R. De Felice, mwducMussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 108-110.
cite-note-5555. I quattro avrebbero poi dato vita al mwdusPartito Socialista Riformista Italiano.
cite-note-5656. R. De Felice, mwdu8Mussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 126-7.
cite-note-5757. R. De Felice, mwdvmMussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 136-9.
cite-note-5858. Pubblicazione realizzata a Milano, ma stampata nel mwdvcCanton Ticino presso la Tipografia Luganese. Ne uscirono dieci numeri, tra il novembre 1913 e il dicembre 1914.
cite-note-5959. R. De Felice, mwdvsMussolini il rivoluzionario, cit., pagg. 190 sgg. In realtà il pensiero anti-massonico era già stato portato innanzi nel XIII congresso del 1912 a mwdvwReggio Emilia (cfr. mwdv0ibid. pag. 125), nel congresso regionale socialista romagnolo di Forlì, 16 giugno 1912, (mwdv4ibid., pag. 674) e in vari altri ambienti fin dal 1904, compreso un attacco mussoliniano del 2 luglio 1910 (mwdv8ibid., pagg. 89-91).
cite-note-6060. cfr. mwdwmmwdwqmwdwuAlfonso Maria Capriolo, mwdwyAncona 1914: la sconfitta del riformismo italiano, in mwdwcAvanti! online, 25 aprile 2014 mwdwg(archiviato dall'mwdwkurl originale il 19 settembre 2016).
cite-note-6161. Valerio Castronovo mwdw0et alii, mwdw4La stampa italiana nell'età liberale, Laterza, 1979, p. 212. Vd. anche Renzo De Felice, mwdw8Mussolini il rivoluzionario cit., pag. 188.
cite-note-6262. Cfr. mwdxmRenzo De Felice, mwdxqMussolini il rivoluzionario, 1883-1920, Collana Biblioteca di cultura storica, mwdxuEinaudi, mwdxyTorino, mwdxc1965.
cite-note-6363. mwdxsLuciano Lucci, mwdxwmwdx0Mussolini partecipa alla "Settimana rossa”, ma senza convinzione 10 giugno 1914, su mwdx4alfonsinemonamour.racine.ra.it.
cite-note-6464. Mussolini propose il 27 luglio 1914 uno sciopero generale insurrezionale nel caso dell'entrata italiana nel conflitto. Vedi mwdyiLeo Valiani, mwdymIl partito socialista italiano nel periodo della neutralità 1914-1915, Milano, 1963, pag. 8.
cite-note-6565. Stando alle dichiarazioni di mwdycFilippo Naldi del mwdyg1960, citate in Renzo De Felice, mwdykMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 274-75 e 286-87.
cite-note-perlastoria-6666. mwdzmmwdzqmwdzuMussolini interventista: l’espulsione dal PSI, su mwdzyfattiperlastoria.it. mwdzcURL consultato il 21 dicembre 2023.
cite-note-6767. Valerio Castronovo mwdzset alii, mwdzwLa stampa italiana nell'età liberale, Laterza, 1979, p. 248.
cite-note-6868. R. De Felice, mwd0aMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 229-236.
cite-note-6969. mwd0qmwd0umwd0yMussolini interventista e la cacciata dal Partito Socialista Italiano, su mwd0cvanillamagazine.it. mwd0gURL consultato il 21 dicembre 2023.
cite-note-7070. mwd00Cfr. Antonio Spinola, mwd04Mussolini. Il fascino di un dittatore, Mondadori, Milano, 1989..
cite-note-7171. Claudio Mussolini, mwd1gGrande guerra, la verità su Mussolini interventista, «Corriere della Sera», 2 luglio 2002, p. 35.
cite-note-7272. Scrive Renzo De Felice: «Secondo Filippo Naldi, direttore del mwd1wmwd10Resto del Carlino, alle prime spese per il giornale fecero fronte alcuni industriali di orientamento più o meno interventista o, almeno, interessati a un incremento delle forniture militari: Esterle (Edison), Bruzzone (Unione zuccheri), Agnelli (Fiat), Perrone (Ansaldo), Parodi (armatori)». mwd14Renzo De Felice, mwd18Mussolini il rivoluzionario, Einaudi, p. 277.
cite-note-7373. Mussolini resterà alla direzione del mwd2mPopolo d'Italia fino al novembre 1922, quando verrà nominato Presidente del Consiglio.
cite-note-7474. Vd. la relazione della Commissione d'inchiesta sul caso Mussolini in Renzo De Felice, mwd2cMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 684-88.
cite-note-7575. Renzo De Felice, mwd2sMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 276-77 e il "Rapporto Gasti" presentato alle pagg. 723-37, in particolare pagg. 732-33.
cite-note-7676. mwd28Massimo Novelli, mwd3amwd3el giovane Mussolini al soldo della Francia (mwd3imwd3mPDF), in mwd3qLa Domenica di Repubblica, 14 dicembre 2008, p.mwd3u 31. mwd3yURL consultato il 15 agosto 2011.
cite-note-7777. Nel fascicolo "Corrispondenza, b. 1, fascc. 17, fotografie 1 (1895-1933)" del fondo "Treves" conservato presso la Fondazione di studi storici "Filippo Turati", è presente una ricca corrispondenza sull'episodio.
cite-note-7878. mwd30Piero Treves, mwd34Ma perché quel giorno non infilzò Mussolini?, mwd38La Stampa, 30 giugno mwd4a1992, pag. 19. Anche in: Piero Treves, mwd4eScritti novecenteschi, Bologna, Il Mulino, 2006, pp. 182-184.
cite-note-7979. Renzo De Felice, mwd4uMussolini il rivoluzionario, cit.
cite-note-8080. Renzo De Felice, mwd4kMussolini il Rivoluzionario cit., pagg. 321-22.
cite-note-8181. Da cui sarà tratto il libro mwd40mwd44Il mio diario di guerra.
cite-note-8282. A causa del ferimento ricevette un anno di licenza di convalescenza, seguito da altri sei mesi al suo rientro in ospedale allo scadere del primo permesso. Cfr. Foglio matricolare di Mussolini Benito di Alessandro, matricola 12467 D.M. di Forlì, in R. De Felice, mwd5iMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 665-67.
cite-note-8383. Il 22 maggio del 1940, alla morte del Senatore Giuseppe Tusini, il Duce inviò un telegramma di condoglianze alla famiglia in cui menzionò con riconoscenza il suo intervento chirurgico risolutivo all'Ospedale di Ronchi di Soleschiano. Cfr. P. Marogna, mwd5yGiuseppe Tusini, Archivio italiano di chirurgia, Vol. LIX - fasc. V. Vedi anche: AA. VV., mwd5cStudenti al fronte, LEG (GO), 2010, p. 177- 182.
cite-note-8484. mwd5smwd5wMack Smith, 1981,mwd50 p. 54.
cite-note-8585. Ludwig, mwd6eColloqui (1932), pag. 50.
cite-note-8686. M. Sarfatti, mwd6uDux, pag. 158.
cite-note-8787. mwd6kGiorgio Pini, mwd6oMussolini (1939), pp. 80-81.
cite-note-8888. Roberto Festorazzi, mwd64I duelli del Duce. Dalle memorie segrete del medico di Mussolini, Pietro Macchione Editore, 2014, pag. 59.
cite-note-8989. Un così lungo periodo di cura ha destato l'interesse degli studiosi. Sulle cause della convalescenza Roberto Festorazzi rivela che Ambrogio Binda, medico e amico personale di Mussolini, scoprì che il futuro Duce aveva contratto un'mwd7iinfezione luetica e lo scrisse nelle sue memorie (cfr. R. Festorazzi, mwd7mI duelli del Duce, cit.). mwd7qCarlo Silvestri, nel suo libro mwd7uTurati l'ha detto, sostiene che Mussolini si sottopose a cure contro l'infezione luetica per sedici anni e che fu dichiarato completamente guarito nel 1929. Infine, va osservato che la presenza di patologie legate a malattie infettive venne negata dal referto autoptico relativo al cadavere di Mussolini.
cite-note-9090. In una lettera dal fronte a mwd7kOttavio Dinale dell'11 settembre 1916 Mussolini mostrava già di aver voglia di modificare il sottotitolo del giornale. Vedi Renzo De Felice, mwd7oMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 405-6, 687 e 734. La spiegazione del cambiamento venne data comunque nell'mwd7sarticolo di fondo del 1º agosto 1918 dal titolo mwd7wNovità....
cite-note-9191. Dino Grandi, mwd8aLe origini, pag. 52.
cite-note-9292. mwd8qmwd8umwd8yAlessio Altichieri, mwd8cLe cento sterline che Mussolini intascava dalla "perfida Albione", 6 ottobre 2009.. Il tenente colonnello Hoare, nelle sue memorie, riportò le parole che Mussolini gli fece pervenire nonché le proprie conclusioni: «"Mobiliterò i mutilati di Milano, che spaccheranno la testa a ogni pacifista che tentasse di tenere una manifestazione di strada contro la guerra". E fu di parola, i fasci neutralizzarono davvero i pacifisti milanesi».
cite-note-9393. mwd8s(mwd8wmwd80EN) mwd84mwd88Benito Mussolini was MI5's man in Italy. mwd9aURL consultato il 15 ottobre 2009 mwd9e(archiviato dall'mwd9iurl originale il 14 maggio 2011)., articolo del mwd9mThe Times, del 14 ottobre 2009.
cite-note-9494. Renzo de Felice, mwd9cMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 353-56.
cite-note-9595. Renzo De Felice, mwd9sMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 414-15.
cite-note-smith63-9696. mwd-emwd-iMack Smith, 1981,mwd-m p. 63.
cite-note-9797. Un rapporto della stessa sera della Polizia di Milano indicava circa 300 presenti, compresi giornalisti e curiosi. Vd. Renzo De Felice, mwd-cMussolini il rivoluzionario cit., pag. 504.
cite-note-9898. Chiurco, vol. I, pag. 22.
cite-note-9999. O.O., vol. XIV, pp. 88, 102-133.
cite-note-100100. Vd. la relazione di mwd-eGiovanni Gasti in Renzo de Felice, mwd-iMussolini il rivoluzionario cit., pag. 520-21.
cite-note-101101. O.O., vol. XVIII, pag. 201. In un fondo dal titolo mwd-yNon subiamo violenze! del 18 aprile 1919 dice mwd-cnoi dei Fasci non abbiamo preparato l'attacco al giornale socialista, ma accettiamo tutta la responsabilità morale dell'episodio.
cite-note-102102. mwd-smwd-wMack Smith, 1981,mwd-0 p. 65.
cite-note-103103. O.O., vol. XIII, pag. 231.
cite-note-104104. O.O., vol. XIII, pag. 26 e 252.
cite-note-105105. mweagDe Felice, pag. 727.
cite-note-106106. La questione fiumana era già dibattuta da tempo. Erano stati deliberati, nelle riunioni dei Fasci di combattimento, gli invii di diverse centinaia di volontari. Vd. Renzo De Felice, mwebiMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 531 n. 1 e 533 n. 1.
cite-note-107107. Carteggio Arnaldo-Benito Mussolini, pp. 223-224 (16 settembre 1919).
cite-note-108108. Renzo De Felice, mwebkMussolini il rivoluzionario cit., pag. 572.
cite-note-109109. È interessante il modo con cui Giuseppe Ungaretti - all'epoca corrispondente da Parigi per «Il Popolo d'Italia» - visse gli arresti di Mussolini e Marinetti del 18 novembre 1919. Il poeta, molto preoccupato, cercò d'organizzare una manifestazione a Parigi in favore degli arrestati. Racconterà Ungaretti in un'intervista del 1933: «Nel ’19, a Parigi, facevo il corrispondente e seguivo i lavori della Conferenza della Pace per incarico del «Popolo d’Italia». Gli italiani si radunavano in un grande albergo dove era stabilita la delegazione italiana. Non rammento con precisione la composizione della delegazione italiana. Credo Nitti o Tittoni al posto di Sonnino e Orlando (…). Chissà se fra le carte di S. Ecc T. si troveranno forse un giorno una mia lettera in cui gli dicevo che avesse fatto bene attenzione perché oltre all’Italia ufficiale, delle schede e dei portafogli, c’era una Italia tremendamente giovane, che avrebbe vinto per forza o per amore. Signor delegato, gli dicevo, ho il dovere di avvertirvi che rappresento qui il giornale dell’Italia Nuova e vi prego di fare attenzione ai mali passi! Vi furono in quel periodo degli arresti a Milano. Organizzai allora una specie di Manifestazione in difesa degli arrestati alla quale aderirono tutti gli intellettuali più in vista di Parigi alla testa dei quali si misero gli scrittori di Littérature e del gruppo Dadà, Aragon, Breton, Tristan Tzara, ecc., che erano quelli che facevano più chiasso. Avevamo intenzione di invadere l’Ambasciata. Io feci annunciare a Nitti che gli avrei bucato la pancia. Ma poi non se ne fece nulla perché gli arrestati vennero rilasciati (Intervista di Alfredo Mezio a Ungaretti, «Il Tevere», 17-18 luglio 1933. Su questa vicenda si veda anche F. Pierangeli, mweb0Ombre e presenze. Ungaretti e il secondo mestiere (1919-1937), premessa di E. Giachery, Loffredo, Napoli 2016, p. 86; lettera di Mussolini a Soffici del 2 dicembre 1919, in G. Ungaretti, mweb4Lettere a Soffici 1917-1930, a cura di P. Montefoschi e L. Piccioni, Sansoni, Firenze 1981, pp. 69-70; mweb8mwecamweceGiuseppe Ungaretti e Benito Mussolini mweci(archiviato dall'mwecmurl originale il 24 marzo 2020).). Più pacati furono i toni usati in quell'occasione da Mussolini che nel dicembre 1919 cercò di tranquillizzare il suo corrispondente parigino: «Carissimo, Marinetti è in libertà. Tutto bene» (Biglietto del 13 dicembre 1919 inviato da Mussolini a Ungaretti, mwecqVita d'un uomo. Saggi e Interventi, Mondadori, Milano 1986, p. 910).
cite-note-110110. Per tutta la vicenda vedi Renzo De Felice, mwecgMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 573-77.
cite-note-111111. Renzo De Felice, mwecwMussolini il rivoluzionario cit., pag. 544, pag. 590 e sgg.
cite-note-112112. O.O., vol. XV, pagg. 197-8.
cite-note-113113. Renzo De Felice, mwedmMussolini il rivoluzionario cit., pagg. 592 e 658-59, mwedqMussolini il fascista - La conquista del potere, Einaudi, Torino, 1995, pag. 29. A volte le richieste di denaro erano quasi esplicitamente ricattatorie, vd. mweduMussolini il rivoluzionario cit. pag. 354 e mwedyMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 45.
cite-note-114114. mwedoM. Drago, mwedsmwedwAllievi marescialli nelle forze armate. Teoria ed esercizi per la preparazione alla prova di preselezione dei concorsi, Alpha Test, 1º gennaio 2012, p.mwed0 124, mwed4ISBNmwed8 978-88-483-1469-5. mweeeURL consultato il 3 febbraio 2017.
cite-note-115115. Renzo De Felice, mweeuMussolini il rivoluzionario cit. pagg. 645-47.
cite-note-116116. mweekEmilio Gentile, mweeomweesE fu subito regime: Il fascismo e la marcia su Roma, Gius.Laterza & Figli Spa, 1º settembre 2014, mweewISBNmwee0 978-88-581-1642-5. mwee8URL consultato il 3 febbraio 2017.
cite-note-117117. mwefmAndrea Leccese, mwefqmwefuInciucio forever: La costante del trasfmormismo nella politica italiana, Armando Editore, 1º gennaio 2014, p.mwefy 61, mwefcISBNmwefg 978-88-6677-726-7. mwefoURL consultato il 3 febbraio 2017.
cite-note-118118. Giolitti aveva esplicitato la sua intenzione di avere con sé i "patrioti" e i "partiti nazionali" il 1º aprile 1921. Vd. Renzo De Felice, mwef4Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 64.
cite-note-119119. La lista di associazioni che aderirono al blocco è consultabile in Renzo De Felice, mwegiMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 82 n. 4.
cite-note-120120. Dal mwegyCorriere della Sera del 1º gennaio 1922.
cite-note-121121. Dall'8 aprile al 14 maggio risultano 105 morti e 431 feriti. Renzo De Felice, mwegoMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 87.
cite-note-122122. Camera, 11 marzo 1925, pag. 2438.
cite-note-123123. mweheRenzo De Felice, mwehiMussolini il rivoluzionario, Torino, 1965.
cite-note-124124. Renzo De Felice, mwehyMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 111, 138.
cite-note-125125. Renzo De Felice, mwehoMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 151.
cite-note-126126. O.O., vol. XVI, pagg. 241 e 297.
cite-note-127127. Renzo De Felice, mweieMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 222.
cite-note-128128. mweiuSe i treni, se le poste hanno funzionato non lo si deve alle misure preventive prese dal Governo, ma al concorso spontaneo, disinteressato, entusiasta degli elementi nazionali. in Renzo De Felice, mweiyMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 273. Per i pareri negativi riguardo allo sciopero vedi mweicibidem pagg. 222-24: mweigLo sciopero generale proclamato e ordinato dall'Alleanza del Lavoro è stato la nostra Caporetto. Usciamo da questa prova clamorosamente battuti.
cite-note-129129. Enzo Biagi, mweiwStoria del Fascismo cit.
cite-note-130130. Amendola, mwejaUna battaglia, pag. 186.
cite-note-131131. Nitti, mwejqRivelazioni, pagg. 346-7.
cite-note-132132. mwejgmwejkMack Smith, 1981,mwejo p. 87.
cite-note-133133. mwej4Antonino Repaci, vol. II, pagg. 125 e 132.
cite-note-134134. Mussolini stesso asserisce, nel mwekidiscorso di insediamento in Parlamento, che le camicie nere sarebbero state ben mwekm300 000.
cite-note-135135. mwekgSecondo Badoglio sarebbe bastato arrestare al massimo una dozzina di persone e i fascisti avrebbero perso al primo scontro, asserì, inoltre che "al primo fuoco, tutto il fascismo crollerà". Renzo de Felice, mwelaMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 325.
cite-note-136136. Renzo de Felice, mwelqMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 358.
cite-note-137137. Secondo mwelgRenzo De Felice la parte destrorsa del fascismo era di tendenza o monarchica e conservatrice di ispirazione nazionalista, oppure revisionista, normalizzatrice e moderatamente parlamentarista. Vd. mwelkMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 365-66.
cite-note-138138. Paolucci, pag. 240.
cite-note-139139. cfr. "mwemaIl Parlamento è morto". Discorso pronunziato alla Camera dall'on. Filippo Turati il giorno 17 novembre 1922 sulle Comunicazioni del Governo, in "Critica Sociale", a. XXXII, n. 22, 16-30 novembre 1922, p. 339-349.
cite-note-140140. Vedi anche Atti Parlamentari, mwemqCamera dei deputati, Discorsi, XXVI legislatura, Tornata del 17 novembre 1922, pp. 8425-8435.
cite-note-141141. Rendo De Felice, mwemgMussolini il fascista - La conquista del potere cit. pag. 479.
cite-note-142142. mwemwGianfranco Bianchi, mwem0Da Piazza San Sepolcro a Piazzale Loreto, Vita e Pensiero, Roma, 1978, p.mwem4 264.
cite-note-143143. Renzo De Felice, mweniMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 481 n. 4. La legge sarà la n. 1601 del 3 dicembre 1922 (G. U. 15 dicembre, num. 293), vd. mwenmmwenqmwenuqui (mwenymwencPDF)..
cite-note-144144. Renzo De Felice, mwensMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 528-534.
cite-note-145145. Renzo De Felice, mwen8Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 524 e 535.
cite-note-146146. Italo Scotti, Bollettino di informazioni costituzionali e parlamentari 1 (1984): mweomIl fascismo e la Camera dei deputati: I - La Costituente fascista (1922-1928), mweoqmweoumweoypag. 109 (mweocmweogPDF) mweok(archiviato dall'mweoourl originale il 4 novembre 2013)..
cite-note-147147. Renzo De Felice, mweo4Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 534.
cite-note-148148. "The Italo-Greek Crisis." Economist [London, England] 8 Sept. 1923: 356+. The Economist Historical Archive, 1843-2012. .
cite-note-149149. Renzo De Felice, mwepuMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 561-62.
cite-note-150150. Renzo De Felice, mwepkMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 557-570.
cite-note-151151. Renzo De Felice, mwep0Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 563.
cite-note-152152. mweqeRegio Decreto Legge 22 febbraio 1924, n. 213.
cite-note-153153. Renzo De Felice, mwequMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 564, n. 3. Cfr. anche mweqyPrassi italiana di diritto internazionale - mweqcmweqgmweqkI casi della prassi - Parte V - Cap. I - C. - a - 411/3 mweqo(archiviato dall'mweqsurl originale il 13 dicembre 2014)..
cite-note-154154. Alessandro Visani, mweq8La conquista della maggioranza, Mussolini, il PNF e le elezioni del 1924, Fratelli Frilli Editori, 2004, in particolare nel cap. 4 l'elenco dei fatti di cronaca riguardanti risse, aggressioni, provocazioni raccolte dall'A. nelle carte dell'ACS provenienti da prefetture, questure, stazioni di RRCC e dalla stampa coeva, da p. 134 a p. 143.
cite-note-155155. Nella fattispecie i fascisti uccisi durante la campagna elettorale furono 18 e i feriti 147: cfr. Fabio Andriola, mwermMussolini prassi politica e rivoluzione sociale, e.f.c. Le vittime della violenza fascista, invece, secondo Renzo De Felice, furono "centinaia di feriti e non pochi morti" (fra questi anche il deputato Antonio Piccinini), quasi tutti appartenenti a partiti d'opposizione, ma anche alle frange dissidenti del fascismo (come nel caso di Cesare Forni e Raimondo Sala) cfr. Renzo De Felice, mwerqMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 583.
cite-note-156156. Fin dalla presa del potere nell'ottobre 1922 Mussolini e il Governo tentarono di arginare la violenza squadristica non più necessaria, vd. Renzo De Felice, mwergMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 406-07, 440-44, 481, 584.
cite-note-157157. Cfr. soprattutto Alessandro Visani, mwerwLa conquista della maggioranza, Mussolini, il PNF e le elezioni del 1924, Fratelli Frilli Editori, 2004, in particolare il capitolo 4 e 5 e la prefazione di Giovanni Sabatucci.
cite-note-158158. mweseRenzo De Felice, op. cit. nonché Alessandro Visani, op. cit..
cite-note-159159. Riferisce infatti A. Visani (mwessop. cit.), p. 146, come particolare cura dovesse essere tenuta nell'esporre bene che sulla scheda elettorale non andasse apposto altro segno che la croce sul partito scelto, e soprattutto si dovessero evitare slogan e frasi d'ogni genere. Ci si riferiva infatti alla possibilità riferita dalle prefetture che agenti in incognito dei partiti di minoranza avessero volontariamente spinto i più ingenui elettori del blocco nazionale a scrivere sulle schede "Viva Mussolini!", una pratica che avrebbe portato all'annullamento della scheda stessa.
cite-note-160160. Renzo De Felice, mwes8Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 563 n. 2.
cite-note-161161. ibidem.
cite-note-162162. Si veda il resoconto stenografico della seduta del 30 maggio 1924, Camera dei Deputati.
cite-note-163163. Così chiamata in richiamo alla secessione della mwetkplebe ai tempi della mwetores publica romana i quali si riunirono sull'mwetsAventino.
cite-note-164164. Renzo De Felice, mwet8Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 620 sgg.
cite-note-165165. La morte di Matteotti infatti sarebbe stata causata accidentalmente, durante la colluttazione seguita al prelevamento da parte degli squadristi.
cite-note-166166. mweuymweucmweugScheda biografica di Matteotti, su mweuktreccani.it.
cite-note-167167. Renzo De Felice, mweu0Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., p. 622.
cite-note-168168. Ibidem, pag. 646; Renzo De Felice, mweveMussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista, Einaudi, 1995, pagg. 55, 158 n. 2.
cite-note-169169. Renzo De Felice, mwevuMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag 703.
cite-note-170170. Renzo De Felice, mwevkMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 686-87.
cite-note-171171. Renzo De Felice, mwev0Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 701.
cite-note-172172. Renzo De Felice, mweweMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 650-51, 707-08 e 722-23.
cite-note-173173. Renzo De Felice, mwewuMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 673-74, 676, 681, 707-08, 715.
cite-note-174174. Renzo De Felice, 'Mussolini il fascista - La conquista del poteremwewk cit., pag. 705.
cite-note-175175. Indignatissimo il settimanale della sinistra fascista mwew0Impero scriverà un pezzo (dicembre 1924) intitolato mwew4Rivoluzione, non criminalità nel quale si accusava Mussolini di far "di tutto per portarsi sul terreno della non-rivoluzione". Vd. Renzo De Felice, mwew8Mussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 714.
cite-note-176176. Per i varii articoli giornalistici del fascismo intransigente contrario al moderatismo mussoliniano vd. Renzo De Felice, mwexmMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 711-15 e 723-26.
cite-note-177177. Ibidem, pag. 715.
cite-note-178178. Renzo De Felice, mwexoMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 717-18.
cite-note-179179. mwex4R. De Felice, mwex8Mussolini il fascista, Einaudi, 1966.
cite-note-180180. mweymDiscorso alla Camera dei Deputati sul delitto Matteotti, testo integrale di Benito Mussolini del 3 gennaio mweyq1925 su mweyuWikisource.
cite-note-181181. Dopo il delitto Matteotti, infatti, alcuni esponenti liberali e fascisti propendevano per l'idea secondo cui Mussolini dovesse "mettersi a disposizione della giustizia". Vd. Renzo De Felice, mweykMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 701 e 704.
cite-note-182182. Col discorso del 3 gennaio ebbe inizio il regime dittatoriale fascista, data confermata dallo stesso Mussolini nel libro "Storia di un anno: Il tempo del bastone e della carota", Mondadori, 1944, pag. 175 (in mwey0Opera Omnia, vol. XXXIV, pag. 411).
cite-note-183183. Renzo De Felice, mwezeMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 722-23.
cite-note-184184. Renzo De Felice, mwezuMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pagg. 726.
cite-note-185185. Renzo De Felice, mwezkMussolini il fascista - La conquista del potere cit., pag. 729.
cite-note-186186. Renzo De Felice, mwez0Mussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pagg. 139-40.
cite-note-187187. Ibidem, pag. 145.
cite-note-188188. Ibidem, pagg. 149-157.
cite-note-189189. Ibidem, pagg. 142 e 148 n. 2.
cite-note-190190. In particolare "mweaomweasmweawLa Giustizia. mwea0URL consultato il 1º luglio 2013 mwea4(archiviato dall'mwea8url originale il 29 gennaio 2022).", cfr. ibidem, pag. 142, "mwebaLa Rivoluzione liberale" e "mwebeIl Popolo", cfr. ibidem, pag. 150.
cite-note-191191. Simonetta Falasca Zamponi, mwebuLo spettacolo del fascismo, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003, p. 124.
cite-note-192192. Marco Cesarini Sforza, mwebkGli attentati a Mussolini, Per pochi centimetri fu sempre salvo, in La storia illustrata nº 8, Anno 1965, pag. 244: "Un gruppo di squadristi si lanciò sull'attentatore: più tardi sul suo cadavere furono contate quattordici pugnalate profonde, un colpo di pistola e tracce di strangolamento".
cite-note-193193. Marco Cesarini Sforza, mweb0Gli attentati a Mussolini, Per pochi centimetri fu sempre salvo, in La storia illustrata nº8 Anno 1965, pag. 244: "Lasciamo la parola all'ex capo dei servizi politici presso la Direzione generale della PS, Guido Leto. "Furono sospettati a turno" egli scrive "Farinacci, Balbo, Arpinati, quest'ultimo perché proveniente dalle file anarchiche e amico della famiglia Zamboni, e lo stesso Federzoni, ma le indagini accurate che furono eseguite dalla questura di Bologna, diretta allora da un eccellente funzionario, il questore Alcide Luciani, e da un altro espertissimo funzionario, perfetto conoscitore dell'ambiente bolognese, Michelangelo Di Stefano, giunsero alla conclusione che non v'era alcun elemento apprezzabile per sostenere la tesi di un complotto organizzato nei ranghi fascisti. Ve n'erano, invece moltissimi per convalidare quella di un gesto di un isolato".
cite-note-194194. Marco Cesarini Sforza, mweceGli attentati a Mussolini, Per pochi centimetri fu sempre salvo, in La storia illustrata nº8 Anno 1965, pag. 244: "Un'inchiesta segreta fu anche compiuta, in seguito, per iniziativa del Sottosegretario all'interno, conte Giacomo Suardo, dal magistrato Noseda del Tribunale Speciale; ma i risultati non differirono da quelli stabiliti dalle indagini della polizia".
cite-note-195195. Renzo De Felice, mwecuMussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pagg. 211-14.
cite-note-196196. mweckmwecoMack Smith, 1981,mwecs p. 199.
cite-note-197197. Renzo De Felice, mwec8Mussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pag. 130.
cite-note-198198. Sebbene Federzoni avesse intimato lo scioglimento dopo la presa del Ministero e dopo il 3 gennaio mwedm1925, molte squadre vennero ricreate dall'ambiente mwedqfarinacciano provinciale e rimasero attive per diversi anni, pur con le minacce di ritorsioni da parte di Federzoni e dello stesso Mussolini. Cfr. Renzo De Felice, mweduMussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pagg. 63-65, 68, 123 n. 1, 170-171, 184 n. 3, 209 n. 3, 210. In occasione delle violenze di Firenze dell'ottobre mwedy1925 Mussolini, riunendo il mwedcGran consiglio del fascismo il giorno 5, fece approvare un ordine del giorno in cui si mwedgordina lo scioglimento immediato di qualsiasi formazione squadristica di qualsiasi specie perché esse non hanno più, mwedka tre anni di distanza dalla Marcia su Roma, alcuna giustificazione storica e politica. Ibidem, pag. 134.
cite-note-199199. Aniante, pag. 71.
cite-note-200200. Arpinati, pag. 256-7.
cite-note-201201. Renzo De Felice, mweemMussolini il fascista - L'organizzazione dello Stato fascista cit., pagg. 91-98.
cite-note-202202. Alfio Caruso, mweecArrivano i nostri, Longanesi &C.
cite-note-203203. Matteo di Figlia mweesAlfredo Cucco, Quaderni Mediterranea 1979.
cite-note-204204. G. Tricoli, mwee8Alfredo Cucco. Un Siciliano per la Nuova Italia, ISSPE, 1987.
cite-note-205205. mwefmmwefqmwefuInStoria - Mafia e Fascismo..
cite-note-206206. Non è da escludersi tuttavia che Cucco fosse stato trascinato in una vera e propria trappola politica, poiché egli - essendo dell'area farinacciana - era notevolmente inviso a Mussolini, che proprio in quel periodo stava "epurando" i vertici del partito degli elementi vicini a Farinacci. Cfr. Matteo di Figlia mwefkAlfredo Cucco, Quaderni Mediterranea 1979.
cite-note-207207. Sospetti di affiliazione mafiosa restarono, tuttavia, come fa notare il biografo Matteo di Figlia in op. cit.
cite-note-208208. Ibidem, nonché cfr. Alfio Caruso, mwegaop. cit.
cite-note-209209. Ibidem. Giampietro aveva iniziato perfino una campagna contro le... gonne sopra al ginocchio, tanto da essere invano richiamato alla moderazione dallo stesso ministro Rocco. Cfr. Alfio Caruso, op. cit.
cite-note-210210. Ibidem.
cite-note-211211. mwegomwegsmwegwLa mafia e la crociata del prefetto Mori..
cite-note-212212. mwehaop. cit. "Non è vero che la mafia dei salotti impone a Mussolini l'allontanamento di Mori. È vero viceversa che i suoi modi hanno allarmato Roma; che Mussolini ritiene il problema liquidato e che può ora liquidare il liquidatore".
cite-note-213213. DDI, VII Serie, vol. IV, pagg. 294-5.
cite-note-214214. Graziotti, pagg. 77-8.
cite-note-215215. mwehomwehsMack Smith, 1981,mwehw p. 201.
cite-note-216216. mweiaRegio decreto 6 novembre 1926, n. 1848.
cite-note-217217. Legge 25 novembre 1926, n. 2008.
cite-note-218218. Re, regina, reggente, principe ereditario e primo ministro.
cite-note-219219. mweioSergio Romano, mweisVademecum di storia dell'Italia unita, Rizzoli, Milano, 2009, mweiwmwei0mwei4p. 86.. ISBN 978-88-586-0165-5.
cite-note-220220. mwejmEnzo Biagi, mwejqAmori, Rizzoli, 1988, p. 138. ISBN 88-17-85139-6.
cite-note-221221. il patto fu siglato il 7 giugno 1933 e firmato il 15 luglio dell stesso anno. Salata riporta che nel protocollo della sigla, sottoscritto il 7 giugno, fu concordato che il patto avrebbe portato la data del 7 giugno, indipendentemente dalla data della firma, un atto espressivo della volontà del governo. Vedi Francesco Salata mwejkmwejoIl patto Mussolini, 1933, p. 122
cite-note-222222. mwej4Francesco Salata, mwej8mwekaIl patto Mussolini, Mondadori, 1933, p.mweke 133.
cite-note-patto-223223. mwekuFrancesco Salata, mwekymwekcIl patto Mussolini, Mondadori, 1933, p.mwekg 134.
cite-note-224224. L'origine del sistema pensionistico italiano va comunque fatta risalire al 17 luglio 1898, legge n. 350 con l'istituzione di una «Cassa Nazionale di previdenza per la invalidità e per la vecchiaia degli operai», con contributi su base volontaria.
cite-note-225225. Nel momento dell'uccisione di Dollfuß, la moglie e i figli erano ospiti di Mussolini presso una sua residenza balneare.
cite-note-226226. È il caso per esempio del prefetto Cesare Mori.
cite-note-227227. Per un primo approccio sull’origine, motivazioni e caratteristiche del diffuso consenso che il fascismo riscosse dagli intellettuali italiani si veda, ad esempio, A. d’Orsi, mweluLa cultura a Torino tra le due guerre, Einaudi, Torino 2000; G. Belardelli, mwelyIl Ventennio degli intellettuali, Laterza, Roma-Bari 2005; A. Tarquini, mwelcStoria della cultura fascista, Laterza, Roma-Bari 2011.
cite-note-228228. A proposito dell'adesione di Giuseppe Ungaretti al fascismo, e in particolare al suo rapporto con Mussolini, si veda: Robert S. Dombroski, mwelsL’esistenza ubbidiente, letterati italiani sotto il fascismo, Guida, Napoli, 1984, pp. 71 e 89; mwelwFilosofia fantastica. Prose di meditazione e d’intervento (1926-1929), a cura di Carlo Ossola, UTET, Torino 1997, pp. 10-11; L. Piccioni, mwel0Vita d'un poeta, Rizzoli, Milano 1970, p. 66; W. Mauro, mwel4Vita di Giuseppe Ungaretti, Camunia, Milano, 1990, p. 81; P. Guida, mwel8Ungaretti privato. Lettere a Paul-Henri Michel, Pensa multimedia, Rovato-Lecce 2014, p. 38.
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cite-note-237237. A tale accordo si fa riferimento in Langer, William L. (a cura di) mwep4An Encyclopaedia of World History, Houghton Mifflin Company, Boston, 1948, p. 990.
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cite-note-242242. Per un quadro completo quadro sull'uso sistematico delle armi chimiche durante il periodo 1935-1940 sul fronte Etiopico si veda Angelo Del Boca, mweryI gas di Mussolini, Il fascismo e la guerra d'Etiopia, Editori Riuniti, Roma, 1996.
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cite-note-252252. A Trieste operarono alcuni dei principali responsabili della cosiddetta "Aktion Reinhardt", l'operazione che aveva portato allo sterminio di milioni di ebrei deportati nei campi della Polonia Orientale. Comandante delle SS e della SD nel settore adriatico (e quindi anche incaricato della caccia agli ebrei) era il generale delle SS Odilo Globocnik, già comandante del settore di Lublino e quindi responsabile dei campi di Belzec, Majdanek, Sobibor e Treblinka; a Trieste operavano con lui Franz Stangl, già comandante di Treblinka, e Christian Wirth uno degli ideatori delle camere a gas, poi ucciso dai partigiani.
cite-note-urlmemoria-segreta-di-mussolini-sulla-condotta-della-guerra-schede-tecniche-aerei-militari-italiani-e-storia-degli-aviatori-253253. mwevuBenito Mussolini, mwevymwevcMEMORIA SEGRETA DI MUSSOLINI SULLA CONDOTTA DELLA GUERRA, Schede tecniche aerei militari italiani e storia degli aviatori, su mwevgalieuomini.it, 31 marzo 1940.
cite-note-2549. Si veda Pietro Badoglio (mwevwL'Italia nella seconda guerra mondiale, p. 37), che riporta questa affermazione come ricevuta direttamente da Mussolini durante un loro colloquio avvenuto il 26 maggio 1940.
cite-note-255255. Dalle colonie inglesi, e in particolar modo dall'mwewaIndia, giunsero migliaia di soldati, che non era stato possibile mobilitare precedentemente.
cite-note-256256. Già a Capo Spada venne affondato un incrociatore italiano (19 luglio) e l'11 novembre mwewq1940 alcune navi italiane furono affondate da un attacco aereo nel porto di Taranto. L'ultimo scontro di rilievo si ebbe a Capo Matapan, il 28 marzo mwewu1941, una delle più gravi sconfitte nella storia della Marina.
cite-note-257257. Alfassio Grimaldi, U., Bozzetti, G. (1974). Dieci giugno 1940 [i.e. millenovecentoquaranta], il giorno della follia. Italia: Laterza.
cite-note-258258. mwewwmwew0Ciabattini,mwew4 p. 69.
cite-note-259259. mweximwexmCiabattini,mwexq p. 68.
cite-note-260260. La conquista fu completata in poco più di un mese (17 agosto).
cite-note-261261. mwexsRenzo De Felice, mwexwMussolini l'alleato, Einaudi, 1996, p. 1221-1228.
cite-note-262262. mweyamweyeCiabattini,mweyi p. 101.
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cite-note-26410. mweywmwey0Ciabattini,mwey4 p. 105.
cite-note-265265. Mussolini e il re avevano un colloquio privato due volte alla settimana, il lunedì e il giovedì. L'unica persona ammessa era il Ministro della Real Casa. Iniziati nel 1922, gli incontri proseguirono ininterrottamente fino al 1943, per ventuno anni.
cite-note-cita-ciabattini-266266. mwezcmwezgCiabattini.
cite-note-267267. mwezwmwez0Ciabattini,mwez4 p. 110.
cite-note-ardeatine-268268. Poi arrestato dai tedeschi e trucidato alle mwe0qFosse Ardeatine).
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cite-note-275275. L'8 febbraio mwe341943, alla vigilia del suo compleanno, mwe38Nenni fu arrestato dalla mwe4aGestapo a mwe4eSaint-Flour, in Rue de la Franze n.13, nella mwe4iFrancia di Vichy (cfr. mwe4mMimmo Franzinelli, mwe4qmwe4uI tentacoli dell'Ovra: agenti, collaboratori e vittime della polizia politica fascista, Bollati Boringhieri, 1º gennaio 1999, mwe4yISBNmwe4c 978-88-339-1164-9. mwe4kURL consultato il 23 febbraio 2017. e mwe4oPietro Nenni, mwe4smwe4wIntervista sul socialismo italiano, Laterza, 1º gennaio 1977. mwe40URL consultato il 23 febbraio 2017.). Venne condotto prima a mwe44Vichy e poi fu rinchiuso nel carcere parigino di mwe48Fresnes per circa un mese (cfr. mwe5aEnzo Santarelli, mwe5emwe5iPietro Nenni, UTET, 1º gennaio 1988, mwe5mISBNmwe5q 978-88-02-04183-4. mwe5yURL consultato il 23 febbraio 2017.). Il 5 aprile venne consegnato dai tedeschi a due carabinieri alla frontiera del mwe5cBrennero, probabilmente su richiesta di Mussolini, che così lo salvò dalla deportazione nei campi di concentramento nazisti. Condotto nel mwe5gcarcere romano di Regina Coeli, Nenni fu poi confinato nell'mwe5kisola di Ponza.
cite-note-276276. Cfr. mwe50Arrigo Petacco, mwe54mwe58La Storia ci ha mentito, MONDADORI, 8 aprile 2014, mwe6aISBNmwe6e 978-88-520-4911-8. mwe6mURL consultato il 23 febbraio 2017., che riporta degli appunti che il Duce scrisse durante il crepuscolo di Salò.
cite-note-277277. mwe6cmwe6gLa grande storia, Rai Tre, 3 settembre 2010.
cite-note-278278. mwe6wDi Michele Vincenzo, mwe60mwe64L'ultimo segreto di Mussolini, mwe68ISBNmwe7a 88-8474-422-9, mwe7iOCLCmwe7m mwe7q925734586.
cite-note-279279. mwe7gRenzo De Felice, mwe7kMussolini l'alleato: la guerra civile 1943-45, Torino, Einaudi, 1997, pp.mwe7o 54-71.
cite-note-280280. La mwe74Provincia autonoma di Lubiana era stata annessa all'Italia nel 1941. mwe78De iure, continuò a essere considerata tale fra paesi dell'Asse fino alla fine del conflitto. Tale annessione non era considerata legittima dagli Alleati.
cite-note-281281. Renzo De Felice, mwe8mMussolini l'Alleato, tomo II, Einaudi.
cite-note-282282. Il Teatro Lirico aveva assunta la funzione della mwe8cScala, gravemente colpita dai bombardamenti alleati.
cite-note-283283. Elena Aga Rossi e Bradley F. Smith mwe8sOperazione Sunrise, Mondadori.
cite-note-284284. mwe88mwe9aMack Smith, 1981 "La ragione offerta (in cui è difficile scorgere un qualsiasi senso logico) fu lo shock subito nell'apprendere che i tedeschi erano scesi a patti senza informarlo".
cite-note-285285. Per l'intera vicenda, cfr. Fabio Andriola, mwe9qAppuntamento sul lago e mwe9uCarteggio Segreto Churchill Mussolini, SugarCo.
cite-note-286286. mwe9kmwe9oMack Smith, 1981.
cite-note-287287. Secondo, fra gli altri, Raffaele Cadorna (mwe94La riscossa: dal 25 luglio alla liberazione, Milano, 1948), Leo Valiani (mwe98Tutte le strade conducono a Roma, Firenze, 1947) e Silvio Bertoldi (mwe-aLa guerra parallela, Milano 1996), Mussolini avrebbe appreso il 25 aprile della decisione del CLNAI di giustiziarlo. Secondo Silvestri (mwe-eTurati l'ha detto: socialismo e democrazia cristiana, Milano, 1946), che però è fonte isolata, avrebbe proprio confidato questa valutazione.
cite-note-288288. Fabio Andriola, mwe-uAppuntamento sul lago e mwe-yCarteggio Segreto Churchill Mussolini, entrambi per i tipi della SugarCo.
cite-note-289289. mwe-oPier Luigi Bellini delle Stelle, mwe-sUrbano Lazzaro, mwe-wDongo: la fine di Mussolini, ed. Mondadori, 1962, p. 117.
cite-note-290290. Che a seguito dell'armistizio aveva per decreto luogotenenziale assunto tutti i poteri costituzionali.
cite-note-291291. Comandante del mwe-mCorpo Volontari della Libertà
cite-note-292292. Raffaele Cadorna, Milano, mwe-cLa riscossa: dal 25 luglio alla liberazione, 1948. Per la sintesi del vasto relato del generale, si è fatto riferimento a Ray Moseley (mwe-gMussolini, Taylor Trade Publications, 2004).
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cite-note-294294. mwfaamwfaemwfaiFondazione ISEC - cronologia dell'insurrezione a Milano 24-30 aprile 1945..
cite-note-isec-295295. mwfagmwfakmwfaoFondazione ISEC - cronologia dell'insurrezione a Milano 24-30 aprile 1945. mwfasURL consultato il 7 luglio 2012 mwfaw(archiviato dall'mwfa0url originale il 12 luglio 2024)..
cite-note-296296. Vincenzo Costa mwfbeL'ultimo federale, il Mulino 1999, p. 107. Sempre secondo Costa, nell'attentato partigiano erano morti cinque soldati tedeschi della Propaganda Staffel e due popolane milanesi. Una trentina fra civili e militari germanici erano i feriti.
cite-note-297297. Giorgio Pisanò, mwfbyStoria della guerra civile in Italia, cfr. fotografie alle pp. 1586 e 1587.
cite-note-298298. Ibidem, p. 1606.
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cite-note-312312. Brano tratto da mwfg0La Dottrina del fascismo, di mwfg4Giovanni Gentile e Benito Mussolini, (mwfg8mwfhamwfhecfr. mwfhi(archiviato dall'mwfhmurl originale il 30 marzo 2009).), sviluppata sin dal 1929, inserito nell'edizione de mwfhqL'mwfhuEnciclopedia Italiana del 1934, (Volume XIV, p. 849): «Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno.[...] Il fascismo respinge nella democrazia l'assurda menzogna convenzionale dell'egualitarismo politico e l'abito della irresponsabilità collettiva e il mito della felicità e del progresso indefinito. Ma, se la democrazia può essere diversamente intesa, cioè se democrazia significa non respingere il popolo ai margini dello stato, il fascismo poté da chi scrive essere definito una 'democrazia organizzata, centralizzata, autoritaria.»
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Collegamenti esterni

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